1 giugno 2003
Erano ormai dieci minuti che Hermione fissava il soffitto della camera da letto, coricata sulle lenzuola a fiori.
Aveva un tremendo mal di testa, con le tempie che le pulsavano forte: quello era l'inizio di una brutta giornata.
Aveva bevuto troppo Whisky la sera prima, per troppo si intendeva solo tre dita...sapeva di non reggere quell'alcol così forte, eppure l'aveva bevuto in compagnia di Severus.
Le immagini della sera precedente fecero capolinea nella propria mente: Severus, l'odore di Severus, le mani di Severus, la vicinanza tra il proprio corpo e quello di Severus...Severus, semplicemente.
Sì, era ormai completamente presa, folle di lui. Tuttavia, non solo era impegnata sentimentalmente, ma soprattutto non riusciva a spiegare il perché di tale attrazione verso quell'uomo: insomma, non avevano mica avuto conversazioni così profonde da reputarlo degno della propria attenzione? Sapeva, certo, che Piton fosse un mago oltremodo intelligente ed acculturato, ma non aveva avuto modo di accertarsi di queste sue qualità.
Se avesse dovuto lasciare Amanda, che più di una notte di piacere non riusciva a darle, tanto valeva interessarsi a qualcuno che la meritasse.
"Non puoi, Hermione, hai una fidanzata" le aveva detto la sera prima. Non l'aveva mai chiamata per nome, era la prima volta; la donna dovette ammetterlo: mai si era sentita chiamare in modo così sensuale da qualcuno. Mai. Fu Piton, il pipistrello dei sotterranei, a farlo.
Scese pigra dal letto con il pigiama di raso cipria; amava quella stoffa così pregiata e liscia.
Fu tentata dal cambiarsi, ma poi pensò che Piton fosse abituato a vederla in abiti da notte e non aveva alcun senso svestirsi.
Si avvicinò allo specchio: non aveva proprio un bell'aspetto quel giorno. Un accenno di occhiaie si intravedeva sotto agli occhi, la pelle era leggermente più pallida del solito e i capelli...quelli erano indomabili. Li legò malamente con un elastico sulla nuca e uscì dalla stanza per dirigersi in cucina.
Il coinquilino, con Godric in grembo, era seduto con le gambe accavallate sulla poltrona, che anni prima era stata del padre di Hermione, e contemplava la vista dalla finestra. Una mano sul mento ed una fra le orecchie del gatto.
La solita camicia di cotone bianco all'interno dei pantaloni neri. Solito.
Quell'immagine le parve come una scena di film a luci rosse che, a volte, Theodores le aveva fatto guardare.
"Quando hai finito di studiarmi puoi parlare" disse lentamente l'uomo, accorgendosi della ragazza.
"Noto che tu e il mio gatto avete stretto una bella amicizia" rispose ella, avvicinandosi lentamente.
Piton di scattò si voltò a guardarla.
"Dobbiamo parlare, lo sai, no?" gli chiese la Granger ormai a pochi passi da lui.
Il mago fece scendere il gatto sul pavimento e poi si alzò; raggiunse la libreria dietro alla poltrona e le diede le spalle.
La donna si prese alcuni istanti per ammirare le spalle larghe, la schiena e la vita stretta dell'uomo; poi scese giù...non aveva mai fatto caso al sedere di Piton, ma doveva ammettere che anche quella parte era niente male, anzi...complimenti!
"Non ho alcunché di cui parlare. Eri ubriaca, chiaramente instabile, e cercavi uno sfogo dopo la deludente cena data dalle scarse abilità cognitive di quella che definisci tua fidanzata" controbatté Severus ispezionando una serie di libri.
"Non ne vuoi parlare perché, solo al pensiero di ieri sera, dalle tue labbra potrebbero fuoriuscire dei gemiti?"
Lo sguardo dell'uomo la fulminò: uno di quegli sguardi che facevano tremare l'intera Hogwarts. Ghiaccio.
Lo vide raggiungerla immediatamente; l'indice puntato contro e il volto già vicino.
"Granger..." le sussurrò feroce.
"No, Severus, chiamami pure Hermione" lo provocò, immobile e con gli occhi fissi nei suoi.
"Ieri ho bevuto quel po' di Whisky per la prima volta dopo anni, è normale che fossi..."
"Decanti tanto il tuo autocontrollo e alla vista di un paio di gambe e un po' di alcol fai crollare la tua maschera da uomo impeccabile?"
Un lampo di brutale rabbia passò nelle iridi dell'uomo; si sentì spingere, ma non con violenza, contro lo stirpiate dell'arco che divideva il salotto dalla cucina. Ed ecco che in un attimo le posizioni del giorno precedenti si ristabilirono: Piton che incombeva su di lei con il corpo possente e lei, invece, contro il muro.
"Devi sempre sfidarmi, non è così, Granger? Per farmi perdere il controllo" le sibilò sulle labbra.
"Non pensi che magari io lo faccia proprio per questo?"
Per alcuni istanti si guardarono, si studiarono...immobili, come in una dimensione ultraterrena. Da soli, loro due.
Avvertì le dita affusolate dell'uomo stringerle i fianchi e i bacini combaciare perfettamente. Riusciva a sentirlo, completamente.
"È questo che vuoi, mh?" le sussurrò sul collo, che prese a baciare.
Hermione gli passò un braccio intorno al collo, mettendogli una mano nei capelli e spingendolo ancora di più verso di sé; il mago passò a lambire e baciare anche la pelle del petto, strappando i bottoni della casacca del pigiama.
"Severus..." sospirò inarcando la schiena.
Il tocco delle labbra fini dell'uomo era incandescente; mai qualcuno l'aveva baciata così.
Sentì la mano di Piton prenderle il seno sinistro, nudo, in una mano.
"Dimmelo: è questo che vuoi?" le domandò tornando all'altezza del viso. Gli occhi pieni di disedirio, le ciocche di capelli neri sul viso, le labbra rosse...non l'aveva mai visto così bello. Non che Piton fosse bello, Hermione sapeva che non rispecchiasse il prototipo di uomo attraente, ma aveva seduzione nei modi e le linea spigolose della figura gli donavano un fascino inspiegabile.
"Sì, è esattamente quello che voglio" rispose la Granger, appoggiando la fronte sulla sua.
"Non lo avrai, allora" mormorò ghignando egli, allontanandosi di un passo.
La strega assunse un'espressione interrogativa: quell'uomo era capace di farle provare quel sublime piacere e di allontanarsi subito dopo?
"Piton..." avvertì lei.
"Aggiusta la camicia, Granger"
"Mi hai davvero..." cercò di dire Hermione e di formulare una frase.
"Ti aspettavi che io ti prendessi su questo muro, Granger? Quanto devi essere insoddisfatta per desiderare un simile coito?"
"Non parlarmi come se io fossi una bisognosa di..."
"E perché non lo sei? Sono certo che se solo io ti toccasi con un dito, ti scioglieresti fra le mie mani come burro" le disse con tono ironico.
Quel dannato bastardo...come osava? E poi parlava proprio lui, anche lei aveva sentito che si era emozionato, pure tanto.
"Non solo io ho giovato di questo contatto, ammettilo"
Per tutta risposta, Piton, si drizzò a braccia conserte con lo sguardo che vagava sulla scollatura causata dal suo strappo.
Tante domande ora aleggiavano nella testa della ragazza: perché l'aveva fatto? Anche lui la desiderava? Beh questo era certo altrimenti...
"Cosa provi?" gli chiese a bruciapelo, senza minimamente pensarci.
Non le rispose; silenzioso si allontanò, raggiungendo le scale.
Questa volta non gliel'avrebbe fatta passare liscia. Hermione voleva delle risposta a quei comportamenti.
Corse a raggiungerlo, ancora rossa in viso, con ancora la casacca strappata e la lussuria negli occhi.
Lo prese per il polso sinistro, mentre era ancora di spalle.
"Dimmi cosa provi" pronunciò a voce bassa la Granger.
Severus si voltò lentamente e come sempre incatenò gli sguardi.
"Se ti dicessi che con te passerei più di una notte?" disse l'uomo in un roco sussurro.
Spazio Autrice
Salve a tutt* ragazz*!
Ecco il capitolo che desideravamo ardentemente tutti quanti: Piton che fa il tremendo!
Lo so che volete sempre di più, ma vi prego, placate gli ormoni.
Libera interpretazione per l'ultima frase...
Alla prossima, ciao!
P.s Sono felicissima che la storia stia piacendo a così tante persone. Vi adoro e grazie.
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Annullamento -Snamione-
FanfictionPrimi anni 2000: Piton è vivo, Hermione anche. Si creerà qualcosa fra i due, dovete solo leggere cosa. Questa storia nasce senza pretese, nasce per essere una storia semplice e per allenare un po' la mia immaginazione arrugginita. Non ci saranno col...
