"Manuel non correre!" Urlai dalla cucina di casa mia nella speranza che quel bambino vivacissimo mi ascoltasse una buona volta.
Il piccolo si girò, collegando i suoi occhi verdi ai miei, unica caratteristica che aveva ereditato da me, poi mi fece la linguaccia e continuò a saltellare e correre nel giardino, rischiando di sporcarsi il completo.
"Il carattere l'ha preso dal papà." Sbuffai.
"Ehi, che hai da dire sulla mia magnifica prole?"
In un elegantissimo smoking, il ragazzo scese regalmente le scale per poi inciampare nel tappeto del soggiorno.
Inutile dire che, nonostante fossero passati più di dieci anni, era sempre lo stesso maldestro, stupido e perfetto Shawn Peter Raul Mendes.
L'unica differenza era la sua mano sinistra. L'anulare era condannato a portare una fede nuziale dorata con incisi il mio nome e la data del nostro matrimonio, otto anni prima.
"Ti prego placa quello scatenato di tuo figlio prima che cada." Lo supplicai.
"Manuel Cameron Mendes, vieni qui adesso o smetto di portarti in tournée per sempre!" Urlò lui di rimando.
Neanche avesse sentito odore di pizza, il birbante si precipitò dentro casa con l'affanno ma con ancora abbastanza fiato per supplicare il padre.
"No papà, non corro più ma in tour mi porti per forza! Per favore!"
Sorrisi a quella scena.
Secondo la tradizione italiana, avevamo chiamato il piccolo come il nonno paterno, Manuel, e poi Cameron perché è un nome che piaceva ad entrambi e poi per il nostro migliore amico, sempre accanto in ogni occasione.
"Sbrighiamoci o faremo tardi." Interruppi il momento molto affettuoso in cui Shawn torturava nostro figlio facendogli il solletico e stropicciandogli la giacchetta.
Arrivammo al luogo del matrimonio e Shawn prese posto accanto alla sua chitarra, obbligato da sua sorella a suonare qualcosa. L'avrebbe fatto ugualmente, conoscendolo.
Aaliyah arrivò poco dopo in uno splendido e raffinato vestito bianco, accompagnata all'altare da un Manuel raggiante.
Karen accanto a me piangeva già e io non potetti far a meno di farmi scendere qualche lacrima, ricordando il giorno in cui quella nell'abito bianco ero io.
Alla fine della cerimonia presi per mano il piccolo Manuel e andai da Aaliyah e il suo ragazzo, ormai marito, a fare gli auguri e ad abbracciarla dopo un sacco di tempo.
Due grandi mani mi cinsero i fianchi. Mi voltai per permettere alle mie labbra di incontrare quelle di Shawn, in un insaziabile bacio.
"La canzone è stata mozzafiato."
"Grazie piccola. Mi ha ricordato il nostro, di matrimonio." Sorrise lui.
"Già, sono già passati tanti anni."
"Se fosse per me ti sposerei di nuovo, e ancora e ancora. Ogni giorno, per tutti i giorni della mia vita."
"Ti amo, Shawn."
"Ti amo anche io, Angelica."
"E a me, non mi ama nessuno?" Manuel sbucò fuori dal nulla.
"Come si fa a non amarti?"
"Sei l'amore della mia vita, Man." Sorrisi.
"Ehi!" Shawn fece la faccia imbronciata.
"Ehi, mica tu sei cresciuto nella mia pancia!"
FINE.
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No promises. [S. M.]
Romantik{STORIA COMPLETATA} [...] "Ti ho desiderata così tanto in questi mesi. Sei così importante. Perdonami, sono stato uno stupido." Non parlai. Non sapevo cosa rispondergli. "E se ti dicessi che ti amo?" "E se ti dicessi che preferisco che tu sparisca d...
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