11 dicembre 2003
Piton rincasò dopo circa due ore. Camminò per tanto lungo il Tamigi, distante circa 1km dalla loro casa*.
Seppe sempre quanto non fosse giusto troncare una discussione così, scappando via, ma in quel momento ebbe bisogno di allontanarsi e star da solo con se stesso.
Pensò a lungo sulla loro relazione: arrivò alla conclusione di amare Hermione già mesi addietro; non si vergognò mai di ammettere quanto quella ragazza lo avesse allontanato da un malato amore durato trent'anni, nel giro di soli cinque o sei mesi. Le emozioni arrivarono inaspettate e si chiese, più volte, chi fosse lui per ostacolarle: nessuno con quella facoltà.
Nonostante ci fosse un forte e puro sentimento fra loro, le discussioni erano inevitabili: due persone simili, ma non con lo stesso temperamento. Non fu mai una questione di età, dal momento in cui si unirono sapevano che ci fossero ben venti anni di differenza, forse furono sempre i diversi modi di reagire a creare le incomprensioni.
Hermione fu luce, gioia, impetuose onde e calme rive, contemporaneamente...indescrivibile sia con una parola che con mille; gli trasmise positività e una serenità sorprendente che ebbero una forza prepotente su un uomo rigido come lui.
Entrò a casa, tolse le scarpe all'ingresso, salutò il gatto con una carezza fra le orecchie. Ormai passava più tempo con l'animale che con la strega, a causa del lavoro di quest'ultima.
"Hermione" disse a voce alta per chiamarla "Sei qui?"
"Camera da letto!" rispose la donna.
Severus salì veloce le scale, iniziando a togliere il cappotto nero; ogni volta, dopo ogni discussione, dopo ogni sua fuga, facevano sesso. Perché fare uno strappo alla regola?
Entrò in camera e la trovò vestita, non più con il piangiama, ma con un maglioncino intrecciato beige e dei semplici pantaloni ampi neri. Niente sesso.
"Sei vestita"
"Così sembra. Ho fatto una lunga doccia calda e..."
"Sicuramente avrai pianto sotto il getto dell'acqua" precisò allora. La ragazza aveva degli occhi incredibilmente rossi e gonfi.
Hermione si voltò verso lo specchio da terra alle sue spalle, si curvò per osservarsi più da vicino: colpita ed affondata.
"Shampoo negli occhi, semplicemente, Severus" gli rispose guardandolo attraverso il riflesso.
"Girati e guardami negli occhi, per favore"
Come un obbligo, ecco che il corpo sinuoso lentamente fece come richiesto: le braccia conserte e una deliziosa espressione arrabbiata che veniva però tradita dal tremolio del labbro inferiore. La trovò incredibilmente bella, come sempre.
Le si avvicinò con due soli passi, mentre si liberava anche dalla sciarpa di lana appoggiandola sulla cassettiera.
"Non mentire a me" le sussurrò, scandendo lentamente ogni parola e, ad ognuna, avvicinando sempre più le proprie labbra a quelle di lei.
Gli occhi ambra della fidanzata erano già, o ancora, lucidi: a volte, Piton, si chiedeva se Hermione avesse ancora paura di lui come ad Hogwarts. Fosse stato così, si sarebbe incredibilmente dispiaciuto e forse anche per questo motivo non glielo chiese mai.
Il mago l'abbracciò di istinto: adorava sentirne il calore, il profumo e i capelli mossi soffici. Le depositò piano un bacio casto e dolce sul collo, lì dove ogni sera la baciava con ardore.
"Non aspettavo altro" ella disse con voce rotta.
Le mani di Piton corsero alle guance della giovane, per raccogliere le lacrime.
"Piangi per una sciocchezza, Hermione. Ti prego, smettila, mi fai sentire come mio padre"
Lo sguardo di lei lo raggiunse subito, in un lampo, poi disse "Ti ripeto sempre che non è la stessa cosa!"
"Solo perché non..." si bloccò, perché solo pensare o dire a voce alta di usare la violenza su di lei gli face ribrezzo, poi continuò "Non significa che io non ti faccia del male. Piangi ogni qualvolta discutiamo: è snervante".
"Severus, annulla nell'immediato questo pensiero"
"Ciononostante piangi a causa mia"
"Piango perché ti amo, ti amo tanto. Non so come sia successo, non so come siamo capititi in questo universo in cui io, tua studentessa, e tu, mio professore, con venti anni di differenza, abbiamo questo tipo di rapporto. Un rapporto che, non so se lo hai percepito, ma che scalda il mio cuore, la mia anima, me stessa..." gli prese la mano e la portò sul petto "Lo senti? Lo senti, Severus? Questo è il mio cuore che ogni giorno, da mesi a questa parte, si concede a te...in tutti i sensi. Tu non sai quanto io possa amarti e penso spesso che questo sia arrivato in poco tempo, da me, Hermione Granger tutta d'un pezzo, ligia alle regole e alla buona razionalità. Vorrei esistesse un incantesimo per mostrarti il mio amore"
Durante il monologo il mago la guardò intensamente negli occhi. Mai e mai qualcuno gli aveva parlato in quel modo, con il cuore in mano, con in mano se stessa e nell'anima un sentimento che non fosse odio.
Fu sicuro di quanto la ragazza non sapesse che anche per lui fosse così: anche a lui batteva il cuore e si sentiva inondato di una piacevole sensazione di calore quando era con lei.
La ragazza si voltò verso lo specchio, dandogli le spalle: le loro figure si mostrarono armoniose, per quanto potesse sembrare inverosimile.
"Faremo ciò che vuoi" le disse, mentre le pendeva la mano.
"Cosa intendi?"
"Hai preso una scelta? Vuoi raggiungere i Weasley nelle festività? Lo faremo se è ciò che desideri e non mi importa se ne va della mia reputazione di uomo inflessibile"
"Ma Ron..."
"Abbiamo deciso, all'inizio della nostra relazione, che i pareri altrui non esistono"
"Sì, hai ragione...ma Ron..."
"Non mi importa di Ronald Weasley, a me interessa guardare i tuoi occhi felici e il tuo bel sorriso sereno, lo capisci?" le sussurrò all'orecchio tenendo lo sguardo fisso al suo per valutare la reazione.
Nell'esatto istante in cui Hermione metabolizzò ciò che le venne detto sorrise gioiosa.
"Non voltarti per darmi un bacio, fammi ancora guardare quanto siamo belli insieme"
Posò il mento sulla spalla della strega e piano le cinse la vita con le mani: mai si vide così bello come in quel momento, illuminato probabilmente dalla vera e semplice bellezza e felicità della ragazza.
"Oggi sei stranamente amabile e romantico"
"Lo sono?"
"Tremendamente sì, mi fai spavento, quasi"
Gli scappò una bassa e roca risata, appena accennata. Le labbra, ancora sorridenti, si mossero verso la mandibola di lei, il naso adunco sulla tempia e chiuse occhi, trasportato dal suo dolce profumo.
"Ora ho un assoluto bisogno di baciarti" pronunciò la Granger.
Egli aprì gli occhi e in un sospirò disse semplicemente "Ti amo, Hermione".
"Terribilmente" gli rispose.
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Annullamento -Snamione-
FanfictionPrimi anni 2000: Piton è vivo, Hermione anche. Si creerà qualcosa fra i due, dovete solo leggere cosa. Questa storia nasce senza pretese, nasce per essere una storia semplice e per allenare un po' la mia immaginazione arrugginita. Non ci saranno col...
