Non capivo ancora perché Xavier mi avesse spedito quel messaggio.
Camille, non capisci proprio niente. Aveva risposto così.
Io gli avevo domandato che significato avesse la sua affermazione sgarbata come al solito ma, come ben immaginavo, lui non mi scrisse più.
Mi arrabbiai moltissimo. Con lui e con Alix. Quella situazione non mi piaceva affatto e non era invidia: era semplicemente irritazione per il loro appuntamento di domani sera. Sembrava una cospirazione alle mie spalle.
Il giorno dopo mi diressi a scuola ed entrai in aula, senza rivolgere un solo sguardo a quell'arrogante di Xavier. Poco importava se mi avrebbe considerato una bambina, ero infuriata e rivedere il suo viso avrebbe aumentato la mia collera.
Sbadatamente, però, mentre mi dirigevo a testa alta verso il mio banco, inciampai nel suo zaino e caddi rovinosamente sul pavimento.
Inutile descrivere l'imbarazzo che provavo. Non avevo il coraggio di rialzare il viso, gli occhi dei miei compagni erano tutti su di me.
«Per quanto hai intenzione di rimanere lì come un'idiota?»
Ma a quella frase irritante non mi trattenni dal rialzarlo.
«Senti chi parla!» esclamai furiosa. «Il signorino che neppure si degna di darmi una mano!»
«Sei solo inciampata per un istante, hai qualche problema alle gambe per non riuscire ad alzarti da sola?»
Era inutile replicare, davvero inutile. Tanto avrebbe sempre avuto l'ultima parola e la mia ira aveva raggiunto il livello estremo.
Mi sollevai in piedi e lo guardai maligna.
«Sei un cretino, Xavier Leblanc. Un totale cretino.»
E così dicendo me ne andai verso il mio posto, dove nel banco accanto c'era Alix, che mi sorrideva allegramente.
«Sei proprio maldestra, eh?» Rise della mia accidentale caduta. Ma si accorse che ero di malumore.
«È successo qualcosa? Cos'è quella faccia scura?»
«Dovresti dirmelo tu. Sai, ho saputo che hai chiesto a Xavier di uscire da soli mentre prima mi avevi supplicato al telefono di organizzare qualcosa personalmente. E poi che fai? Mi escludi dalla questione.»
«Te lo ha detto lui?» Annuii. «Posso spiegarti... Non è come credi. Ho solo pensato che sarebbe stato meglio arrivare direttamente al mio obiettivo senza coinvolgerti.»
«Ah» risposi secca. Nonostante le sue parole avessero un senso logico, mi irritavano ugualmente.
«Perché sei così contraria?»
«Non sono contraria...»
«Ti stai comportando in maniera nervosa, sembra come se tu fossi...che so... gelosa.»
La guardai allargando per bene gli occhi. «Gelosa? Spero che tu stia scherzando! Io detesto quel pallone gonfiato!»
«E allora fai sparire quel broncio dal viso.»
«Non ci riesco» replicai infastidita. «Ma fra migliaia di ragazzi proprio con Xavier devi uscire? Non mi piace che passi la serata con un tipo del genere! Tu ancora non lo conosci.»
«Suvvia!» Alix mi diede un colpetto amichevole sul braccio. «Non farai la dispettosa anche quando ci fidanzeremo?»
Mi venne da vomitare.
«Spero proprio che questo non accada» commentai disgustata mentre girai il mio sguardo verso la porta d'ingresso da cui stava entrando un professore.
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Il mio Ricco e Arrogante Scienziato
RomansaCamille pensa di conoscere tutto di Xavier Leblanc, il figlio del ricco fondatore della Star Corporation, un'importante azienda di Parigi che ha creato la Star Phone. Lo considera una "scatola vuota", un ragazzo dall'accattivante bellezza esteriore...
