«Perché quella faccia triste?»
Mi volto verso le scale e vedo Trevor con addosso solo una maglia Blu e dei calzini di due colori differenti.
«e perché tu giri per casa in mutande?» lo guardo.
«non puoi rispondere alla mia domanda con un'altra domanda» si sistema con una mano i capelli bagnati.
«si che posso, l'ho appena fatto!»
Lascio le scarpe all'entrata e corro al piano superiore per toglermi i vestiti zuppi.
Appoggio lo zaino sulla scrivania.
Mi spoglio con velocità. Entro in doccia, e lascio scorrere via tutti i pensieri insieme a l'acqua calda.
Ma quanto è bello farsi la doccia. Starei ore e ore sotto il getto dell'acqua. A guardare un punto indefinito della stanza. Oppure a pensare a qualcosa. Qualunque cosa.
Inizio a insaponarmi i capelli con il mio doccia schiuma preferito e il cellulare inizia a vibrare.
Sciaquo le mani per togliere la schiuma e apro le ante della doccia. Afferro il cellulare e dopo aver selezionato il tasto per rispondere, metto il vivavoce.
«pronto?» faccio mentre chiudo con l'altra mano i rubinetti dell'acqua.
«hei Cassie, hai da fare questo pomeriggio?» mi chiede Kelsey.
Beh, se fare qualcosa intendi guardare Netflix, leggere e continuare il disegno per il corso d' arte, allora si.
«emh, no, non ho ancora dei programmi»
«perfetto, allora non prenderti nessun impegno. Andiamo in centro e poi passiamo al centro commerciale. Devo trovare assolutamente un vestito per il ballo. Comunque ti passo a prendere fra un'ora» dice velocemente e mi devo soffermare un attimo per fare recapito delle sue parole.
«per te è un problema se invito Sophia?» chiedo.
«ne sei sicura?» mi stranisco alla sua domanda.
«beh si.. ma perché? sai qualcosa che non so?»
«no assolutamente.. comunque va bene, invitala pure» borbotta indispettita.
«d'accordo.. allora ci vediamo dopo»
«a dopo Cass» riattacca. Non capisco perché tutti hanno strane reazioni al nome di Sophia o alla sua visione. Mi pare una ragazza solare e simpatica, questi pregiudizi sono davvero fastidiosi.
Riapoggio il cellulare sul mobiletto e riprendo a farmi la doccia.
Poco dopo esco. Mi asciugo i capelli di fretta e indosso una salopette in jeans con sotto una maglia nera. Guardandomi allo specchio, mi soffermo a pensare al mio modo di vestire. Stranamente mi pare abbastanza bello, perfino mi sorprendo di me stessa, nel pensare una cosa del genere.
Sicuramente preferió sempre indossare qualcosa di comodo, è più forte di me.
Abby ogni volta che dovevamo uscire o andare ad una festa cercava sempre di rifilarmi qualche abito. Ma per fortuna per ora, sono sempre riuscita a vestirmi a modo mio.
Mi trucco con un filo di mascara sulle ciglia, che fortunatamente ho già molto lunghe. Almeno in una cosa madre natura è stata benevolente con me.
Tiro fuori dallo zaino solo i libri bagnati dalla pioggia e li posiziono sulla scrivania, uno affianco all'altro, nella speranza che si asciughino il più un fretta possibile.
Dopodiché, mi sistemo i capelli, come al solito, in una alta coda di cavallo.
Mi avvicino lentamente alla porta finestra. Tiro le tende bianche ai lati e esco in terazza.
Subito il mio sguardo si posiziona sulla casa dei vicini, che sta a pochi metri dalla mia.
Fra le due abitazioni c'è una alta staccionata e qualche albero, sia sulla mia proprietà, sia su quella in parte.
Ha smesso di piovere. Ora il cielo è coperto da molte nuvole grige, che nascondono il sole. Che cerca di farsi spazio fra loro.
«Cassie!» sento urlare mio fratello dal piano di sotto e rientro in camera.
«c'è Sophia alla porta!» urla.
«adesso arrivo! un secondo» dico e infilo il cellulare in tasca, che nel frattempo era rimasto in carica.
Scendo di fretta, la vedo silenziosa sull'uscio della porta. Mi fissa sorridendomi.
«hei, tutto okay?» le chiedo prendendo le chiavi di casa.
«certo! Solo che non capisco perché dobbiamo andare in cerca di un vestito se non abbiamo nessuno con cui andarci» il suo discorso non fa una piega, non so cosa dirle.
«..magari possiamo andarci insieme» dice sorridendomi nuovamente e la guardo con occhi sorpresi.
«ovviamente come amiche!» sbiascica all'improvviso.
«potrebbe essere un'idea, ma non mi piacciono i balli, quindi probabilmente non ci andrò» lei sembra rattristarsi alla mia affermazione. Fortunatamente sento un colpo di clacson far rumore in quasi tutto il vicinato, mi sporgo verso la strada e vedo Kelsey alla guida di un'auto blu elettrico.
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Semplicemente Tu
ChickLitCassidy è una tranquilla ragazza di San Francisco, spesso insicura e sempre troppo paranoica, è spaventata da quello che la vita le riserverà. I demoni del passato la perseguitano continuamente e l'unica cosa che vorrebbe davvero è bruciare i ricord...
