Nessuno riuscì a dormire quella notte: i lamenti dei feriti si diffondevano nell'aria secca del crepuscolo e la paura di un attacco notturno teneva svegli anche quei pochi abbastanza lontani da non sentirne i gemiti. Le ore si susseguirono lente, dilatando ogni suono della boscaglia in cui si erano accampati; i ribelli avevano i nervi tesi e tennero le armi ben in vista per tutto il tempo, fino a quando finalmente il sole fece timidamente capolino oltre la linea delle montagne che si intravedevano, dando così il tacito assenso a un altro giorno di scontri.
I soldati si disposero in posizione mentre le ultime striature di rosa lasciavano spazio all'azzurro chiaro di primo mattino, con l'adrenalina in corpo a fargli dimenticare tensione e stanchezza. Il sole prometteva un'intensa giornata di caldo nonostante fosse autunno inoltrato, e cominciarono presto a sudare dentro le pettorine e le armature verdi e amaranto.
In avanscoperta erano stati schierati i soldati del Leone, ben più addestrati ed equipaggiati dei ribelli, con lance e archi a lunga gittata; al centro si trovava la cavalleria, mista tra armature verdi e pettorine bianche, mentre nella retrovia si allargava la fanteria, insieme a tutti gli uomini che nonostante le ferite volevano continuare a dare il proprio contributo. Sotto le mura di Sansea, invece, impalati come statue di cera, erano posizionate gran parte delle forze rosse del Pesce insieme alle squadre di Seamus e della Resistenza che erano riuscite ad arrivare fin lì, oltrepassando la massiccia macchia nera di Olok che si espandeva dal perimetro del castello reale.
Un silenzio innaturale regnava sulla città ormai distrutta, poi un urlo di battaglia diede il segnale, e tutti si lanciarono all'attacco.
Il re della Terra del Leone aveva delle carte poggiate sul tavolo della sua tenda, al sicuro dai pericoli dello scontro: piani d'azione, pedine sparse per la mappa della città e mille teorie su cosa sarebbe potuto accadere. Eppure, niente di tutto quello preparava realmente alla guerra: a poco servivano le strategie quando si era nella mischia, e lui lo sapeva molto bene. Riusciva ancora a ricordare la libertà di perdersi tra la folla e dare sfogo a tutta la rabbia, anziché osservare quello scempio dall'esterno. Ancora una volta passò una mano sulla gamba, senza sentirne il tocco, senza sentire pelle.
Quel legno stava diventando la sua tomba.
Scaraventò la sedia che i suoi servitori si premuravano di fargli sempre avere vicino, e prese a fissare con furia le maledette carte che aveva davanti. Odiava tutte quelle accortezze, lo facevano sentire malato, lo facevano sentire inutile. Respirò profondamente cercando di far defluire la collera e si impose di analizzare la battaglia: erano tre eserciti contro uno solo, eppure non riuscivano a sfondare le loro linee. Così non poteva funzionare, non potevano vincere. Si allontanò da quel rudimentale tavolo e si sforzò di pensare a una strategia alternativa.
Una pettorina bianca fece irruzione nella sua tenda facendolo leggermente sobbalzare, tanto era immerso nei suoi pensieri: un ragazzo aveva la protezione sporca di sangue e si teneva un fianco. Il re lo aiutò a sistemarsi nel terreno e cercò di calmare i potenti spasmi che gli scuotevano il corpo.
«Io non credo di... non credo di riuscire a sopravvivere».
Seamus scostò la mano del ribelle dalla ferita, e capì che aveva ragione.
«Vado a chiamare la vostra guaritrice, io non sono molto bravo. Se aspettate qui, vado a...».
Il soldato lo prese per un braccio e lo avvicinò a sé. Non aveva più molto tempo, lo sapeva, ma doveva dargli un messaggio. Accostò le labbra al suo orecchio e raccolse le ultime forze che gli restavano.
«Non mi serve una guaritrice, Sire. - riuscì a sussurrare con estrema fatica - Sono venuto per... per avvisarvi di ciò che sta accadendo. Lì fuori non sono tutti soldati, Sire... accadono cose strane, è come se non riuscissimo a colpirli. Non sono tutti soldati, Sire... non solo soldati...». La presa sul braccio del re si indebolì e Seamus abbassò gli occhi chiari su quelli del giovane morente.
STAI LEGGENDO
Holtre
Fantasy- COMPLETO - Holtre. Un regno. Cinque Terre. La guerra. Holtre è una terra di intrighi, di piani per raggiungere i propri scopi, di tradimenti. Ma è anche una terra di amore, di fedeltà, e amicizia. È un luogo in cui i personaggi crescono, cam...
