La scuola è finita pochi minuti fa e adesso sono davanti il mio armadietto per prendere le cose che avevo lasciato dentro la mattina. Dopodiché lo chiudo ed esco dall'edificio con la speranza di trovare il prima possibile Chris.
Cammino a lunghi passi e intravedo tra le teste delle ragazze che stanno camminando davanti di me, Christian che se ne sta appoggiato alla sua macchina bianca, con il braccio alzato cercando in tutti i modi di attirare la mia attenzione.
-pensavo ti fossi persa- ammette ridacchiando mentre mi apre la portiera.
-mi sottovaluti- dico prima di entrare nell'auto e un profumo di vaniglia mi travolge. L'interni della macchina sono completamente neri, puliti e curati nei minimi dettagli. Il ragazzo sale in auto e mette in moto il motore ma per chissà quale strana motivatione non parte.
Allaccio la cintura e mi volto verso di lui.
-andiamo a bere qualcosa da Starlight?- mi chiede mentre picchietta un dito sul volante
-certo.. e sta volta offro io- arriccio il naso ricordando che la prima volta che siamo andati a Starlight aveva pagato lui.
Penso che Christian sia un ragazzo davvero simpatico e carino. Durante tutto il tragitto l'ho osservato. Mi sono accorta di alcuni particolari completamente differenti da Crawford. Ad esempio i suoi occhi grigi sono esattamente il contrario di quelli scuri del fratello. Mentre lo guardo ogni tanto lui sorride, credo si sia accorto che lo sto fissando da quando siamo usciti dal parcheggio della scuola.
Los Angeles, la città più trafficata del mondo. Questo mi viene da pensare. Dato che siamo bloccati in auto da più di quindici minuti. Non mi lamento, anzi mi sento davvero fortunata a passare del tempo con Christian Lewis. Ma preferirei trascorrerlo a bere un frullato, seduta in un bar. Invece di deprimermi e impazzire, a causa dei continui colpi di clacson delle altre macchine. Decido di prendere il cellulare, per vedere se ho qualche messaggio non letto oppure qualche chiamata persa.
Infatti mi ritrovo due messaggi da Abby e cinque da parte di Trevor. Dove mi ha scritto con insistenza di chiamarlo appena avrei messo piede in casa.
-qual'cosa non va?-mi chiede Chris notando l'espressione che ho sul volto.
-no, è solo mio fratello- faccio un mezzo sorriso e metto via il cellulare per concentrarmi sul ragazzo al mio fianco.
-non credo di piacergli molto- ammette.
-ma no, non è affatto vero, Trevor si comporta così con tutti i ragazzi con cui parlo- lo rassicuro. Infatti è così. Anni fa, quando gli ho rivelato la mia relazione con Nathan si è infuriato. Sostenendo che avrei dovuto dirglielo prima. Con il tempo l'ha accettato, non poteva fare altrimenti, soprattutto perché eravamo a chilometri di distanza e non sarebbe mai riuscito a distruggere l'amore tra me e Nathan.
-ricordo ancora quando giocavamo tutti insieme, Trevor, Aaron ed io, eravamo molto uniti, poi le cose sono cambiate. Tuo fratello e Aaron ha iniziato ad avere un grande interesse per lo sport e io per altre cose. Così ci siamo divisi. Dopodiché anche loro due si sono persi di vista. Crawford ha incontrato tuo fratello nella squadra di football e così sono diventati amici, anche se ne ho la possibilità non frequento molto spesso il loro gruppo di amicizie, a volte se capita.. ma preferisco stare con persone diverse da loro- lo guardo in modo interrogativo. Sapevo dell'amicizia tra Chris e Trevor, ma non potevo immaginare che fossero un trio. Non riesco nemmeno a pensare di vedere Aaron con uno come Christian.
-in che senso diverse?- chiedo confusa.
-intendo ragazzi normali, non i più popolari della scuola o chissà cos'altro- svolta a destra.
-preferisci stare in secondo piano,non è vero?- mi faccio scappare un sorriso.
-in pratica si- afferma e finalmente il traffico inizia a sparire lentamente.
-chiuso nell'aula di musica? - gli chiedo accentuando il mio sorrisetto.
-cosa?- distoglie lo sguardo dalla strada per guardarmi. La sua espressione è sorpresa.
-come fai a saperlo?- chiede.
-oggi sono passata davanti l'aula di musica, cercavo disperatamente quella di francese.. invece mi sono imbattuta in un ragazzo che suonava- sorrido ancora una volta e lo vedo mordicchiarsi le labbra.
-d'accordo.. mi hai scoperto- ridacchia.
-io sono negata a suonare qualsiasi strumento- lo guardo.
-magari un giorno possiamo trovarci e ti insegno- inizia a fantasticare.
-non credo sia una buona idea.. comunque sei davvero bravo- gli sorrido a sua volta, non sono riuscita ad ascoltare molto del pezzo che stava suonando, ma quel poco mi è bastato per capire quanto talento ha.
-lo dici soltanto perché mi vuoi bene- borbotta parcheggiando l'auto.
-no.. cioé si ti voglio bene... ma lo dico perché è la verita- borbotto e mi accorgo subito delle parole che ho pronunciato. Ma dirò mai la cosa giusta? Quando divento nervosa inizio a parlare a vanvera. Devo imparare a stare zitta. Per evitare momenti imbarazzanti, tipo adesso.
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Semplicemente Tu
Literatura FemininaCassidy è una tranquilla ragazza di San Francisco, spesso insicura e sempre troppo paranoica, è spaventata da quello che la vita le riserverà. I demoni del passato la perseguitano continuamente e l'unica cosa che vorrebbe davvero è bruciare i ricord...
