Capitolo 15 - Piccola sorpresa

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«ma.. Cosa ci fai tu qui?» dico con tono di preoccupazione e mi volto subito verso la portiera volendo scendere, ma quando faccio per aprirla rimane chiusa. L'ha bloccata. Fantastico.
«ti volevo parlare» dice con cautela mostrandomi uno sguardo smarrito.
«di cosa? Mi vuoi dire per la millesima volta quanto mi ritieni insopportabile?» alzo di poco la voce, anche se sarebbe stato meglio mantenere la calma e andarsene.
«in realtà mi volevo scusare» dice il ragazzo e mentre pronuncia quelle parole stringe con forza il volante e parte.

«sono venuto a sapere la verità» non mi degna nemmeno di uno sguardo, gli sta costando molto farmi le sue scuse.
«che verità?» chiedo.
«Adison mi ha detto che l'hai spinta a terra e poi l'hai ricoperta di insulti» mi scappa una risata e porto le mani dentro le tasche della felpa, avendo freddo.
«e ovviamente tu ci hai creduto, non hai pensato che forse stava mentendo» porto gli occhi al cielo e mi concentro sulla pioggia.
«non ha importanza se ci ho creduto o meno» dice lui accelerando di poco.
«certo che ha importanza Aaron!» dico con voce violenta. Alla tonalità delle mie parole lui si volta verso di me.
Mi perdo per un secondo nei suoi occhi blu, poi distolgo lo sguardo e lo riposiziono fuori dal finestrino dell'auto.

«hai ragione..» sibila piano riportando la concentrazione sulla strada.
«..e mi dispiace di averti trattata in quel modo, ma Adison sta passando un terribile momento.. ho sbagliato okay?» credo sia la prima e l'ultima volta che sentirò queste parole provenire dalle sue labbra.
«non ho dubbi che stia soffrendo per la perdita di sua sorella, ma questo non giustifica il suo essere odiosa con tutti» ammetto portandomi le mani fredde all'interno delle maniche della felpa.
«comunque dopo che ti ha insultato anche tu non ci sei andata piano con le parole!» dice cercando di giustificarla.
«mi sono solo difesa» puntualizzo per la milionesima volta.
«è comunque.. non potevi parlarmi a scuola? Dovevi per forza rapirmi?» dico con un piccolo sorriso sulle labbra l'ultima parola.
«non ti ho rapita!» fa lui accennando una risata.
«volevo solo parlare in pace con te e così ero sicuro che non te ne saresti andata» mi guarda.
Non faccio neppure a tempo di rispondere che sento come uno scoppio, la macchina sussalta di poco e inizia a rallentare lentamente.

«cos'è stato?» gli chiedo cercando di mantenere la calma.
«credo che la gomma sia a terra» dice guardando attraverso uno dei specchietti.
No ti prego. Non ho intenzione di stare ancora con lui neanche per un'altro minuto.
«resta qui, torno subito» dopo aver accostato l'auto, toglie le chiavi e scende.
Dove vuole che vada? Sta diluviando.

«non essere troppo cattiva con lui» sento dire un modo impacciato dai posti posteriori e mi giro di scatto.
«è dispiaciuto» dice il piccolo bimbo dai grandi occhi.
Ma è stato li dietro, in silenzio, per tutto il tempo?
«ieri sera ha litigato con la.. cattiva» balbetta
«con la cattiva?» mormoro non capendo.
«si.. la cattiva.. quella bionda» sussurra e si porta le manine alla bocca, come se avesse detto una parolaccia che non si deve mai nominare.
«Adison?» chiedo.
«shh.. Non dire il suo nome» dice spaventato.
«Hai paura di lei?» lui annuisce con il visino e diventa subito triste.
«una volta è arrivata a casa mia e quando gli ho detto che non c'era mio fratello si è arrabbiata e mi ha distrutto il castello» noto una lacrima rigargli il viso paffuto.
«no piccolo.. Non piangere» mi tolgo la cintura e mi sporgo verso di lui. Fa davvero tenerezza.
«Mike..» sussurra piano mentre gli porto una mano sul viso, è così tenero.
«cosa?» lo guardo perplessa e gli tolgo delicatamente la lacrima che gli stava scendendo e gli sposto il ciuffo di capelli dal viso.
«mi chiamo Mike.. No piccolo, io sono grande» dice guardandomi con i suoi occhioni ancora lucidi per le lacrime, stranamente la sua iride non è azzurra come quella di Aaron, ma è di un castano scuro.
«hai ragione, sei un ometto» sorrido e lui fa lo stesso.
«tu come ti chiami?» mi chiede incuriosito.
«Cassie» appena dico il mio nome lui cambia completamente espressione.
«come la principessa Cassie?» non sapendo minimamente di cosa stesse parlando mi limito soltanto ad annuire.
«Ron ha trovato finalmente la sua principessa» saltella sul sedile eccitato. Ma chi sarebbe questo Ron?
Intanto Aaron rientra in macchina.
Ha i capelli bagnati, gli occhi di un azzurro profondo sono coperti da lunghe ciglia nere e le gocce di pioggia sul suo viso lo fanno diventare ancora più bello.

Semplicemente TuLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora