Mi sento come se mi avessero appena dato uno schiaffo: disorientata, con la testa che duole e col fiato corto; "disorientata", in particolar modo, credo che sia l'aggettivo più calzante per quello che sto percependo ora.
Mi sento fuori posto, travolta da una sensazione che non riesco a decifrare e che mi si è appena infranta addosso come un'onda troppo alta.
Non riesco a staccare lo sguardo dal mio professore di italiano, che ha sfoderato una voce languida e carezzevole, tanto diversa da quella che sfoggia in classe da sembrare di un altro: mi ritrovo a seguire le parole del brano, senza riuscire a guardare altrove, inchiodata al suo viso incollato al microfono.
«Hey little girl, is your daddy home?
Did he go away and leave you alone?
I got a bad desire
I'm on fire»
Qualcosa di impalpabile, incomprensibile, indecifrabile sta continuando a dominare le mie momentanee emozioni: e il testo esplicito, unito alla melodia delicata, la voce di Rodari, lo strano miscuglio di effluvi che si è creato (i profumi delle mie amiche, gli aliti di birra, la pelle delle giacche, gli odori peculiari della pelle di ciascuno) è il carburante che alimenta quel qualcosa di istintivo, primitivo, quasi bestiale, che a quanto pare è rimasto sopito fino ad ora.
«Tell me now, baby, is he good to you?
Can he do the things that I do?
I can take you higher,
I'm on fire»
Spero solo che le mie amiche non stiano notando nulla di strano, o sono rovinata.
Il mio sguardo non smette di saettare su di lui. Realizzo di aver respirato a piccoli sorsi interrotti, con la bocca aperta, per almeno un minuto, mentre la testa si affolla di pensieri slegati.
Cerco di zittire con ogni neurone quel folle tsunami di sensazioni che mi sta cogliendo, di dirmi che ciò che sto pensando -ma non è il mio cervello che genera tutto questo, ne sono certa- è frutto di qualche condizionamento esterno che non so spiegarmi.
"Forse quel drink di prima non era così leggero come sembrava. Si vede che non reggo, sono brilla. Forse qui c'è qualcuno che sta fumando una canna e ne sto aspirando il fumo passivo."
Eppure, a parte questo piccolo, assurdo inconveniente mi sento lucida, e non posso far nulla per fermare ciò che mi sta attraversando a briglie sciolte.
«And a freight train running through the middle of my head
Only you can cool my desire
I'm on fire»
In questo momento Rodari, col suo solo cantare una canzone di Springsteen fasciato in un paio di jeans aderenti, è impudente, svergognato, animalesco. Ha un'aria dannata, quasi sporca, in netto contrasto con il suo ruolo di professore e i modi misurati che ha in classe.
È virile. Sprizza testosterone senza neanche rendersene conto, col suo modo un po' ruvido, qualche lieve mugolio che si fa strada nei momenti strumentali e quel continuo tirare fuori la lingua per bagnarsi le labbra tra una strofa e l'altra.
È il perfetto opposto di Valerio, qualcosa di ignoto e mai conosciuto finora, e che smuove qualcosa di mai scoperto e recondito dentro le mie viscere.
Il brano si esaurisce, lui dà il cinque agli altri membri della band improvvisata e scende dal palco insieme al bassista, parlottandoci, mentre la voce di Rossella mi riporta alla realtà.
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Hamartia
Teen Fiction[COMPLETA] Melissa Cammareri ha tutto ciò che un'adolescente possa desiderare: bellezza peculiare, ottimi voti a scuola, una compagnia di amici fidati e un ragazzo innamorato di lei al suo fianco. La sua vita sembra procedere senza difficoltà lungo...
