Primi anni 2000: Piton è vivo, Hermione anche. Si creerà qualcosa fra i due, dovete solo leggere cosa.
Questa storia nasce senza pretese, nasce per essere una storia semplice e per allenare un po' la mia immaginazione arrugginita.
Non ci saranno col...
"È terribilmente atroce, Granger" affermò Severus alzandosi dal divano dopo essersi divincolato dall'abbraccio della compagna. "Tu sei atroce! Notting Hill è uno dei film più belli mai prodotti e dovresti essere fiero che sia inglese!" gli rispose Hermione sistemandosi meglio la coperta di lana addosso, poi cercò il telecomando del lettore DVD e mise in pausa i titoli di coda. "Dell'Inghilterra Babbana, non magica" Mentre la guardava dall'alto pensò a come una ragazza così intelligente come Hermione potesse interessarsi a quella robaccia babbana romantica. Alzò le spalle e si piegò verso l'armadietto dei liquori. "Hai solo paura di un confronto con Hugh Grant, niente di più" le sentì dire con ironia. Immediatamente si voltò a guardarla: un sorrisino furbetto già le animava le labbra e gli occhi vispi e gioiosi le illuminavano il viso. In quel momento, con una bottiglia di liquore di anice italiano in una mano e nell'altra due bicchieri di cristallo, non riuscì a non pensare a quanto Hermione fosse bella e quanto gli avesse cambiato la vita. "Non guardarmi così, Severus; Hugh Grant ha il fascino britannico!" "Ed io non sono britannico? Mi hai detto appena di essere fiero della produzione tutta inglese di questo capolavoro di film" "Vero professore, ma..." la vide aggiustarsi fra la coperta e sorreggersi con un braccio, poi con una voce che avrebbe dovuto imitare la sua, pronunciò "Britannico babbano, non britannico magico". Gli scappò un sorriso mentre si sedeva sulla poltrona e istintivamente abbassò il capo. Sentì la mano piccola e delicata della ragazza sulla coscia, talmente calda che il tepore attraversò il pesante tessuto dei pantaloni neri; quando alzò lo sguardo la vide a pochi centimetri da sé, il busto esposto in avanti che si affacciava dal divano di fianco. "Quante volte devo dirtelo che ti amo ancora di più quando sorridi" gli sussurrò ella tenendo gli occhi ambra puntati nei suoi. "Forse troppo poco, Hermione" sussurrò raccogliendole una ciocca di ricci, che venne incastrata dietro l'orecchio. "E forse è vero, Severus, forse è vero...però ti prego, tu ricordalo all'infinito". Le loro bocche giunsero a sfiorarsi: sentì le labbra lisce e morbide di Hermione inumidirsi e farsi gonfie, in attesa di un bacio intenso, come soltanto loro sapevano donarsi a vicenda. "Non so se volerti baciare oppure bearmi ancora del tuo sorriso" disse la giovane. "Cos'è che più accende il tuo animo?" "Sei tu Severus, lo capisci? Non sono le azioni che compi, non è una questione di saliva o di tatto, sei tu. Solo tu riesci a mettere in moto i miei nervi, i meccanismi che collegano l'anima al corpo...mi azioni, maledetto Piton." Il mago socchiuse appena le labbra e in un battito di ciglia il corpo sinuoso e femminile fu a cavalcioni su di lui. "I film romantici ti fanno uno strano effetto" "Mh..." mormorò lei con il capo sulla spalla mentre giocava con le ciocche corvine. "Quelle cose che tu mi dici, Hermione, io non-" "Non c'è bisogno che tu dica niente, Severus" "Lasciami parlare, per favore. Dicevo: ciò che tu mi dici spesso, quanto io sia importante per te, quanto tu mi ami...io non potrò mai dirtelo Hermione" le sussurrò accarezzandole dolcemente la guancia "Non perché tu non sia importante o perché non ti ami, soltanto perché sento che le parole non siano abbastanza: nulla è all'altezza di ciò che provo per te e ciò che tu stessa sei. Sei troppo e sei tremendamente e vergognosamente tutto, Hermione. Immensa e senza alcun margine di esagerazione. "Passerei ora a guardarti nella tua aurea di perfezione e, a volte, da egoista lo faccio: passo notti intere ad osservarti perché non riesco a capacitarmi di come tu, così magnifica da essere irraggiungibile, stia con uno come me" Ci fu silenzio. Quasi udibile fu il battito cardiaco della Granger, tanto che la lana del maglioncino beige che la copriva faceva su e giù sul petto femminile. I loro occhi incatenati dalla magia dell'amore, creavano una danza intima e calorosa e a cui soltanto Severus ed Hermione erano degni di parteciparvi. La ragazza chiuse gli occhi e spostò una mano sul collo dell'uomo, mentre l'altra stava ferma sulla coscia maschile a stringere il tessuto scuro dei pantaloni. "Dicono" cominciò a parlare ella sollevando le palpebre "che l'amore sia un processo di completamento: le persone innamorate, stando con le proprie metà, dovrebbero sentirsi complete. Mi chiedevo sempre, con quell'arroganza e quella superbia che mi contraddistingueva da adolescente, come fosse possibile non sentirsi completi senza qualcuno e, peggio ancora, come fosse possibile essere completi con un altro individuo accanto, totalmente estraneo al proprio corpo. Ora mi sembra invece una così facile soluzione: non voglio dire che chi non ama non abbia valore ma è certo che i sentimenti, qualsiasi essi siano quindi anche l'odio, ci fanno conoscere parti di noi stessi che altrimenti sarebbero inesplorate. Odiando Bellatrix capì quanta repulsione avessi verso il lato oscuro della Magia, quanto volessi far parte dei "bravi", pronta a morire pur di restare una di loro; amando te ora, in questo preciso istante seduta sulle tue cosce, in questa casa che allora era mia ma che ora è nostra, mi rendo conto di quanto io possa e voglia darti, dell'importanza di condividere se stessi con qualcuno che ami e che accolga come tu fai. Non c'è niente di più bello, Severus...niente altro se non questo." Le lasciò finire quel flusso di parole sincere e la baciò, dolcemente e con tutto l'amore che potè.
Spazio Autrice Penso di essere la più terribile delle autrici di Wattpad, lo so. Avevo detto che avrei aggiornato il giorno seguente ed invece...sette mesi dopo!😛 C'è stato un periodo (non ci crederete mai ma è iniziato esattamente il girono dopo l'ultimo capitolo) molto intenso purtroppo nella mia vita, mesi che mi hanno portata allo stremo delle forze fisiche e mentali; mettermi a scrivere in tali condizioni non sembrava opportuno. L'estate è iniziata (e finita praticamente), io sto meglio e quindi perché non rimettere in sesto questi due? Come avete visto il capitolo è corto rispetto alle solite 3000 o 4000 parole ma volevo fosse esattamente così: un capitolo molto intimo, di conferma fra i protagonisti, qualcosa di schifosamente languido come piace a me...dunque Notting Hill era obbligo. Prima di salutarvi vi chiederei di ascoltare, possibilmente subito dopo aver letto il capitolo, una delle mie canzoni preferite in assoluto: "Cara" di Lucio Dalla. Ho scritto molto del capitolo solo dopo il mio solito pianto provato da quel genio del Lucianone Nazionale e vi prego, vi prego, vi prego di ascoltare quel capolavoro.
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