27 maggio 2003
Avevano appena finito di pranzare; Hermione si era alzata dal tavolo e cominciò a sparecchiare mentre Piton sedeva a quello che ormai considerava il suo posto.
L'uomo non riuscì a fare a meno di guardare la ragazza ad un palmo da lui.
Due ciocche di capelli, dalle tempie, erano unite con una fermaglio dietro la testa; una maglietta a gialla con lo scollo a barca e dei pantaloni larghi in lino nero. Lo aveva ammesso a se stesso: trovava la Granger bella, bellissima, anzi.
La strega prese fra le mani il bicchieri e le posate; Severus non aveva alzato un dito da quando era in quella casa e questo gli portava alla mente le spiacevoli immagini di sua madre, schiava del marito padrone.
Era un pensiero stupido e se ne rendaba conto, ma la figura di Hermione che si piegava sul tavolo per prendere i piatti sporchi gli fece provare un certo fastidio.
"Granger lascia, li porto io al lavandino" le disse calmo alzandosi dalla sedia.
"No, sono solo due piatti. Non ce n'è bisogno, davvero"
"Spostati, prima che ci ripensi"
Il mago prese i bicchieri che Hermione aveva già fra le mani e la guardò attentamente negli occhi. Una luce diversa inondava le iridi della giovane.
"A cosa devo questo cambiamento, Severus?"
"Non sei il mio elfo domestico"
"Una settimana fa e quella prima ancora lo ero?" gli chiese sorridendo ironicamente.
Quella domanda, posta così scherzosamente, lo lasciò spiazzato: racchiudeva appieno l'evoluzione del loro strano rapporto.
Dopo una settimana dall'ultima discussione, qualcosa cambiò. Egli stesso capì che lui lì era l'ospite e quella donna non era più la studentessa altezzosa di un tempo, era qualcuno che gli porgeva la mano e l'intero braccio, forse. Non poteva continuare a fare i propri comodi, prendendosi gioco di lei, dei suoi sentimenti e delle sue labbra...
Certo, l'uomo continuava ad essere distaccato e burbero, ma almeno era al limite del civile.
Piton si diresse al lavabo della cucina e vi mise le stoviglie sporche.
"Perché non usi la magia per lavarle?" chiese egli.
"Perché mai dovrei usare la magia per azioni così stupide, quali lavare due piatti?"
"Perché sei una strega e le streghe lo fa..."
"Sono una strega nata babbana, delle volte le mie origini mi mancano" gli disse con ancora quel radioso sorriso, poi avvicinò al rubinetto e girò la maniglia dell'acqua.
Severus si appoggiò con fianco al bancone, le braccia conserte e il volto verso di lei, intenta a strofinare la spugna sui piatti.
"Cosa c'è?" domandò la ragazza con ancora il sorriso sulle labbra.
"Mia madre voleva che le facessi compagnia in cucina, o quella che si avvicinava ad una cucina, quando lavava i piatti. Sempre se Tobias non fosse in casa, ovviamente"
"Non lo chiami..."
"Perché mai dovrei chiamarlo "padre"? Non lo è stato" pronunciò Piton duro, forse fin troppo.
"Quindi eri legato molto a tua madre, eh"
"Era una donna sicuramente molto intelligente, ma non acculturata quanto meritasse. Lui le distrusse tutto: libri, bacchetta, ricordi...la vita.
Tobias morì, per quella che i babbani chiamano "cirrosi epatica""
Quel caldo di quasi inizio estate gli faceva venire una forte emicrania; era sempre stato abituati alle temperature dei sotterranei ad Hogwarts e trovarsi su quella poltrona, colpita dal sole, non era il massimo.
La Granger era sdraiata sul divano con un libretto fra le mani: una gamba piegata e una distesa, con quella blusa che lasciava scoperto un lembo di pelle sopra all'elastico dei pantaloni, il collo e le spalle scoperte...anche quella visione non aiutava alla temperatura calda.
La ragazza alzò lo sguardò dalle pagine, ora lo fissava.
"Non leggi? Avevi detto che sarebbe stata un a giornata dedicata a quell'opera mediocre della mia libreria" pronunciò ella indicando il libro che l'uomo aveva sulle gambe.
"Penso sia una lettura così poco interessante da non meritare la mia attenzione"
"Magari dedichi la tua attenzione a qualcos'altro?" chiese suadente Hermione.
Aveva detto che non l'avrebbe più punzecchiato e ora si rivolgeva a lui con quel tono di voce?
"Sì" sibilò "Mi chiedevo cosa fosse quello schermo nero" chiese il mago indicando l'oggetto sul camino.
"Quella è un piccolo televisore. Non la uso mai, lo ammetto"
"Un televisore? Non avevano uno spessore maggiore?"
A casa di Lily, quando erano adolescenti, ne aveva visto uno, ma era molto più grande.
"Beh è certo, questo è uno dei primi modelli a plasma, siamo pur sempre nel 2003!"
Piton vide la donna alzarsi e dirigersi verso la libreria alle spalle, ritornò dopo pochi minuti con in mano una fotografia.
"Ecco, forse ti riferisci ad una di queste" gli disse porgendogli l'immagine.
Era una foto a colori, non magica: una piccola Hermione sorrideva con un dente mancante; alle sue spalle un televisore simile a quello di Lily.
Avvertì il bracciolo del divano piegarsi sotto il peso della ragazza, il profumo delicato di quest'ultima gli arrivò alle narici. Si era seduta accanto a lui.
"È datata 1985, avevo cinque anni e questo -passò l'indice sulla sagoma del televisore raffigurato- è quello a cui ti riferisci. I miei genitori lo avevano ancora così"
"È una foto non magica" affermò lui.
"Beh sì, i miei non sapevano che esistesse la magia ed io, come ben puoi vedere, adoravo quando mi scattavano le foto"
L'uomo fu tentato dal sorridere a quella dolce immagine. Tirò su un angolo della bocca.
"Tu non hai foto di quando eri piccolo?" gli chiese con naturalezza la Granger.
Alzò il capo e scoprì lo sguardo di lei già a fissarlo; era vicinissima e sentiva distintamente il respiro dell'altra.
Fece slittare gli occhi sulle labbra rosee della strega; si ritrovò a volerle baciare.
"Meglio che io vada a fare un bagno" sussurrò ella, mettendogli una mano sulla spalla, si alzò e scomparve oltre il salotto.
Maledetti istinti primordiali!
Spazio Autrice
Salve a tutt* ragazz*!
Capitolo lento e pure noioso, oggi! È un capitolo di collegamento, ovviamente, serve solo per una certa coerenza per i sentimenti dei personaggi.
Alla prossima, ciao!
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Annullamento -Snamione-
FanfictionPrimi anni 2000: Piton è vivo, Hermione anche. Si creerà qualcosa fra i due, dovete solo leggere cosa. Questa storia nasce senza pretese, nasce per essere una storia semplice e per allenare un po' la mia immaginazione arrugginita. Non ci saranno col...
