Come posso essermi dimenticata del nostro appuntamento! Anche se credo sia sbagliato chiamarlo così, dovevamo trovarci solamente per iniziare un progetto di storia, che onestamente avrei potuto farlo da sola, me la cavo abbastanza bene in quella materia, ma lavorare con Christian, poteva essere un'occasione per conoscerci meglio. Fin dal nostro primo incontro, tra noi c'è stata molta chimica e se a volte non facessi pensieri strani, potrei seriamente pensare che potrebbe diventare un ottimo amico, una spalla su cui poggiarsi in momenti difficili, che purtroppo in svariati momenti ne sento la mancanza.
Alla fine dell'allenamento, non mi cambio nemmeno d'abito, mi infilo lo zaino in spalle e mi dirigo immediatamente in biblioteca, dove trovo il ragazzo immerso completamente nello studio. Se ne sta da solo, come al solito, tra vari libri aperti. Mi avvicino a lui, non so bene cosa dirgli, posso solo contare sulla verità, mi ero dimenticata di lui e per questo mi sento terribilmente in colpa.
<hei..> sussurro piano, sedendomi accanto a lui.
<Cassie> mormora il mio nome sorpreso, forse pensava che gli avessi dato buca, senza nemmeno avvisarlo. Sono una persona orribile, lui sembra sempre così disponibile con me, invece io lo ripago, arrivando in ritardo e scordandomi di lui.
<c'è stato un imprevisto..> inizio.
<beh lo vedo!> dice iniziando ad osservare la divisa che indosso.
<da quando in qua fai parte delle cheerleader?>
<è una notizia delle ultime ore> appoggio lo zaino sul tavolo e lo guardo.
<ero così presa dagli allenamenti, che mi sono dimenticata del progetto, mi dispiace> sussurro piano l'ultima parola, ma lui, invece di guardarmi con tono deluso, mi sorride, tranquillizzandomi.
<sta tranquilla.. e comunque ormai ho finito> gira il computer che tiene sotto il naso, nella mia direzione e fa scorrere le pagine word della ricerca, non so nemmeno su cosa sia, ma la grafica è talmente fatta bene, che solo con un occhiata posso essere certa che questo compito valga una A piena.
<basta aggiungere il tuo nome e nessuno penserà che l'ho fatto solo io> rigira lo schermo, iniziando a digitare sulla tastiera le lettere del mio nome.
<no! assolutamente no> lo fermo, non voglio affatto approfittare della sua gentilezza, non è corretto prendermi il merito di un lavoro fatto da qualcun'altro.
<ma come, non ti piace?> chiede con espressione triste.
<al contrario, è un ottimo lavoro, ma non posso approfittarne, farò il compito da sola> lo informo, ma lui sembra ancora stranito dalla mia decisione.
<ne sei sicura?> mi domanda.
<certo!> dico convinta e lui chiude i vari libri sul tavolo in legno rotondo.
<così ora sei delle cheerleader> mi osserva per la millesima volta nel giro di pochi minuti. Si passa nervosamente una mano tra i capelli mori e inizia a mettere tutte le sue cose nello zaino.
<già, lo hai notato..> ridacchio, mentre mi alzo con lui. Poi mi afferra una mano e mi fa girare su me stessa. Nel giro la gonna si alza di poco, facendo intravedere di più le mie sottili gambe.
<come si può non notarti> mi prende a bracetto e in silenzio ci avviamo all'uscita della biblioteca, dove la bibliotecaria, dietro il bancone ci rimprovera, dicendo di fare silenzio. Arriviamo fino l'aula di musica, deserta, lui ritira la sua chitarra, dopo di ché andiamo verso il giardino, dove ci sono già molti gruppi di studenti che attendono l' inzio della partita e l'arrivo della squadra avversaria.
Entro dieci minuti un grande autobus giallo inizia ad avvicinarsi al vialetto della scuola. Una volta fermo scendono vari ragazzi, seguite dalle cheerleader, ma in quel numeroso gruppo di ragazze ne riconosco subito una, con cui al nostro primo incontro avevo discusso per nulla in modo amichevole, Baylee.
<sono della Lynwood, giusto?> chiedo a Chris, che annuisce disinteressato.
<tu ti fermi alla partita?> domando nuovamente, ma qualcosa mi dice che so già la risposta, a lui non interessa affatto il football.
<ho un impegno importante questo pomeriggio> mi guarda serio, sembra dire la verità, ma non ci credo fino in fondo. Anche se non avesse nessun impegno, alla partita non ci sarebbe venuto.
<andiamo Lewis! non muori mica se ti fermi ad una partita della scuola> Kelsey ci prende alla sprovvista, avvicinandosi a noi, poi noto accanto la ragazza mora, Sophia, che continua ad osservare il mio abito.
<dico davvero, non posso> ripete lui e Kelsey rotea gli occhi, capendo che con Chris non ci sia davvero nessuna speranza per fargli cambiare idea.
<ora devo andare, ci vediamo domani, passo a casa tua alle nove> mi sussurra avvicinandosi e mi lascia un tenero bacio sulla guancia, per poi andare verso il parcheggio delle auto.
STAI LEGGENDO
Semplicemente Tu
ChickLitCassidy è una tranquilla ragazza di San Francisco, spesso insicura e sempre troppo paranoica, è spaventata da quello che la vita le riserverà. I demoni del passato la perseguitano continuamente e l'unica cosa che vorrebbe davvero è bruciare i ricord...
