Capitolo Trenta

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3 luglio 2003

Tornarono a casa quasi correndo; Hermione stringeva forte la mano di Severus e con il braccio destro reggeva il cestino da picnic.
Il mago si era mostrato, ancora una volta, umano e spoglio di ogni sua corazza: le aveva detto che non aveva mai avuto una relazione, mai Lily, l'unica donna che avesse amato, aveva ricambiato il suo amore, mai nessuno l'aveva trattato con tale dolcezza. Tutto quello le faceva un gran male; Piton non era di sicuro l'uomo perfetto, ma era una persona magnifica sotto quello strato di indifferenza e freddezza.
Quando arrivarono all'ingresso ella posò il cestino all'ingresso.
Si guardarono prima negli occhi.
"Voglio sentirmelo dire, Severus" gli sussurrò sulle labbra.
Egli la guardò negli occhi e la spinse dolcemente sulla porta, ormai chiusa.
"È arrivato il momento, Hermione?" le sibilò lentamente.
"Solo se dirai quel che devi, guardandomi negli occhi, sussurrandomelo mentre mi stringi i fianchi con le mani"
Avvertì la presa passionale del mago, spingendola verso il suo corpo.
"Mi piaci, ragazzina; mi piaci così tanto" pronunciò mellifluo a voce bassa, fissando attentamente le proprie iridi ambra.
La Granger sorrise apertamente, circondandogli il collo con le braccia.
Il profumo della colonia di Piton, quell'odore di menta ormai così familiare, le solleticava il naso e il cuore.
"Non è giunto solo il mio turno, Granger" disse lui ironico.
Hermione si stupì: voleva anch'egli una certezza? Voleva sentirselo dire? Quella richiesta implicita le creò una sensazione piacevole nel petto.
Si scostò piano dal suo collo e poi lo guardò negli occhi.
"Pensavo di avertelo già detto prima nel parco: provo qualcosa per te di molto forte"
Si stupì ancora quando entrambi gli angoli della bocca di Piton si sollevarono in un sorriso appena accennato.
Si baciarono dolcemente e senza fretta.
Le dita dell'uomo raggiunsero le proprie guance, accarezzandola dolcemente.
"Lo voglio ora, Sev..." le parole le morirono in gola, quando l'altro la baciò ardentemente, spingendo il bacino sulla proprio pancia.
Gli passò una mano nei capelli, tirandoglieli indietro e lasciando libero il viso. Adorava vederlo nella sua interezza.
Una mano di lui si insinuò sotto ai pantaloncini, andando a stringere la natica sinistra; ormai la sua lingua era arrivata al col collo diafano e liscio.
"Non sulla porta" gli sussurrò fra un sospiro e l'altro.
Per la prima volta lo sentì sospirare; l'alito caldo andò a scontrarsi contro l'orecchio.
Era desideroso quanto lei.
Gli prese la mano ed insieme salirono le scale di fretta, e giunsero finalmente alla camera da letto. Qui la finestra era socchiusa, filtrando una flebile luce, che però bastava per avere piana visione.
Una volta dentro la stanza, Severus la strinse da dietro, facendo nuovamente aderire i corpi.
"Come ti piace?" gli chiese sperando di essere sensuale quasi quanto lui.
"Forte. Controllo, sempre" le sussurrò all'orecchio, smettendo di baciarle il collo, poi continuò "Ma per te farei tutto. Dimmi a te come piace"
Impossibile essere sensuali come lui...con quella voce roca e bassa. Era già eccitata, lo sapeva.
"Vorrei che fosse..." cercò di dire. Si fermò: si sentiva una stupida ragazzina sentimentale. Lui era un uomo sicuramente tutt'altro che sentimentale a letto.
"Per te tutto"
"Magari dopo..." iniziò, ma venne fermata da carezze delicate.
Le sue mani la costrinsero a voltarsi, per ritrovarsi faccia a faccia.
Un ciocca dei propri capelli ondulati e dorati venne arricciata dall'indice affusolato di Piton.
Le labbra si toccarono ancora e mentre si baciavano egli la fece distendere sul letto.
Hermione si trovava a guardarlo dal basso e poté ben notare lo sguardo, carico di lussuria, che l'uomo le stava rivolgendo su tutto il corpo.
"Ti piace essere spogliata?"
Quella domanda le arrivò diritta al basso ventre. Si sentiva particolarmente umida.
"Se me lo chiedi così..."
Le scarpe, Hermione, le aveva già tolte all'ingresso ed era il momento della tuta.
I polpastrelli leggermente ruvidi del mago le sfiorarono le clavicole e poi, contemporaneamente, abbassarono le bretelle del vestito e del reggiseno.
La giovane si liberò dalle braccia del tessuto e indirizzò le mani all'apertura del ferretto, quando il polso venne delicatamente bloccato.
"Mi hai dato il diritto di spogliarti, quindi fatti spogliare solo da me"
Detto questo, velocemente l'uomo le aprì l'indumento intimo sul davanti.
Ringraziò Merlino di aver scelto quel tipo di apertura quel giorno.
Lo sguardo di Severus divenne ancora più nero e profondo alla vista del petto scoperto; quella non era la prima volta che l'ammirava nuda, ma forse c'era qualcosa di diverso quella volta. Qualcosa di speciale.
Le dita sottili e mascoline passeggiavano lente fra i seni, sull'addome e poi arrivarono lì dove la tuta era raggomitolata: al basso ventre.
Ben presto anche quella porzione di pelle fu scoperta e si ritrovò nuda, mentre lui era ancora del tutto vestito.
Il mago si fermò ad osservarla, facendo vagare gli occhi su ogni forma sinuosa e arrotondata.
"Con questa pausa mi stai chiedendo di spogliarti, Severus?"
Gli occhi di ossidiana risalirono veloci nei propri, suadente sussurrò "Se solo tu mi spogliassi non riuscirei a controllarmi e finire quello che ho iniziato"
Aveva davvero quell'effetto così forte su di lui? Beh, ci sperava e lo desiderava.
In un attimo, con il favore della magia e un leggero schiocco delle sue dita, anche lui fu nudo. Torreggiava davanti a lei, ben pronto, a quanto vide.
Non riuscì a non passarsi la lingua sulle labbra alla vista del corpo leggermente tonico, ma sicuramente possente. E di quella zona precisa, ovviamente, altrettanto possente.
Lo vide distendersi su di lei e spostarla piano verso il centro del letto.
Prima di diventare una cosa sola, le prese una mano e la portò vicino alla faccia della Granger, sul letto, e la strinse. Poi incatenò gli occhi ai propri.
Entrò piano, delicato, ma deciso. Ed iniziò, solo quando la sentì pronta, a spingere lentamente.
Presto i movimenti del bacino divennero incessanti e veloci.
Entrambi erano in balia di un desiderio stanziato nel profondo; di qualcosa che avevano bramato da tempo e che ora scoppiava.
"Penso di..." riuscì a pronunciare.
"Voltati a pancia sotto, ti prego" le chiese, faticando anch'egli a parlare.
Così, un po' controvoglia, Hermione cambiò posizione: la schiena inarcata, l'addome sul letto e il sedere in bella vista.
Egli le mise una mano sulla schiena ed una sulla natica destra. Entrò in lei in una sola spinta che la fece gemere rumorosamente; ovette aggrapparsi alle lenzuola.
Di nuovo il ritmo era stat stabilito.
"Guarda...guarda lo specchio" sibilò affannosamente Severus.
Con tanta forza di volontà, riaprì gli occhi e li rivolse allo specchio posto dinanzi al letto: l'uomo, dietro e dentro di lei, era appoggiato con le ginocchia sul letto e il busto era diritto mentre spingeva continuamente. I capelli neri che gli solleticavano le spalle e che venivano mossi dai movimenti. I muscoli contratti erano evidenti. Le vene del braccio in rilievo.
Cercò il suo sguardo e lo trovò offuscato.
Quella visione erotica dei loro corpi nudi che si univano, fu il colpo di grazia per un orgasmo senza precedenti.
Vennero insieme, sussurrando all'unisono uno il nome dell'altra e viceversa.

Dopo il secondo round, che fu decisamente più avido e quasi violento, finalmente si stavano rilassando.
Piton aveva gli occhi chiusi e le carezzava lentamente la spalla. Hermione con la testa poggiata sul suo petto.
"Allora ora siamo una vera coppia" affermò, quasi titubante.
"Lo siamo" rispose piano, baciandole i capelli.

Spazio Autrice
Salve a tutt* ragazz*!
Finalmente hanno concluso l'opera i nostri! E anche la nostra Fanfiction è giunta al termine.
Sono davvero emozionantissima e super felice di aver portato a termine questa storia.
Spero vi abbia fatto compagnia in questo mese, come l'ha fatta a me, e spero tanto che vi sia piaciuta!
Stavo pensando di scrivere qualche one-shot in futuro, sempre riguardo questa storia; che ne pensate? Magari le pubblico singolarmente o come capitoli di questa?
Grazie mille per aver votato, commentato, ma anche solo letto e seguito la mia "opera".
Vi abbraccio tutt*!
Alla prossima, ciao!

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