Dopo almeno sette chiamate mi sono arresa, so di non star combattendo per farmi perdonare, ma ciò che ho detto lo pensavo davvero. Non riuscirei mai ad avere una relazione a distanza, almeno lo credo, forse ho solo paura di provarci.
'ti amo Cassie'
La sua voce roca ma sensibile continua a sibilare quelle semplici parole con un grande significato nella mia mente.
Vago per le strade, già affollate dal traffico di fine giornata. Tra le lacrime per l'accaduto e la mente ricoperta da pensieri mi sono persa per quella minuscola città, per di più il cellulare è completamente morto. L'autobus sarà gia passato per la fermata e l'unica cosa che vorrei davvero fare è sbattere la testa contro il muro e urlarmi contro quanto posso essere stupida. Mai che ne faccia una di buona. È più forte di me.
Ora non sto prestando molta attenzione alla mia meta, in questo momento la cosa più importante è cercare di non pensare a lui.
A grandi passi volto verso sud, ricordando di aver fatto la mattina la stessa strada, solo al contrario.
Il prossimo bus passa tra molto, quindi ho ancora tempo per cercare di rimettere il mio umore nella retta via, non posso farmi vedere così da Trevor, finirei per raccontargli tutto e è una delle ultime cose che voglio fare.
Mi passo la mano tra i capelli un paio di volte e proseguo senza fermarmi, dopodiché cambio direzione, spero sia la strada giusta.
Attraversando l'ennesima via e inizio a temere di aver preso la direzione sbagliata. Le varie persone che vedo camminare tranquille sul marciapiede, sembrano andare dalla parte opposta alla mia. Decido di cambiare appena possibile strada e incrocio le dita, con la speranza di trovare un percorso alternativo verso la fermata dell'autobus.
Mentre mi aggiro nella stretta via, dall'angolo di fronte spunta un gruppo di tre uomini, non riesco a vederli in faccia, l'oscurità del tardo pomeriggio si fa sempre più immensa e mi oscura la visuale.
Mano a mano che mi avvicino, mi accorgo che non sono molto più grandi di me. Potrei chiedergli alcune indicazioni, magari mi possono aiutare in qualche modo. Ma appena li sento parlare e shigniazzare fra loro cambio idea, sembrano troppo felici e esaltati, sicuramente non sobri.
Mi faccio da parte affiancando di pochi centimetri il muro in mattoni, magari sono troppo concentrati nei loro discorsi e non mi notano.
-hei piccola- sento una voce impastata di alcol affianco a me e alzo automaticamente gli occhi. Accellero il passo appena lo scruto e cerco di ignorarlo, ma lui non sembra soddisfatto del mio silenzio e prima di tornare a guardare avanti lo vedo cambiare direzione, ma gli altri due restano fermi ad osservare.
Mi dirigo svelta verso una stradina illuminata e li lo sento ridere alla mie spalle. Quella risata così divertita ma allo stesso tempo tenebrosa mi lascia un brivido sul corpo, ma non posso fermarmi proprio ora, devo cercare di seminarlo.
-dai fermati, possiamo chiacchierare un po'- fa lui e al solo suono di quelle parole aumento i passi, vorrei solo correre via, ma ho le gambe irrigidite dall'ansia e il massimo che posso fare è camminare velocemente.
-aspetta!- urla di nuovo alle mie spalle e finalmente riesco a sentire la sua voce provenire da lontano, senza pensarci troppo svolto a sinistra e faccio un sospiro di sollievo.
Mi ritrovo su una strada alternativa, la maggior parte del cemento è crepata o completamente disfata. Lo stesso vale per le piccole case ai lati, terrificati e tetre alla visione. Lynwood non mi piace per niente.
Solo ora mi rendo conto di essermi allontanata troppo dal centro, vorrei tornare indietro se solo mi ricordassi la strada. Per di più il buio e le grandi nuove iniziano piano piano a governare sulla città e tutto ciò non mi aiuta a trovare la strada di ritorno. Il vento, all'improvviso più frequentate aumenta la mia angoscia mentre cammino, il fruscio del venticello e i vari rumori attorno a me mi fanno solo provare sensazioni maligne. Che brutta giornata, non poteva andare peggio di così.
-eccoti! dove eri andata?- all'improvviso sento dire e girandomi vedo i due ragazzi che prima si erano fermati senza motivo.
Mi volto di scatto e aumento il passo, che nel frattempo era tornato normale, come il mio respiro, che purtroppo ora è più agitato.
Finalmente riesco ad arrivare in una via, che pare luminosa e abitata, le macchine sfrecciano veloci sulla strada e mi sento subito più al sicuro. Mi giro per vedere se mi stavano ancora seguendo, fortunatamente non vedo nessuno. Ma quando torno a guardare in avanti li vedo, a meno di un metro da me, ora sono più di prima e non riesco neppure a pensare a qualcosa per diffendermi.
Cassie non restare li immobile, fa qualcosa! Sento il mio subconscious urlare, ma sono troppo agitata, il panico si fa sempre più forte, ma non posso cedere così facilmente, non me lo posso permettere, non ora. Non devo lasciare che i cattivi ricordi tornino, ora no! Mi porto una mano sulle bretelle dello zaino, per tenerlo stretto a me e inizio a correre il più veloce possibile in un piccolo spazio che si era creato fra due uomini. Sembrava troppo bello per essere vero.
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Semplicemente Tu
ChickLitCassidy è una tranquilla ragazza di San Francisco, spesso insicura e sempre troppo paranoica, è spaventata da quello che la vita le riserverà. I demoni del passato la perseguitano continuamente e l'unica cosa che vorrebbe davvero è bruciare i ricord...
