19 maggio 2003
Hermione stava seduta a tavola, scrivendo una lettera che avrebbe mandato ad Harry. Aveva un assoluto bisogno dell'amico e di Ginny; ormai Ron neanche lo scomodava, quest'ultimo era stato categorico nella sua stupidità: non voleva in alcun modo incontrare Piton.
Non poteva spiegare quello che era successo ai suoi due amici per lettera, li avrebbe invitati per un tè quel pomeriggio stesso, se loro avessero potuto.
La penna stilografica grattava sulla pergamena ingiallita; la ragazza scriveva velocemente, non c'era bisogno di troppi fronzoli: quei due la conoscevano abbastanza da capire che qualcosa non andava con il coinquilino.
Alzò per un attimo lo sguardo per riflettere su quale termine utilizzare per non descrivere l'ex-professore come un mostro, e vide la figura vestita completamente di nero, di spalle, intenta a prendere dell'acqua.
Quasi non cadde dalla sedia, la strega.
"Piton! Quante volte devo dirtelo di avvisare quando sei nei paraggi...mi farai prendere un colpo"
L'uomo si voltò: il bicchiere a mezz'aria e il solito sopracciglio alzato.
Hermione venne completamente ignorata, dopo quell'occhiata. Severus, infatti, si diresse verso l'uscita della stanza.
"Piton" lo richiamò.
Nessuna risposta.
"Piton!" urlò quasi.
Non era solita urlare, anzi, lo odiava, ma quando i nervi non c'è la facevano più...
Si alzò di scattò dalla siede e uscì velocemente dalla cucina.
Lo trovò sulle scale, che continuava dirigersi alla stanza da letto.
Gli andò in contro e furono entrambi sul pianerottolo quando riuscì a fermarlo. Egli, con la mano sul pomello della porta, ella con la mano sul braccio dell'altro.
"Ti prego, Severus, ti prego. Se non ne parleremo impazzirò"
Il mago si voltò verso di lei e poi verso la sua mano "Se tieni a bada le mani e soprattutto la lingua, potrei degnarti della mia parola...pensi di riuscirci? Comincia a togliere la mano da lì"
Si ritrovarono nel salotto, ancora una volta.
Piton seduto in piedi, vicino al camino spento, Hermione seduta sul divano.
"Allora, Granger? Io aspetto"
La ragazza sospirò; dovette raccogliere il pieno autocontrollo in quel momento.
"Voglio sapere il perché di quei baci, Piton"
L'uomo la guardò serio: il solco tra le sopracciglia si fece ancora più profondo.
"Io non ho mai baciato qualcuno così...qualcuno che non mi interessasse, ecco" confessò la Granger.
"Siamo sentimentali" sibilò Piton.
"Fra i due sei tu il sentimentale; non sono io ad aver amato la stessa donna per trent'anni"
Vide gli occhi dell'uomo di fronte spalancarsi e con una brusca falcata la raggiunse.
Aveva esagerato. Hermione aveva davvero esagerato, questa volta.
La figura scura dell'uomo si piegò verso di lei. Ancora quella vicinanza così pericolosa e piacevole al tempo stesso.
Il volto maschile fu ad un centimetro dal suo: gli occhi neri erano animati da rabbiose fiamme.
"Non osare parlare di ciò che non conosci, sciocca" le sussurrò con una lentezza estenuante sulle labbra.
"Non volevo..."
"Non volevi, non volevi...questa frase mi ronza intorno come una mosca fastidiosa"
"Dimmi perché allora. Dimmi perché mi hai baciata, dimmi, ti prego, cosa provi per me!"
"Devo ammetterlo, Granger" disse elevandosi e voltandosi di spalle, continuò "Pensavo che mettendoti la lingua nella bocca sarei riuscito a portarti a letto, così da sfogarmi un po'. A quanto pare sei una di quelle donne scioccamente riservate, vero?"
Hermione sentì il cuore battere forte: quell'uomo, riconosciuto come l'eroe romantico del Mondo Magico, si esprimeva in quel modo barbaro e superficiale. Come poteva?
Restò zitta, ferma e lo vide voltarsi ancora e perforarle la faccia con quello sguardo ardente.
"Una di quelle donne che crede nell'amore, nella prima volta, nel primo bacio e nel primo fidanzatino, non è così? Potrei vomitare"
"Cosa hai dentro per dire certe cose, Piton? Cos'hai dentro?" gli chiese lei, alzandosi e raggiungendolo.
"Ho anni di dolore che tu non potrai provare neanche in dieci vite, Granger"
"Allora parlami: confessa ciò che ti tormenta, caccia fuori il tuo dolore...posso aiutarti se solo tu vuoi"
"Non ho bisogno di nessuno, men che meno di una bambina come te"
La ragazza piano si avvicinò e gli carezzò dolcemente la mano.
Pensava che la dolcezza e la gentilezza fossero gli unici modi di far calmare ed avvicinare le persone così difficili.
L'uomo ritirò la mano di scatto, quasi spaventato.
"È così: nessuno ti ha mai accarezzato, nessuno ti ha mai preso la mano, nessuno ti ha mai abbracciato rassicurandoti. Sei stato circondato da mostri. Ti senti in dovere di essere uno di loro, un senza cuore, qualcuno che non può meritarsi la felicità. Severus, non è così.
Quello che voglio farti capire è che tu sei un uomo come tutti e che dentro ci sono ancora dei sentimenti, non per forza riconducibili solo al malato amore per Lily.
Qui -poggiò piano una mano sul suo petto- c'è un uomo che cerca di uscire fuori con dei momenti che, tu magari definisci di debolezza, ma che sono di pura umanità.
Se parli così come hai fatto prima, con quelle orribili parole, allora non solo ferirai me, ma ferirai anche i tuoi sentimenti sepolti sotto questi cumulo di rabbia e frustrazione"
Eccolo nudo come mai l'aveva visto; alcuna maschera di indifferenza a coprirgli il viso, le labbra socchiuse e i capelli lisci ai lati del viso.
"Non posso continuare a vivere con un uomo che mi fa impazzire i sensi, che mi bacia prima dolcemente e poi con tutta la rabbia di cui è capace, affermando che quello scambio di saliva sia stato niente. Che prima piange nelle mie mani e poi mi confessa di volermi portare a letto...non posso, Piton.
Prendi una decisione: vuoi comportarti da uomo o continuare ad essere così insensibile?
Non pensare che solo tu abbia provato quelle cose; tutti noi abbiamo perso qualcuno e tutti noi abbiamo i nostri dolori, ma ciò non ci fa alzare barriere come le tue e non ci rende autorizzati ad insultare tutti come fai tu.
Te lo prometto, Severus: quello che è successo nei giorni passati non accadrà più se tu non vuoi e se ti fa sentire a disagio".
Piton era ancora immobile, non parlava, nessun suono fuoriusciva dalle sue labbra.
Scorgeva forse gratitudine dagli occhi dell'uomo?
"Scusami" sussurrò egli infine.
Spazio Autrice
Salve a tutt* ragazz*.
Nel capitolo delicato, direi.
Parole forse superficiali per voi, ma vi consiglierei da dare a tutti i discorsi di Hermione un certo peso. Saranno proprio queste parole a cambiare il nostro amato Severus nei prossimi capitolo.
Alla prossima, ciao!
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Annullamento -Snamione-
FanfictionPrimi anni 2000: Piton è vivo, Hermione anche. Si creerà qualcosa fra i due, dovete solo leggere cosa. Questa storia nasce senza pretese, nasce per essere una storia semplice e per allenare un po' la mia immaginazione arrugginita. Non ci saranno col...
