Capitolo 22 - L'accordo

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Non pare la voce di Trevor, ma mi giro verso la porta finestra della mia camera per capire chi fosse. Ma non vedo nessuno. Possibile che la mia mente sia così contorta da creare delle voci?
«allora?» sento di nuovo, ma questa volta, alzo lo sguardo davanti di me e noto sulla terrazza della casa affianco la mia, un ragazzo che conosco.
Hunter.
«non sto piangendo... » elimino tutte le lacrime con la mano e tiro su leggermente con il naso, dopo di ché riprendo il controllo dei singhiozzi. Il ragazzo se ne sta almeno a due o tre metri da me. Non avrei mai immaginato, che la casa affianco la nostra fosse abitata da lui. Per di più, la sua camera, sembra essere proprio davanti la mia.
«a me pare di si» si avvicina il più possibile alla sua ringhiera, per guardarmi negli occhi. Il suo sguardo sembra dolce e mi pare comportarsi diversamente, quando sta con me.
«beh.. allora ti sbagli...» accenno un sorriso, per coprire la mia espressione ancora dolorante.
«io non mi sbaglio mai» alza un sopracciglio e distolgo immediatamente gli occhi dai suoi.
«anche se fosse.. di certo non verrei a raccontarti le mie cose, nemmeno ti conosco» trovo una scusa, ma lui non sembra arrendersi.
«forse non lo ricordi, ma oggi a scuola abbiamo parlato» rammento immediatamente quel momento. Mi slego i capelli castani dalla coda e li lascio ricadere sulle spalle.
«è stata solo una casualità» mi giustifico mentre infilo il cellulare nella tasca dei jeans, ma prima di farlo, lo controllo, con la speranza di trovarci almeno un messaggio di Nathan, ma niente.
«quindi non hai minimamente intenzione di dirmi perché piangi?» si porta una mano sotto il mento e il gomito lo appoggia alla terrazza.
«non sto piangendo» ripeto con sicurezza.
«d'accordo Blake» fa lui e si sistema, posizionandosi in piedi, parallelo al mio corpo. Poi ripenso a quella dannata foto, al mio bacio con Aaron. Ripenso al fatto che abbiamo fatto entrambi una stronzata. Com'è possibile che una stupida fotografia, ti possa far sentire uno strazio. Ma forse dovrei ringraziare il destino, che sia successo, solo dopo che perdi qualcosa, ti rendi conto di quanto fosse importante per te. I suoi occhi scuri si formulano nella mia mente, il suo viso cauto, le sue guance rosate e il suo sorriso delicato, che ogni volta, mi trasmetteva soltanto serenità.

In quel momento, per una volta tanto, non avevo voglia, ne di parlare ne di vedere nessuno. Ho solo bisogno di un po' di tempo per me stessa, per i miei pensieri. Ma Hunter non sembra riconoscere i miei desideri, sembra convinto a volermi aiutare, anche se non ha nessuna idea per farmi sentire meglio. Il ragazzo inizia a chinarsi verso di me, con il rischio che possa cadere da un momento all'altro, porta la mano sul mio viso e mi asciuga una goccia che mi stava scivolando lungo il naso. Un brivido mi percorre, ripensando al tocco delicato di Nathan a quanto sarebbe stato meraviglioso e rassicurante un momento solo fra noi due, come nel passato.
<ho saputo che sei stato riammesso nella squadra> gli comunico, ricordando il momento in cui lo avevo spronato a parlare con il coach.
<già, domani mi vedrai in campo, farai il tipo per me, non è vero?> fa lui in modo sicuro.
<non faccio mica parte delle cheerleader, io mi limiterò a sedermi sugli spalti> sorrido.
<peccato, non staresti affatto male con il completino blu e rosso> mi manda un' occhiatina ma la respingo immediatamente con gli occhi, non ho affatto voglia di scherzare.
<e se ti chiedessi di uscire?> mi chiede e il mio sguardo si irrigidisce, è una pessima idea.
<come amici, magari riesco a tirarti su il morale> cerca di convincermi, guardandomi dritta negli occhi.
<non credo ci riuscirai mai..> mormoro lamentandomi, facendo uscire, la mia parte più pessimista che conosco.
<e comunque devo studiare biologia, la prof mi odia e non mi sorprenderei affatto se la prima ad essere interrogata sia proprio io> 
<allora possiamo studiare insieme> dice Hunter convinto e si sporge di più verso la mia abitazione. Senza lasciarmi il tempo di rispondergli si aggrappa a uno degli alberi accanto alle nostre terrazze e con un salto arriva alla mia.

<Hunter è una pessima idea!> farfuglio troppo tardi. Ormai lui è davanti a me e nulla sembra stoppare i suoi movimenti veloci. Il ragazzo inizia andare dritto verso l'entrata della mia camera da letto, ma un colpo di clacson lo ferma di scatto. Ci sporgiamo entrambi verso la strada per cercare di capire da dove provenga quel suono e vedo nel vialetto la macchina di mio padre parcheggiare. Com'è possibile che sia qui? pensavo tornasse la prossima settimana.
<è mio padre!> lo informo, ma lui non sembra allarmarsi.
<è da tanto che non vedo il signor Blake, sarà sicuramente felice di vedermi!> sorride lui per rassicurarmi.
< non ho dubbi, ma credo non sia il momento migliore per fare una rimpatriata, per di più guarda chi c'è li..> indico la ragazza bionda che sta camminando furente sul marciapiede. Adison.

Semplicemente TuLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora