L'intenso profumo di caffè appena fatto mi strappa dolcemente dal sonno. La luce si fa lentamente spazio sulla mia grande camera buia e alcuni raggi provenienti dal lucernario sopra il mio letto iniziano a infastidirmi gli occhi ancora chiusi.
Ma in poco tempo, insieme all'enorme bisogno di caffè si aggiunge un leggero languorino, sentendo l'odore di pancake proveniente dal piano di sotto.
Non ci metto molto a scendere le scale e a arrivare in cucina, dove vedo Trevor indaffarato a cucinare una buona colazione.
Indossa un simpatico pigiama azzurro con una fantasia pittosto divertente, avvicinandomi, riesco a intravedere dei teneri orsetti e delle caramelle. Per di più i pantaloni sembrano di una taglia in più, perché gli coprono quasi tutti i piedi nudi.
-buongiorno..- sussurro piano per attirare la sua attenzione e si volta verso di me con in mano la garaffa di vetro contenente il caffè.
-buongiorno Cass, dormito bene?- mi chiede riempiendo una tazza con la bevanda fumante.
-si, tu? - chiedo curiosa e intanto lui mi passa un piatto pieno di pancake, poi al suo fianco ci appoggia il vasetto della nutella e un contenitore con lo sciroppo d'acero.
-mh si tutto bene- mi sorride, stamattina sembra di buon umore.
Addento immediatamente un pezzo di quei dolci dall'aspetto allettante e ne divoro più di metà, cercando di placare la mia immensa fame mattiniera.
Trevor si posiziona davanto di me e si versa del succo d'arancia -programmi per oggi?- mi domamda prima di portare alle labbra una forchettata di pancake, dallo sguardo del ragazzo, sembra soddisfatto del suo lavoro.
-trovare la stessa libreria in cui ho ordinato i libri scolastici e ritirarli- mormoro aggiungendo dello sciroppo sui dolci.
-divertente- biascica lui in modo ironico e subito dopo lo vedo sorridere appena.
-papà ha telefonato, mi ha detto di salutarti- ammette e un brvido di serietà mi percorre lungo la schiena.
-perché non me l'ho hai passato?- dico delusa e affogo i miei pensieri nel caffè bollente che cerco di sorseggiare nel modo più lento possibile.
-stavi dormendo e comunque lui non poteva stare per molto al telefono- cerca di confortarmi e nota che ho finito la mia porzione di puncake.
-ne vuoi ancora?- mi chiede sorridendo e nego con la testa, sembra gli faccia piacere che mi siano piaciuto, ma allo stesso la fame si è placata, fino a sparire, quindi non riuscirei a mangiarne degli altri.
Mentre mio fratello finisce di gustarsi la colazione prendo il cellulare e inizio a controllare le varie email, in cerca di quella della libreria che mi avevano mandato almeno un mese prima, solo che l'avevo completamente ignorata.
Dopo svariati minuti riesco a trovare il nome: 'Linder Library', ci clicco sopra e si apre una cartina che mi indica la grande libreria, si trova a Lynwood, venti minuti di macchina da Los Angeles.
-Trevor mi daresti un passaggio in libreria?-farnetico mentre lui inizia a riporre i piatti sporchi nel lavandino.
-certo, dove si trova?- mi chiede senza pensarci troppo e si appoggia all'isola al centro della cucina, ricoperta dalla lastra di marmo.
-a Lynwood- dico guardando la cartina e lui si avvicina a me per controllare che non stia dicendo fesserie, almeno.. lo suppongo.
-d'accordo.. - mi comunica in tonalità pacata e si rimette all'opera, pronto a finire di fare le faccende di casa. Un sorriso mi spunta sul viso, appena mi viene in mente la figura di Trev, che con un grazioso grembiule, passa l'aspirapolvere sul pavimento.
Dopo la doccia mi preparo per affrontare la giornata. Purtroppo Trevor non mi potrà accompagnare in libreria, all'ultimo minuto ha ricevuto una telefonata dal dipartimento di polizia di Los Angeles, a quanto pare Crawford si è messo nei guai e non volendo riferirlo ai suoi genitori, ha avuto la brillante idea di chiamare proprio mio fratello.
Gironzolo un po' per il quartiere, in cerca di qualche cartello che indichi la direzione della stazione dei bus, oppure una fermata, ma niente. Alla fine chiedo informazioni ad una signora di mezza età, che per fortuna, mi indica la strada senza tralasciare particolari.
In pochi minuti le auto si fanno sempre più frequenti, i marciapiedi si colmano di persone prese dalle loro cose e nessuno sembra notare la mia presenza confusa.
Una volta arrivata alla fermata, mi sistemo le cuffiette alle orecchie e dopo aver cliccato su riproduzione casuale attendo l'autobus che mi avrebbe portato a Lynwood, che fortunatamente non tarda ad arrivare.
Mi siedo su uno dei posti liberi e mi lascio cullare dalle parole delle svariate canzoni, consapevole che sarebbe stato un viaggio lungo e noioso.
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Semplicemente Tu
Literatura FemininaCassidy è una tranquilla ragazza di San Francisco, spesso insicura e sempre troppo paranoica, è spaventata da quello che la vita le riserverà. I demoni del passato la perseguitano continuamente e l'unica cosa che vorrebbe davvero è bruciare i ricord...
