Stringo meglio la fettuccia del mio piccolo grembiule nero, annodandola con un colpo secco: dietro di me, sento Ruben trattenere una risata.
«Attenta a non spaccarlo» mi consiglia, divertito: osservo il suo faccione tondo ornato dalla barba sfatta, gli occhi piccoli e scuri, il sorriso contagioso, e rido a mia volta.
«Ci proverò» lo rassicuro. Lui ride più forte.
«Como va con lo studio?»
«Ho un essay da presentare entro mercoledì prossimo» gli spiego, spazzolandomi i capelli per stringerli in uno chignon. Lui ride di nuovo.
«Y chiamalo "ensayo", si non lo chiami "saggio". Dovrai imparare l'español, prima o poi.»
Stavolta rido io: sono arrivata il mese scorso a Tossa De Mar per il mio Erasmus, e ho avuto la fortuna di trovare un lavoro a Lloret De Mar in un locale da un ragazzone che vuole imparare l'italiano, trascurando quindi del tutto lo studio dello spagnolo.
Mi volto, scoprendo che Ruben è sparito: sistemo meglio lo chignon, mi lavo un'ultima volta le mani con attenzione ed esco dal bugigattolo dove ci cambiamo, senza smettere di sorridere.
L'Highwayman Pub è il baluardo rock in mezzo a una città di discoteche: dall'aria vissuta, col bancone in legno ricoperto da adesivi di band e sottobicchieri firmati dai turisti, gli sgabelli alti, panche e sgabelli anch'essi in legno, non molto luminoso e con quattro grandi bandiere all'esterno a mo' di insegna. Ruben lo gestisce con un eterno sorriso e playlist di sottofondo studiate fino all'ultima canzone, dove non manca mai di piazzare brani della band dove milita come batterista.
«Es un momento dificil, sin turistas» spiega, mentre traffica ancora chino sul computer. «Ma animo! ¡Bailamos!» mi invita prendendomi sottobraccio dopo aver cliccato "play" e lasciando che le note di "Rose Tattoo" dei Dropkick Murphy's invadano il locale. Scoppio a ridere, seguendolo, poi optiamo per sonorità più rilassate e inizia ad arrivare qualche avventore sparuto.
Non so quanto tempo sia passato quando la selezione casuale pesca "I'm On Fire" di Bruce Springsteen, rispedendo la mia memoria al compleanno di Rossella mentre frequentavamo la quarta superiore: porto istintivamente la mano tra le scapole, incontrando il familiare ciondolo dell'occhio di Horo che, pur non avendo mai tolto negli ultimi mille giorni, non ha mai accennato a scolorirsi o arrugginirsi.
Ho pensato spesso ad Andrea in questi tre anni, senza smettere di cercarne una copia nel corpo docenti e senza mai trovare qualcuno che lo ricordasse in maniera lontana: forse complice la maggior freddezza accademica, forse il tempo, sta di fatto che è rimasto un ideale lontano e insostituibile da custodire nella memoria.
Volto le spalle all'ingresso per un momento, canticchiando il brano che ormai ho imparato a memoria e cito sempre con il sorriso.
«Sometimes it's like someone took a knife, baby...»
Lo stomaco sussulta, contorcendosi in un nodo. Mi zittisco e sbarro gli occhi, incredula.
Non è vero.
Fatico a voltarmi verso l'ingresso, quasi intimorita, poi sospiro, imponendomi di restare lucida.
«And a freight train running through middle of my head...»
Mi volto.
«Only you can cool my desire.»
Sono trascorsi poco meno di tre anni da quando mi sono seduta davanti alla commissione d'esame, ho sorriso e sancito la fine della mia carriera scolastica, tre anni in cui non ho mai più messo piede in quella scuola e non ho mai più visto Andrea.
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Hamartia
Fiksi Remaja[COMPLETA] Melissa Cammareri ha tutto ciò che un'adolescente possa desiderare: bellezza peculiare, ottimi voti a scuola, una compagnia di amici fidati e un ragazzo innamorato di lei al suo fianco. La sua vita sembra procedere senza difficoltà lungo...
