L'ultimo esercizio e la mia interrogazione si sarebbe conclusa.
Fissavo la lavagna su cui avevo scritto un sacco di numeri. L'integrale definita che mi aveva assegnato la professoressa Morel era difficile, molto. Ma non era più complicata di quelle su cui mi aveva fatto sudare Xavier in quei giorni.
Mi concentrai al massimo e con il gessetto bianco che stringevo fra le dita scrissi la risoluzione dell'esercizio. I miei compagni alle spalle mi guardavano, qualcuno provava anche a suggerirmi.
Eppure non ebbi bisogno di alcun aiuto: riuscii a finire in un solo minuto e poi mi girai verso la Morel, che era piuttosto stupita dal mio impegno.
Non ti aspettavi che fossi così brava, eh?
Il suo viso tanto carino non accennò neppure il solito ghigno da strega che mi aveva sempre rivolto durante quei lunghi anni, a ciascuna singola interrogazione. Bensì si sciolse in una marea di complimenti e segnò un bel nove sul suo registro dei voti.
«Hai studiato insieme a qualcuno?» mi chiese prima che potessi tornare al mio banco. «Hai preso ripetizioni di matematica?»
Diedi automaticamente una rapida occhiata a Xavier, che si trovava seduto nella prima fila. Mi stava guardando con aria soddisfatta.
«Sì, ho... avuto una grande mano da un mio conoscente.»
Ritornai al mio posto e gli passai accanto a testa alta. Non c'era stato nessun teatrino terrificante come lui era sicuro. E mi ero intascata un voto che mi avrebbe alzato la media di colpo.
Quando terminarono le lezioni, però, decisi di ringraziarlo. Insomma, per quanto detestassi piegarmi a compiere simili gesti dinanzi a Xavier, era stato pur sempre merito suo se in quel momento sprizzavo gioia da ogni poro.
Lo bloccai poco prima che potesse oltrepassare l'ingresso principale per uscire dal liceo. Con me c'era anche Alix, la quale mi aiutò mentre lo chiamavamo a gran voce.
Xavier si mise in disparte per non essere investito dalla folla che si precipitava verso l'uscita, non avevo certo dimenticato quanto odiasse amalgamarsi nelle marmaglie.
«Prima che tu te ne vada, vorrei ringraziarti. È stata l'interrogazione più bella della mia vita e non ci sarei mai riuscita senza il tuo supporto, sebbene tu mi abbia maggiormente urlato contro.»
«Oh, beh, prego. Lo so di essere un incredibile insegnante e un grandissimo asso in matematica. Questa è l'ennesima conferma della mia fantastica intelligenza.»
«Sarebbe bastato anche un semplice e umile prego.»
«Sono contenta pure io, dovrebbe prendere più spesso ripetizioni da te» intervenne Alix.
«Dovrò pensarci bene, non è stato un compito facile istruire la sua zucca vuota.»
Ero intenzionata a rispondergli veramente male, pentendomi della mia riconoscenza verso di lui, ma ciò che disse dopo mi sorprese. «Alix, le sedici vanno bene come mi avevi proposto. L'importante è che tu mi avvisi tramite un messaggio del tuo arrivo cosicché possa aprirti personalmente la porta.»
«D'accordo!» esclamò lei, felice. «Ci vediamo più tardi!»
Xavier mandò un cenno di saluto ad entrambe e si allontanò verso l'uscita. Io, invece, puntai la mia amica altamente confusa.
«Che cosa significa?»
«Come sai, ieri sera, quando eravamo in laboratorio, Xavier mi aveva dato il suo numero di cellulare, quindi dopo essere tornata a casa ho pensato di scrivergli un messaggio chiedendogli se gli avrebbe fatto piacere una mano da parte mia.»
STAI LEGGENDO
Il mio Ricco e Arrogante Scienziato
RomanceCamille pensa di conoscere tutto di Xavier Leblanc, il figlio del ricco fondatore della Star Corporation, un'importante azienda di Parigi che ha creato la Star Phone. Lo considera una "scatola vuota", un ragazzo dall'accattivante bellezza esteriore...
