capitolo 6

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la scuola non mi aveva mai entusiasmata più di tanto, al di fuori di quelle materie che si potevano definire interessanti le altre non passavano più. Così ero finita a fissare quell'alone bianco che era rimasto sulla superficie nera della lavagna, cosa che urtava il mio lato perfezionista. Grazie al cielo Travis a metà lezione aveva deciso di interrompere il silenzio che c'era in quella stanza dando così inizio ad una confusione generale. Un attimo di svago da quella noiosa lezione di geografia. Momento che durò ahimè troppo poco e dopo circa dieci minuti la professoressa aveva ripeso tranquillamente e beatamente a spiegare, ed io tornai a fissare l'alone sulla lavagna. Ero in ansia. Dovevo pur sempre beccarmi con Josh che per quanto potesse essermi indifferente era pur sempre un ragazzo.

quando la campanella suonò uscì di corsa, non avevo di certo intenzione di ascoltare quella voce stridula per anche solo un secondo in più del dovuto.

-Hayley- alzai gli occhi sentendo Travis

-Travis- risposi

-Josh mi ha detto di aspettarlo fuori da scuola- disse per poi andarsene.

Josh ci impiegò cinque minuti ad arrivare, furono i minuti più lunghi della mia intera vita.

-madame- disse arrivando e porgendomi un casco

-certo che sei testardo, mi sembrava di averti già detto che su quella cosa con te non salgo- risposi porgendoli nuovamente il casco.

-ieri hai deciso te, oggi decido io- disse nuovamente lo guardai male

-cosa ti fa pensare che mi interessi qualcosa?-

-eddai Hayley, prometto di rispettare tutti i limiti di velocità-

-lo sai che così non migliora la situazione vero-

-decidi tu come lavorare- l'offerta era interessante, amavo infatti dare ordini a destra e a manca.

-sfora anche solo per tanto cosi-dissi mimando con le mani -la velocità consentita e sei morto- conclusi per poi infilarmi il casco.

ora avevo tecnicamente dimenticato un piccolo dettaglio, mi sarei dovuta stringere a lui, il che era molto imbarazzante. In quel tragitto compresi molte cose, punto uno che le curve erano delle potenziali assassine, punto due che i dossi erano come dei trampolini della morte, punto tre che amavo sentirmi correre l'aria addosso.

Alla fine arrivammo in un piccolo boschetto che non avevo francamente mai visto vicino ad un laghetto dove da piccola passavo tutte le domeniche pomeriggio d'estate insieme alla mia famiglia. Il posto era stupendo.  Tra gli alberi si sentivano gli uccellini cinguettare e ogni tanto si vedeva qualche scoiattolo saltare da una albero all'altro. Nel centro, o almeno in quello che sembrava esserlo, di quella piccola "foresta" vi era una piccola prateria verde. 

alla fine decidemmo di sederci sotto un albero che aveva appeso ad un suo ramo una grande altalena

-che bello- esclamai ad una certa

-già-rispose lui

-hai mal di gola?- domandai sentendo il suo tono rauco e basso di voce

-già-

-è ciò che succede ad andare in moto- dissi ridendo. Si voltò sorridendo

-è ciò che accadde quando soffri di gola e decidi di accompagnare una ragazza testarda a casa- sorrisi

-mh...forse, ma continuo a sostenere la mia tesi.- dissi ridendo nuovamente.

-hai già una mezza idea sul progetto?-domandò

-sai non pensavo mi avresti chiesto di iniziarlo così presto-

-beh si da il caso che mi serva una sufficienza- rispose guardandomi 

-mh-...-comunque si ho già una mezza idea- risposi

-e sarebbe-chiese

-i sogni- 

-mh- disse sbuffando

-eddai è un bellissimo tema, possiamo fare un bel lavoro- dissi

-no-

-avevi detto che decidevo io- 

-a dir la verità...

-io sono salita con te su quella moto- continuai

-e che sogni siano- disse guardandomi sorridendomi in malo modo.

-ecco bravo- dissi tutta soddisfatta, per poi alzarmi e sedermi su quell'altalena che mi stava chiamando da quando ero arrivata

-cosa c'è-chiesi nel vedere che mi stava guardando

-nulla-

-no invece, mi stavi guardando-

-è che sei sempre sola- disse

-scelte di vita- risposi standomene sulle mie

-scommettiamo-chiese

-cosa-domandai ridendo -ti dico già che non sono una persona molto divertente-

-che ti faccio diventare dipendente-

-non ho intenzione di drogarmi-

-non di quello-

-e allora di cosa-

-di me- lo guardai e lui guardò me, mi porse la sua mano, e quando la strinsi esclamando -ci sto- rimasi stupita quanto lui...

UN SOGNO PER DUE (in revisione)La tua prossima ossessione. Scoprilo ora