Capitolo 33 - Ricorda che ti amo

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Trevor pov's

Trovarla a terra senza sensi è stato atroce, ancora una volta quella piccola ragazza a cui tengo più della mia stessa vita è ricaduta nel tunnel. Vorrei così tanto sapere cosa la disturba, che cosa le sia successo a San Francisco da mandarla completamente il blackout.

Sono furioso, incazzato a morte con me stesso per non esserci stato quando lei aveva davvero bisogno di me.

Mi sono sempre preoccupato di farla ridere nell'unico momento dell'anno in cui riuscivamo a vederci, ignorando completamente ciò che le è sempre stato alle spalle, l'ambiente dove per anni ha vissuto. Forse dovrei soltanto alzare il telefono e chiamare mia madre. Chiederle cosa sia successo da mandare Cassidy completamente nel pallone, perché mai questa ragazza abbia ogni notte, ormai ogni giorno dei demoni da combattere.

Probabilmente però sono troppo egocentrico da chiamare quella donna che ormai non sento da quando ho lasciato il mio passato alle spalle, rendendomi conto soltanto dopo, dello sbaglio che ho commesso. Ho lasciato per molto tempo un pezzo di me in quella casa a chilometri di distanza da qui, Cassie è rimasta lì, sola, ma questo non le ha permesso di odiarmi, non so come faccia a riuscire a guardarmi negli occhi e sorridere con quel suo viso da angelo, se fossi in lei mi odierei.

Tutto sommato i pancakes non mi stanno venendo per niente male, forse sono l'unica cosa che so cucinare, ma a Cassie l'altra volta sembrano essere piaciuti, sicuramente un bis delle mie prelibatezze non le dispiacerà. Questa volta però al posto di zucherarli ho aggiunto del sale, non so cosa mi sia venuto in mente, ma le mie fantasie da cuoco prodigio hanno avuto la meglio, spero soltanto non facciano del tutto schifo.

Prima di raggiungere nuovamente la camera di mia sorella, dopo essere stato via per una buona manciata di minuti, inizio a sentire i due parlare con un tono della voce abbastanza alto, da fare allarmare perfino due quartieri più in là del nostro.

Entro nella stanza con il vassoio in mano cercando di capire cosa stia succedendo. Sono stato via solo per poco e questi due si stanno già scannando, pensavo che a Cassie, Aaron piacesse, ma da come lo sta guardando, credo stia sperando di vederlo sparire al più presto.

«che succede?» chiedo appoggiando ciò che  ho preparato sulla scrivania, osservando la scena.

«niente, Aaron se ne stava andando» dice di fretta Cassie, prima di fulminare Aaron con lo sguardo e sparire al piano di sotto.

«non l'ho mai vista così incazzata» faccio notare al ragazzo, che ha tra le mani il vestito che poco prima mia sorella stava indossando.

«amico, non le avrai mica rovinato l'abito» cerco di ironizzare il momento, ma lui fa tutt'altro che ridere, o almeno sorridere. Si limita soltanto a sedersi sul letto, stringendo il vestito a sé.

Se solo non fossi legato da un'accordo fatto con la ragazza che se ne appena andata mentre sputava lava dalle orbite non sarei di certo qui a commiserare il mio ex amico, dopo tutto quello che ha fatto credo sia uno degli ultimi con cui voglio avere un discorso fraterno, ma in questo momento Aaron sembra perso, come se abbia fatto uno sbaglio, a cui non può trovare rimedio.

«allora? che è successo?» mi affianco a lui, mantenendo le distanze, ci devo andare d'accordo, mica devo fargli le benevolenze.

«le ho detto che ero qui solo perché mi sentivo in dovere di farlo» si passa una mano tra i capelli, capendo sotto consiglio delle sue parole quanto sia un coglione. E non potrei essere più d'accordo, lo è pienamente.

«il punto è che non intendevo ferirla, non voglio che soffra ancora a causa mia» dice.

«se solo non avessi promesso a Cassie di cercare di ristabilizzare un amicizia con te, ti spaccherei la faccia» ammetto serio ma lui rimane in silenzio, impassibile.

Semplicemente TuLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora