Capitolo Quattordici

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14 maggio 2003

Erano le 3:00 PM e i due "coinquilini" avevano appena finito di pranzare insieme.
Piton stava leggendo in salotto "La Gazzetta del Profeta" per restare informato sugli avvenimenti nel Mondo Magico, ma, a quanto pareva, tutto taceva: il Ministro era ancora Shacklebolt, non si faceva altro che lodare il "sublime lavoro" della Preside McGranitt ed Harry Potter continuava ad essere menzionato in quasi ogni articolo. Il solito, insomma.
"Non si sa niente sulle aule di Tribunale?" chiese la Granger uscendo dalla cucina asciugandosi le mani con uno straccio.
Severus la osservò: la trovò bella per la prima volta; una bellezza semplice e casta. Nulla a che vedere con Narcissa o Bellatrix.
La ragazza aveva appena finito di lavare le stoviglie del pranzo; aveva i capelli legati morbidamente sulla nuca ed alcune ciocche le incorniciavano il viso; indossava un pantalone nero a zampa ed un cardigan beige in maglia leggero, che le lasciava le clavicole scoperte. I piedi scalzi. Non riusciva a capacitarsi di come quella donna fosse perennemente scalza in casa, era assurdo ed egli non se ne faceva una ragione. Magari, si disse, per non sporcare.
Si focalizzò ancora sulla figura femminile: era fine ed elegante, ogni suo gesto era dettato dalla grazia e dalla gentilezza.
La Granger era una donna sicuramente amabile, ma quando si adirava non ce n'era per alcuno.
"Allora? Del Tribunale?" gli chiese ancora ella sedendosi di fronte sul divano.
"No, ancora niente. Solo stupidaggini, come gli ultimi risultati del Quidditch"
Hermione sospirò e scosse la testa, poi gli disse "Io non capisco: centinaia, se non un migliaia, di maghi lavorano al Ministero ed è ancora tutto fermo"
"Granger, mi meraviglio di come la tua acuta mente non l'abbia capito" pronunciò lentamente alzando un sopracciglio e ghignando, mentre incrociava i suoi occhi.
"Cosa?"
Piton si avvicinò con il busto nella sua direzione e sussurrò "Non vogliono processarmi"
"Cosa?" domandò a bocca aperta la ragazza con le braccia conserte, corrucciando le sopracciglia.
"È l'unica spiegazione valida! Insomma, se avessero voluto liberarmi l'avrebbero già fatto, non trovi? Penso, modestamente, che alcuni siano ancora molti indecisi sulla mia liberazione"
"E perché mai?"
"Perché mi porta sulla coscienza forse non meno di venti reati gravi?"
"Sì, ma..." Hermione venne interrotta dal campanello. "Aspetta, vengo subito"
La ragazza si alzò dal divano e arrivò alla porta.
"Signora Jolpet, salve"
"Salve cara"
"Le serve qualcosa in particolare?"
Severus, sentendo la conversazione dal salotto, non riuscì a capire bene cosa la Jolpet, ovvero la vecchia vicina di casa di Hermione, avesse detto.
"Non si preoccupi signora, davvero. È tutto okay" sentì dire dalla Granger.
Ancora parole incomprensibili dall'anziana.
"E va bene: se avrò dei problemi con lui chiamerò prima lei, signora, e poi la polizia...no, non si preoccupi non è un narcotrafficante...no, porta i capelli lunghi non perché viene dalla giungla...niente paura, okay? Arrivederci"
L'uomo sentì la porta chiudersi e poi i passi della strega raggiungere il salotto.
La ragazza si appoggiò allo strepite dell'arco che divideva ingresso e soggiorno; sorrideva apertamente con le braccia conserte.
"Perché ridi, Granger? La tua vicina crede che tu condivida la casa con un narcotrafficante che proviene dalla giungla e tu ridi?" chiese ironico.
"Non pensi che dovremmo tagliarli un po' i capelli?"
"No! Perché mai? Li porto così da forse quarant'anni!"
"Non dico di farli corti, per l'amor di Merlino!" esclamò ella con ancora il sorriso stampato in faccia. Gli si avvicinò e si posizionò dietro di lui "Solo che sono arrivati oltre le spalle...precisamente qui" disse Hermione poggiandogli un dito sulla schiena proprio dove la lunghezza dei capelli terminava.
Piton doveva ammettere che così lunghi non li aveva mai portati e forse uno taglio doveva avvenire.

Severus si trovava davanti allo specchio del bagno al piano di sopra, con i capelli bagnati; dietro di lui Hermione con in mano le forbici.
"Perché non puoi usare la magia per tagliarli, Granger?"
L'uomo la guardava male: quella ragazza si sta prendendo un po' troppe confidenze.
"Rilassati Piton. Te l'ho già detto: non sono molto pratica con la magia di quel tipo" affermò calma prendendogli il viso fra le mani "Stai fermo così e non muovere la testa".
Il mago indurì i lineamenti contraendo forte la mascella.
La donna, probabilmente accorgendosene, gli carezzò piano la guancia e sussurrò "Rilassati. Non ti faccio nulla"
"Il problema sono le forbici, Granger"
"Alcun problema! Almeno i capelli sono tutti della stessa lunghezza e sarà più facile"
Hermione iniziò a pettinare delicatamente i capelli e, quando tutti furono perfettamente dritti, tagliò.
Piton sentiva il respiro della Granger sul collo: non era una brutta sensazione, anzi.
Si lasciava carezzare da quel respiro lento ed umido che batteva prepotente sulla pelle ancora sensibile del morso di Nagini. Era piacevolissimo e quasi fu tentato dal chiudere gli occhi.
Voleva guardarla ed, infatti, si voltò piano.
"No. Non voltarti" lo richiamò ella mettendogli due dita sullo zigomo "Tranquillo, sta procedendo bene. Altezza fino alle spalle, giusto?"
L'uomo non rispose e si limitò a fissarla con la coda nell'occhio: Hermione stava sorridendo.
"Perché ridi?"
"Chi avrebbe mai detto che sarei arrivata a tagliare i capelli al professore più temuto di Hogwarts?"
Ancora una volta Piton non rispose.
Alzò lo sguardo verso lo specchio: potevano sembrare una coppia felice durante i primi mesi di amore. Quel pensiero bastò a portare le mani a contorcersi.
"Pensi di tornare ad insegnare?" chiese improvvisamente la Granger mentre operava con una faccia seria e concentrata.
"Se non tornerò a fare quello, cosa mai potrei fare?"
"Beh, sicuramente potresti lavorare al Ministero. Tutti gli eroi di guerra sono stati smistati in diversi settori ed ora ricoprono cariche abbastanza alte. Certo, non fanno alcunché dalla mattina alla sera, ma almeno vengono pagati più che dignitosamente"
"Ti sembro uno di quei nullafacenti io, Granger?" chiese offeso.
"No! No Severus, non intendevo..." si scusò la strega fermando il lavoro e fissandolo negli occhi attraverso lo specchio.
"Continua" la invitò egli.
Sentì distintamente il palmo caldo di lei sulla nuca e le dita che stringevano delicatamente il collo. L'indice quasi sfiorava la cicatrice. Serrò le labbra: non poteva essere in balia di un qualsiasi tocco di quella ragazza.
Capiva che il proprio corpo avesse certi bisogni, ma ci sarebbe stato modo. Ora non poteva emozionarsi al colore emanato dalla Granger.
"A che stai?"
Hermione cacciò la punta della lingua fuori dalle labbra e velocemente le inumidì, poi rispose "Più della metà. Sta venendo molto bene".
La mano sulla nuca si spostò più verso sinistra ed ora il pollice premeva delicatamente sulla pelle fra l'orecchio e l'attaccatura dei capelli. Il punto più sensibile di Piton; l'uomo aveva sempre pensato che quella zona del suo corpo era diversa dalle altre: una carezza lì e si rilassava oltremodo.
Si voltò subito verso la ragazza "Granger..."
"Cosa c'è? Ti ho fatto male?" gli chiese preoccupata.
"No, ma evita di toccarmi quella zona della testa"
Hermione gli rivolse un sorriso, ma immediatamente trascinò la mano sulla spalla.
Vide l'ultima ciocca di capelli essere tagliata e la Granger posò le forbici.
"Ecco. Ora ti prendo lo specchio"
Piton si guardò intorno e notò quanto avesse tagliato.
"Guarda" indicò Hermione.
L'uomo scrutò attentamente il lavoro: sì, sembrava fatto bene per esser stato eseguito da qualcuno non del mestiere.
"Dud punti a Grifondoro" disse guardandola.
"Cosa? Solo due!" esclamò ridendo ella.
"Cosa ti aspettavi?" chiese ironico Piton
Con uno schiocco di dita della Granger il mago si ritrovò i capelli completamente asciutti.
"E va bene...tre punti a Grifondoro!"
Sentì Hermione ridere e un piccolo colpetto alla spalla.
"Metti giù le mani, Granger. I punti passano a zero!" le disse con un tono divertito.

Spazio Autrice
Salve a tutt* ragazz*!
Ebbene: il capitolo più "sentimentale" fino ad ora...il capitolo atteso si avvicina.
Il punto di vista di Piton è sempre un po' più bello, lo so. Piace a tutt* vederlo nella sua umanità, con i suoi pensieri e le sue considerazione.
Come sempre fatemi sapere se vi è piaciuto.
Alla prossima, ciao!

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