Capitolo 37 - Solo amici?

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La porta è socchiusa, forse vuole che lo segua, oppure avrebbe sicuramente sbattuto la porta e se ne sarebbe andato più in fretta di come ha realmente fatto. Ma sinceramente non mi importa, voglio soltanto mettere in chiaro quello che è successo e non pensarci più, non possiamo mica litigare per ogni singola sciocchezza, un amicizia si dovrebbe basare su qualcosa di solido, oppure succede proprio questo, ad ogni particolare che va storto o a cui siamo di pensieri contrastanti tutto crolla, a causa di delle fondamenta fragili e molto probabilmente dovremmo occuparci soprattutto di questo. Sistemare le basi, per continuare al meglio questa nuova amicizia.

Entro nella stanza, illuminata dalla grande finestra aperta, ma di Aaron non c'è traccia, tanto che vado perfino a controllare nel bagno, ma il massimo che trovo di lui è una maglietta sgualcita a terra e il suo profumo amaro che governa nella stanza. Torno nella camera non sapendo vivamente cosa fare, ricordando poi di avere poco tempo, non posso lasciare Michael giocare da solo. Ma poi una nube di fumo entra dalla finestra, costringendomi ad affacciarmi dal balconcino per capire da dove provenga, ed è quando sposto lo sguardo verso destra, che lo vedo seduto sul tetto, in preda ai suoi pensieri con il viso verso l'alto , mentre ondeggia le gambe nel vuoto.

Mi arrampico di fretta alla base della finestra e con un piccolo slancio riesco ad arrivare alla sua altezza, lasciando rivelare ai miei occhi il suo sguardo sorpreso.

«Cassie, mi vuoi spiegare cosa stai facendo?» mi domanda appena nota che mi sto sedendo al suo fianco, ma è quando gli sto per rispondergli che noto i suoi occhi lucidi. Ed è strano osservarlo così da vicino, ammirarlo con quel suo sguardo triste, troppo diverso dal solito. Tanto che appena se ne accorge distoglie il viso dal mio, aspirando con forza il fumo della sigaretta, che noto rimpicciolirsi sempre di più tra le sue labbra rossastre.

«forse dovresti spiegarmi tu, magari cosa ci fai qui.. le sedie ti fanno così tanto schifo?» cerco di metterla un pò sul ridere, notando quanto il suo umore possa essere debole. Ma lui rimane serio, con lo sguardo tutt'altro che su di me, e mi fa male, non tanto perché non mi dia importanza o non cerchi di sistemare le cose, ma perché non riesco a vedere i suoi occhi, non riesco a intravedere ciò che prova, non lasciandomi l'opportunità di aiutarlo, di capire di cosa possa aver bisogno per stare bene.

«Aaron..» sussurro avvicinandomi di poco a lui, ma il ragazzo si limita soltanto a buttare lontano il mozzicone ormai spento.

«Aaron per favore guardami...» insisto, sperando questa volta di ottenere la sua attenzione. Lui però non si degna di darmi alcun segno, se ne sta girato con il capo verso l'orizzonte.

«Aaron!» questa volta sono io a prendere il controllo della situazione, allungo una mano verso di lui e gli afferro il viso da sotto il mento, con la giusta forza da farlo girare verso di me, da catturare la sua attenzione con questo gesto improvviso, a cui nemmeno io sono abituata. In questo momento vorrei avvicinarmi di più a lui, stringere di più la mano sul suo volto e con un bacio eliminare il dolore che gli leggo negli occhi, ma qualcosa mi dice che non è la via giusta, o almeno che non lo è più.

Lo abbraccio. In questo momento sembra la cosa migliore da fare. Lui infatti sembra apprezzare il gesto, mi racchiude tra le sue forti braccia, quasi senza lasciarmi la possibilità di respirare, come se volesse che rimanessi accanto a lui per un'infinità di tempo, il giusto per cancellare tutto e ricominciare da capo. Eliminare in modo parziale il problema e ricominciare dall'inizio, più forte di prima.

Poi un suo cenno, un piccolo bacio sulla fronte mi fa completamente mandare in casino la mente, sento le sue labbra calde sul mio viso e non so con quale forza riesco a controllarmi, senza alzare il viso e lasciare che le cose accadano. Forse perché ho fatto una promessa a me stessa, solo amici. Ma andiamo, io sono una frana a mantenere le promesse, come su tutto il resto della mia vita. Però prima che possa fare qualcosa di cui in futuro mi possa amaramente pentire, lui si stacca da me, lasciando quella scia di profumo che tanto desidero di lui. Un amara fragranza, troppo necessaria per il mio essere.

Semplicemente TuLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora