Capitolo Due

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20 aprile 2003.

Dopo quel maledetto turno di mattina, in cui scoprì che Piton finalmente si era svegliato, Hermione si dedicò a se stessa.
La Granger viveva in un quartiere di Londra elegante e pittoresco: Chiswick. Il suo appartamento era piccolo (e quanto costava!) e sviluppato su due piani.
Peccato non avere la vista sullo splendido Tamigi.
La ragazza tornò quindi a casa e per prima cosa diede da mangiare al suo piccolo Godric, uno British Shorthair grigio, di appena un anno; Grattastinchi era ormai morto da un paio di anni, a causa dell'obesità probabilmente.
Dopo essersi dedicata al suo cucciolo si recò, senza neanche mangiare, alla vasca: aveva bisogno di un bel bagno caldo e di tante candele profumate.

Hermione, ormai a mollo da almeno quaranta minuti, non riusciva a non pensare a Piton: come poteva un uomo vivere sapendo di essersi perso 5 anni del mondo? Di certo quel lasso di tempo per la vita media di un mago era niente, ma quante cose erano successe in quegli anni?
Piton stesso era ormai acclamato da tutti, il Male era stato debellato, Hogwarts era stata ricostruita...
Hermione si ritrovò a pensare che, sì, era dannatamente difficile ritornare alla normalità.
Allungò il braccio e cercò il calice di vino bianco che aveva messo a terra. Adorava lasciarsi trasportare dal succo d'uva fermentato mentre era immersa nell'acqua calda.
Mentre beveva si accorse che Godric era entrato in bagno e la guardava attentamente con i suoi grandi occhi gialli.
"Godric, amore, quante volte devo dirti che mentre sono in bagno non devi entrare? Rischi di bagnarti"
Ebbe come risposta un dolce meow.

Preparò una zuppa di zucca e stava tranquillamente per iniziare a mangiare quando venne interrotta da un rumore alla finestra: un gufo con una lettera.
Il Mondo Magico, dopo la Guerra, riuscì ad attenersi alle "nuove tecnologie", quali l'elettricità: infatti le candele furono abolite perché ritenute troppo pericolose. Alcuni oggetti però, come i cellulari e quindi gli SMS, erano ancora visti come delle vere diavolerie babbane e si continuava a comunicare tramite i gufi.
La lettera, che era in realtà un piccolo messaggio, era di Harry e recitava così:

Ciao Hermione,
ho saputo di Piton. Andrò a trovarlo oggi stesso appena riesco a liberarmi di questo dannato Signor Felligan che continua a chiamarmi per un'ispezione: pensa ci sia una sanguisuga immaginaria e stregata a casa sua.
Ginny mi accompagnerà oggi in ospedale, Ron deve ancora decidere, ma sai quanto non veda di buon occhio il professore.
Ricorda che la cena di questa settimana è a casa tua stasera, alle ore 8:00 PM, cibo cinese.
Non addormentarti come l'ultima volta.
Harry.

Adorava così tanto i suoi amici: non si erano persi di vista durante tutti quegli anni, anzi. Organizzavano almeno una volta a settimana un pranzo o una cena insieme per mantenere costante il rapporto ed ogni settimana il luogo dell'incontro cambiava.
Harry e Ginny, che si era completamente dedicata al Quidditch, ormai convivevano in un piccolo appartamento a Brentford, anche se cercavano di mettere su famiglia*.
Ron...beh Ron era un Auror e continuava a vivere con i genitori.
Subito dopo la fine della guerra Hermione capì ben presto che Ron non potesse affatto essere quello che lei si aspettava per se stessa; fu difficile troncare un rapporto di quasi un anno, ma fortunatamente ritornò quasi tutto come prima. Certo, c'era ancora un po' imbarazzo fra di loro, ma niente di più.
La Granger, dal canto suo, non aveva più avuto delle relazioni, solo incontri o appuntamenti occasionali.
In quel momento, per esempio, usciva con una persona che le piaceva, ma non riusciva a trasportarla del tutto.
Si riteneva troppo esigente Hermione; cercava l'amore vero, proprio come una ragazzina e lo ammetteva.
Perché donarsi a qualcuno che non riusciva a farle tremare l'anima ed il corpo?
La sua attenzione ritorno alla zuppa ormai fredda ed andò a riscaldarla.

Ore 7:45 PM.
Come suo solito si era addormentata con un libro in faccia: quei dannati turni mattutini!
Venne svegliata dal campanello. Balzò dal letto e pensò per un secondo a chi potesse essere a quell'ora...ma certo, i suoi amici!
Corse alla porta e vide attraverso lo spioncino: Ron e...basta. Solo Ron.
Era raro che andasse da solo a trovarla, era sempre in soggezione quando erano soli. Decise di aprire la porta.
"Ron!" esclamò facendogli un gran sorriso.
"Hey 'Mione. Come stai?" le chiese imbarazzato diventando rosso come i propri capelli.
"Entra; Harry e Ginny ancora devono arrivare, ma sarà questione di minuti. Tutto bene, grazie, sono solo stanca"
Il rosso si avvio verso il salotto e si sedette, cercando di essere il più disinvolto possibile risultando solo goffo.
"Non hai voluto accompagnarli da Piton?" gli chiese la ragazza prendendo due calici e del vino.
"No, sai quanto sia tenebroso quell'uomo; immagina dopo 5 anni di coma come sia diventato. Sai che, nonostante la verità, io sospetto di lui comunque" le disse accigliato paonazzo in volto.
Hermione gli porse il calice, che venne accettato, e poi affermò: "Ron so bene che non vedi tanto di buon occhio Piton, ma hai visto anche tu quello che ha fatto per tutti noi. Come puoi solo..."
"E se quello che ci ha fatto vedere siano solo ricordi costruiti da egli stesso? Insomma, sappiamo tutti che ne sarebbe stato capace"
Delle volte quel ragazzo sapeva essere un vero imbecille.
"Perché mai inventare dei ricordi, costruirne così tanti, per poi morire da traditore? Se avesse voluto essere acclamato e assolto dai suoi reati avrebbe dovuto mostrarli molto prima e non quando sapeva che la morte era certa"
Ron rimase a bocca aperta: ovviamente non aveva pensato a questo particolare.
Finalmente bussarono alla porta Ginny ed Harry.

La serata filò liscia come sempre; Hermione aveva sempre amato avere intorno i suoi compagni, avere una così genuina e fresca amicizia. La spensieratezza che durante la guerra avevano perso, fortunatamente, ritornò ad unirli e non potevano essere più felici di quello.
Severus Piton non venne nominato; magari Harry voleva parlarle a quattr'occhi.
"Ragazzi inizio a sparecchiare, iniziate ad andare in salotto. Un colpo di bacchetta e sarò da voi" annunciò la padrona di casa con un sorriso.
"Ti aiuto, Herm" le disse Harry, lanciando un'occhiata a Ginny e quest'ultima si affrettò a dire "Allora Ron ed io andiamo a scegliere il gioco da tavola di stasera. Andiamo".
Il ragazzo con gli occhiali ai accertò che gli altri due fossero andati via dalla stanza ed iniziò a parlare.
"Hermione ho parlato con Severus"
"Ebbene Harry? Ti vedo turbato, ti ha detto qualcosa?"
"No, sono stato io a dirgli che dobbiamo iniziare subito le pratiche per l'assoluzione dei reati"
"Scusami, Harry, ma questo non è un percorso che tu hai già cominciato anni fa? Il Ministro aveva ritenuto innocente Piton o mi sbaglio?" gli domandò la ragazza appoggiandosi al mobile della cucina incrociando le braccia e inarcando le sopracciglia.
"No, non ti sbagli affatto. Il problema è che il professore, essendo in coma, non ha mai firmato e non ci è mai stato un vero processo"
"Ma il tribunale del Ministero non può svolgere processi ora; stanno ancora sistemando le faccende burocratiche dei Mangiamorte di 5 anni fa!"
"Esatto, Hermione, esatto..." sospirò Harry massaggiandosi le tempie.
"Quindi Piton sarà in stato di fermo prima del processo" finì la Granger.

*vi ricordo che il primo figlio di Harry e Ginny nasce nel 2004 e la storia è ambientata nel 2003.

Spazio Autrice
Salve a tutt* ragazz*!
Nuovo capitolo e tantissime informazioni.
Mi sono dilungata un bel po' sulle notizie riguardanti la vita di Hermione, l'attuale condizioni del Mondo Magico...spero vivamente di non aver esagerato e di non aver impesantito il tutto.
Spero tanto che il capitolo vi sia piaciuto, ciao!

P.s Stavo aspettando di avere più visualizzazioni, ma sono troppo emozionata di farvi leggere questa storia, che nella mia mente è spettacolare ma nella realtà...

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