5 anni dopo
L'aria fredda di dicembre mi colpì il viso appena scesi dall'aereo. Roma. Era da cinque anni che non mettevo piede qui. Cinque anni di palchi, luci, voli infiniti., lingue miste tra inglese e italiano, e nostalgia.
Presi la mia valigia e seguii la folla verso l'uscita dell'aeroporto di Fiumicino, poi salii sul treno per Termini. Fu come un tuffo nel passato.
Avevo deciso di trascorrere le vacanze di Natale con mia madre, ma prima dovevo fare una sosta. Tornare a casa dove avevo vissuto con Olivia, la mia coinquilina - la mia famiglia in quegli anni lì a Roma. Ero contenta che non l'avesse venduta.
Mi fermai davanti al portone, il cuore un po' accelerato. Suonai il campanello. Dopo qualche secondo, la porta si aprì. Davanti a me, un ragazzo giovane, con un sorriso gentile.
Ecco avevo sbagliato casa, ovviamente.
«Ciao...penso di aver sbagliato indirizzo. Cercavo Olivia», dissi, imbarazzata
Lui mi fissò per un secondo e poi sorrise. «Tu devi essere Azzurra, vero?»
«Si...»
«Allora no, non hai sbagliato. Entra pure»
Mi fece passare e chiuse la porta alle mie spalle. L'odore della casa era lo stesso: dolce, accogliente.
Appena entrai, una piccola creatura dai capelli castani, mi venne incontro. Mi chinai istintivamente, sorridendo. «E tu chi sei?»
«Matteo!», rispose fiero prima di scappare di nuovo verso il corridoio. E fu proprio da lì che comparve Olivia. Con un pancione evidente.
«No, non ci credo!», esclamai portandomi una mano alla bocca. «Ti lascio per cinque anni, ti ritrovo madre di un figlio...e incinta!»
Lei scoppiò a ridere e venne ad abbracciarmi. «Eh, il tempo passa, mia cara!»,
Ci stringiamo forte, e per un attimo fu come se quegli anni non fossero mai passati.
«Vi siete già presentati?», chiese poi, guardando il ragazzo
«Appena alla porta», rispose lui, «Piacere Francesco»
«Azzurra», dissi sorridendo.
Olivia baciò sulla fronte il piccolo Matteo. «E questo invece è il mio piccolo gnomo»
«Sono fiera di te»
Ci sedemmo sul divano., e tra una chiacchiera e l'altra mi scrutò curiosa. «E tu? Raccontami! Come va lì a Los Angeles?»
Sorrisi, stringendo la tazza di tè che mi aveva appena servito. «Bene. Ho ricevuto molte proposte...ho ballato nei grandi teatri, arene con migliaia di persone. Ho lavorato con grandi artisti, è stato incredibile»
«Wow», sospirò lei. «Che bello...E l'amore?»
Abbassai lo sguardo, un po' imbarazzata «C'è qualcuno, sì. Si chiama Julian. È americano, un ballerino anche lui. Siamo ancora all'inizio, ci stiamo conoscendo»
«E come vi siete conosciuti?»
«Nella stessa compagnia di ballo. All'inizio non ci parlavamo, ma...c'erano sguardi. Poi una sera mi ha invitato a bere qualcosa, e da lì....abbiamo proseguito a conoscerci»
Olivia rise. «Sempre così. E lui è rimasto lì?»
«Sì. Ma dovrebbe raggiungermi dopo Natale, per festeggiare capodanno insieme»
«Non vedo l'ora di conoscerlo»
«Anche lui vuole conoscere tutti voi. Gli ho parlato tanto di....e di questa cosa».
Guardai l'orologio. «Ora però devo scappare. Voglio passare al teatro per salutare un paio di persone, poi prendo il treno per casa di mamma»
«Va bene. Ma una queste sere dobbiamo uscire come i vecchi tempi»
«E Matteo?»
«Rimane con il padre», disse lei con naturalezza
«Ah grazie! Mi scarichi così?», intervenne Francesco, fingendosi offeso.
Olivia rise e si avvicinò per baciarlo. Io sorrisi, scaldandomi a quella scena.
«Vi lascio piccioncini», dissi alzandosi, «Ci vediamo presto, promesso»,
Salutai entrambi con un bacio sulla guancia, accarezzai i capelli dell piccolo Matteo, e mi avviai verso la porta.
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Non Ho Mai Saputo Fingere [Andreas Muller]
फैनफिक्शन*STORIA REVISIONATA* Quando la vita ti mette davanti una scelta o rinunciare all'amore della tua vita o inseguire il tuo sogno più grande. Non devi fare altro che scegliere
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