[COMPLETA]
Melissa Cammareri ha tutto ciò che un'adolescente possa desiderare: bellezza peculiare, ottimi voti a scuola, una compagnia di amici fidati e un ragazzo innamorato di lei al suo fianco. La sua vita sembra procedere senza difficoltà lungo...
«Sai che Santoro è andato in pensione?» domanda Valerio al fratello, tra una forchettata e l'altra: abbiamo frequentato tutti e tre istituti diversi, ma ho parlato talmente spesso dei miei professori che ormai li conoscono anche loro.
«L'ha sostituito quello là che hai avuto tu in terza, Rodari.»
Jacopo inizia a ridacchiare a denti stretti, beccandosi un'occhiata interrogativa da parte mia.
«Ma è quello che vi ha portati in gita e si è inciuccato?» si informa Benedetto.
«Non si era inciuccato!» lo contraddice Jacopo, divertito «Si era bevuto un paio di birre con noi. No, va be', a parte tutto» prosegue, voltandosi verso di me «è un personaggio. Girano quasi delle leggende sul suo conto.»
«Del tipo?»
«Tipo che una volta è stato mandato via da una scuola in cui aveva un contratto quasi assicurato perché l'avevano beccato a bere in sala professori.»
«Ha il gomito sempre in alto, mi pare di capire.»
Jacopo sorride: «È una leggenda, te l'ho detto, data dal fatto che non è il classico professore frustrato che tratta gli studenti come pezze. E di italiano ne sa veramente a pacchi. Ma a pacchi, eh, io il programma di italiano di terza me lo ricordo tutto.»
«Però» si intromette Valerio «Quella tua compagna di classe che ci era andata sotto per lui non era una leggenda, vero?»
Jacopo si batte un palmo sulla fronte: «La Matilde! Cosa mi hai ricordato!»
«Oh, mi ricordo le tue storie» commenta Serena divertita «Poverina, spero che la cosa sia finita nel dimenticatoio perché altrimenti c'era da prenderla in giro a vita.»
«Ma sì, all'inizio della quarta ci avevamo già messo una pietra sopra.»
«Mi spiegate anche a me di cosa state parlando, per favore?» mi informo.
«"A me mi" non si dice» mi rimprovera scherzoso Valerio, per poi darmi un lieve bacio sul naso. Jacopo abbassa lo sguardo sul piatto, inforcando gli ultimi ravioli.
«No, niente...»
«Dai!» insisto.
«In pratica» prende parola Benedetto «Una delle poche ragazze della classe si è presa una scuffia per 'sto professore. E l'ha reso palesissimo.»
«Non è mai stata bella» confessa Jacopo «Anzi, per dirla papale papale era bruttina. E faceva davvero di tutto per mettersi in mostra per Rodari: nell'abbigliamento, nel trucco, nelle pose, i modi, i gesti, tutto.»
«Non gli aveva dedicato una poesia?» lo interrompe Valerio.
«Gli aveva storpiato "Tanto gentile e tanto onesta pare" e l'aveva adattata per lui, poi l'aveva infilata nel registro e per poco non si è presa un cazziatone perché non doveva permettersi di stuprare Dante.»
«Ma il professore lo sapeva?» mi informo.
«Sì, certo. Matilde una volta gli ha fatto una mezza scenata in corridoio perché stavamo appunto studiando l'amore cortese, quello per cui se ami qualcuno l'altro ti deve corrispondere per forza, quelle robe lì: cercava di mantenere la voce bassa, ma già dai gesti si capiva tutto. Era stranissimo perché lui era molto ligio, anche quando gesticolava era pacato e tutto, lei per poco non si strappava i capelli.»
«Che scena patetica» si lascia sfuggire Valerio mentre raccatta i piatti vuoti. Jacopo storce la bocca in una smorfia.
«Un po' lo è stata. Poi lei insisteva a chiamarlo per nome e lui tutte le volte rispondeva "Chiamami professore", sempre con lo stesso tono, però non sembrava mai stufo. Nel senso, sembrava che comunque la rispettasse.»
«Ecco, appunto» colgo la palla al balzo «Che tipo è? Di manica larga, di manica stretta, ti becca subito quando copi, è severo...» elenco.
«Te l'ho detto, non è un frustrato, cerca sempre il dialogo. Io vengo da una classe di teste di cazzo» ammette «eppure non ci ha mai fatti sentire inferiori, o che so io, è sempre stato molto alla mano. Mi ha beccato a copiare una volta ma mi ha solo detto qualcosa come "smettila, per favore", senza menate.»
«Complimenti, copiavi durante le verifiche?» scherza Serena. Lui sorride sornione.
«Ormai è passato tanto tempo. E poi te l'ho detto, mi ricordo ancora abbastanza il programma, quindi non ho copiato proprio tutto tutto.»
«Comunque sia» si intromette Benedetto «tante volte sei tornato a casa sfottendo la tua amica.»
«Scusate la brutalità, ma poco mi importa» faccio presente: non ho problemi ad essere diretta con loro. «A me importa più che altro che tipo è come professore, poi se fa stragi di cuori va be', buon per lui.»
«È che è un po' passata alla storia, ecco» spiega Jacopo «Poi te l'ho detto, eh, arrivati in quarta avevamo un professore nuovo e non ne abbiamo più fatto parola, anche perché Matilde era simpatica e ormai usciva pure con uno. Comunque te l'ho detto, spiega bene, coi voti boh, mi è sempre sembrato piuttosto giusto e di sicuro non ti mette a disagio, nelle interrogazioni se sei nella bratta fa di tutto per calmarti. Ah, se ci riuscite, fatevi portare in gita da lui. Come accompagnatore alle gite è spaziale.»
Corruccio le sopracciglia: «Perché, che fa?»
«Quando ha portato noi aveva dei film dietro: niente di pesante, tutte commedie o comici, da guardare in pullman. Poi si è annoiato ad ascoltare la guida e ci ha fatto lezione lui, e fidati, è stato bellissimo. La sera l'abbiamo beccato in birreria e ci siamo bevuti una pinta con lui, e giuro che è stata una delle serate più belle della mia vita. Ci ha fatto parlare di tutto, della vita, delle ambizioni, del passato, del futuro...»
«Non hai mai usato il cervello così tanto prima di allora» lo canzona Valerio. Jacopo non sembra offeso.
«Sì, direi di sì. È stato bello, ci siamo aperti tutti un po' di più tra noi. Volevamo anche dargli del tu, ma ha preteso che continuassimo a usare la forma di cortesia, in quello è parecchio ligio.»
«È easy» ribadisce Valerio, divertito «Te l'ho detto, amore mio, non hai nulla di cui preoccuparti.»
Mi scivola una risata: «"Preoccupata"? E dovrei preoccuparmi di un semplice professore?»
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Insomma, sembra proprio che 'sto Rodari sia un bel personaggio! Ma quanto ci sarà di vero e quanto di leggendario nelle parole di quel pettegolo di Jacopo?