Quando l'indomani entrai in aula per il consueto giorno di lezione, ciò che vidi mi lasciò stupefatta.
Quella mattina non ero in ritardo stranamente, forse perché il destino voleva farmi presenziare immediatamente all'incredibile sorpresa che mi aspettava.
In prima fila, i miei compagni di classe avevano formato un cerchio attorno a un banco. Notai che era presente anche altra gente delle diverse sezioni del liceo. Continuavano a parlottare, nell'ambiente si era alzato un brusio rumoroso e gli schiamazzi di qualche ragazza. Ma non riuscivo a vedere su che cosa fossero concentrati, c'erano troppe persone.
Incuriosita dalla strana situazione mi avvicinai ad Alix, la quale continuava a scattare delle fotografie con il cellulare, sistemata all'interno della composizione circolare che avevano formato. Le afferrai un braccio e la trascinai all'esterno del numeroso gruppo.
«Alix, che cosa state guardando di tanto importante?»
Lei, in tutta risposta, si mise dietro le mie spalle e mi diede un brusco spintone che mi fece arrivare all'inizio della calca di studenti. Non feci in tempo a fermarmi e, sbadatamente, finii sopra il banco sbattendo il mento.
«Guarda chi si vede.»
Mentre ero a faccia in giù sul duro banco, riconobbi quella voce piena di boria e vanità. Alzai il volto di scatto.
Davanti a me, in tutta la sua bellezza ed eleganza, c'era lui. Il ragazzo ricco e arrogante. Lo scienziato dall'incredibile intelligenza. Il solo e unico Xavier Leblanc.
Allargai gli occhi sbalordita.
«Che... cosa ci fai qui?»
Lui fece spallucce piuttosto tranquillo.
«Sono a scuola, no?»
«Grazie per l'inutile informazione, vorrei sapere perché ti trovi in questa classe.»
«E' la mia classe, no?»
Stavo per ucciderlo.
«Ti sei iscritto nuovamente? Hai accettato la mia proposta?»
Xavier sollevò gli occhi al cielo spazientito. «Mamma mia se fai troppe domande...»
«Giuro che...»
Mi stava per partire una mano che lo avrebbe preso per il colletto della camicia nera che indossava e lo avrebbe alzato di peso sotto gli occhi esterrefatti del pubblico, ma fortunatamente un mio compagno di classe bloccò i miei propositi chiedendo: «vi conoscete molto? Siete amici?»
Evidentemente si era accorto della confidenza con cui parlavamo. Che poi non ero ancora esattamente certa se fossimo amici o conoscenti. Oppure due semplici compagni di liceo.
«No, ehm... noi siamo...»
Xavier mi troncò la frase con un cenno da snob. «Amici? Nah, non frequento molti plebei...»
«Guarda che qui siamo tutti "plebei"!» replicai infastidita. Peccato che il suo viziaccio di sminuire il resto del mondo non fosse ancora scomparso.
Purtroppo la professoressa Margot fece il suo ingresso in aula e tutti noi fummo costretti a sederci ai nostri abituali posti, mentre gli altri ragazzi si volatilizzavano dal luogo. Ma non tenne alcuna lezione poiché rimase anche lei incantata dalla vista di Xavier ai primi banchi e trascorse tutta l'ora a discutere con lui in merito alla sua stupefacente vita, ai suoi viaggi, del padre e la Star Corporation inclusa.
L'intero liceo venne rapidamente informato riguardo l'arrivo di Xavier. Poteva essere paragonato a una celebrità. Ovunque lui si spostasse aveva alle calcagna una marea di ammiratori, soprattutto dalla parte del popolo femminile dell'istituto che non faceva altro che scattare fotografie e immortalare ogni sua angolazione.
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Il mio Ricco e Arrogante Scienziato
Storie d'amoreCamille pensa di conoscere tutto di Xavier Leblanc, il figlio del ricco fondatore della Star Corporation, un'importante azienda di Parigi che ha creato la Star Phone. Lo considera una "scatola vuota", un ragazzo dall'accattivante bellezza esteriore...
