Speciale Natalizio - Capitolo Sei

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24 dicembre 2003

"Siamo in ritardo!" gli urlò Hermione dal bagno; si voltò verso la sveglia sul comodino e in effetti furono in ritardo di mezz'ora, sbuffò e poi continuò a guardarsi allo specchio: non era diverso dal solito, ma Hermione lo obbligò ad indossare anche quella cravatta demoniaca che gli stringeva il collo. Si passò una mano nei capelli e si chiese se dovesse tagliarli, la lunghezza arrivò ad oltrepassare le spalle e li vide alquanto disordinati e decise di spazzolarli; entrò in bagno la vide ancora in intimo, davanti allo specchio per truccarsi.
"Sei ancora in intimo, Hermione!" tuonò infastidito, guardandola. La lingerie era in pizzo nero e sapeva che fosse destinata al loro rientro.
"Ho quasi finito, devo solo infilare il vestito" gli disse distrattamente intenta a passarsi del colore beige sugli occhi.
"Devo spazzolare i capelli, mi hai dato fretta per asciugarli inutilmente"
"Da quando ti preoccupi per i tuoi capelli?" lo guardò sorridendo lei.
"Smettila" disse fra i denti per poi aprire il cassetto sotto al lavandino e prende la sua spazzola.
"Posso farlo io?"
"Ritorna a fare ciò che stavi facendo prima e smettila di ridere di me"
Iniziò a passare la spazzola lentamente, così come la strega gli insegnò tempo addietro; cercò di rendere i ciuffi ai lati del voltò leggermente ondulati.
"In ghingheri" sentì mormorare dalla strega.
"Hai speso tanto per il tuo intimo, Granger, e sicuramente non vorrai che questo fosse brutalmente strappato stasera, vero?" le chiese avvicinandosi alle sue labbra.
"Se solo..."
Non le fece terminare la frase che le assestò uno schiaffo sulla natica.
"Severus!" lo riproverò.
"Spazzola tu che già sento l'ira crescere ogni secondo di più, sbrigati" pronunciò stizzito allungandole l'oggetto.
Sentì una risata fuoriuscire dalle morbide labbra e a lui stesso scappò un leggero sorriso. Non riuscì a vederla dallo specchio, considerato che fosse posizionata dietro la schiena dell'uomo e considerata la notevole differenza.
"Dovremmo tagliarli" le comunicò egli.
"Dovremmo, sono cresciuti un bel po'"
Dopo poco la strega posò la spazzola sul lavabo e lo guardò mettendosi al suo fianco.
"Sei bello" si complimentò lei, guardandolo con occhi sognanti.
Alzò gli occhi al cielo: ovviamente quella fu un idiozia...seppe sempre di non essere bello, mai lo fu o si sforzò di esserlo, semplicemente non gli importava. Qualche prostituta e qualche Mangiamorte gli disse che fosse dotato del "fascino tenebroso", non ci credete mai.
"Muoviti Granger o quella marea di Weasley finiranno l'intera cena e non cucinerò per te a mezzanotte!"
"Posso darti un bacio?" gli chiese con un sorriso.
Nel corso del tempo glielo chiese spesso, sempre inaspettatamente, e ogni volta a lui non poté fare a meno di ammorbidire i muscoli facciali: trovò quella richiesta così intima e forse quasi infantile, gli scaldò il cuore.
Prima che potesse fare o dire qualcosa, si ritrovò le braccia di Hermione avvolte intorno al busto e la faccia allungata verso la propria. Piano si avvicinò e appoggiò le labbra su quelle di lei.
"Amo questo fra noi, questi nostri momenti così caldi e personali" affermò lei.
Le carezzò i capelli mossi dolcemente e le incastrò una ciocca dietro l'orecchio: in quel momento sentì la solita sensazione vibrante espandersi nel petto. Per l'ennesima volta fu sicuro di amarla.
"Ora muoviamoci"

Aspettò nel salotto, seduto in poltrona, continuando a leggere il libro al quale si dedicò nei giorni precedenti. Diede uno sguardo all'orologio da polso, le 8...in ritardo di un'ora.
Sentì i passi di Hermione e la intravide dalle scale, si alzò e le andò in contro pronto per rimproverarle il ritardo, ma poi la vide in quel tubino smeraldo con lo scollo a barca e le maniche fino al gomito e definitivamente decise di non pensare all'orario. Al collo nulla, solo degli orecchini argentati è un sottile anello in argento al medio sinistro. Semplice, elegante e dannatamente sensuale.
"Ti piace?" gli chiese la strega, guardandolo, con un tremolio nella voce.
Si prese alcuni secondi per osservarla: il leggero trucco sugli occhi e sulle labbra quello che riconobbe come rossetto, di un delizioso colore naturale. Non riuscì a credere di averla accanto e non solo perché fosse terribilmente bella, ma semplicemente perché fosse Hermione.
"Sei davvero uno splendore" pronunciò fermo, guardandola negli occhi.
Ella gli sorrise apertamente e gli si avvicinò "Anche tu sei bellissimo con questa camicia bianca, in questi bei pantaloni neri..."
"Non diverso dal solito, Hermione"
"Sì, ma ora metterai la giacca e poi questa cravatta...sei erotico in modo spaventoso"
La guardò scettico: si chiese se fosse seria.
"Non scherzare con me" le sussurrò piano.
"Vorrei donarti i miei occhi affinché tu possa a guardarti così come ti guardo io, Severus...ma forse non potrei mai rinunciare ai tuoi occhi ossidiana"
Non fu stupito dalle parole di Hermione, questa era solita dirgli esattamente cosa pensasse, senza nessuna vergogna o timidezza. Piton non fu mai un narcisista, come magari lo fu Lucius Malfoy, ma il suo ego crebbe notevolmente a contatto con quella ragazza: non pensò mai che potesse essere un uomo simile e addirittura così desiderato.
Accennò un sorriso e le guardò il collo che sembrò così spoglio: pensò che potesse ben starci la collana regalata a Lily e poi riportata da Potter nella scatola*.
"Dobbiamo proprio andare" gli disse lei andando verso la panca delle scarpe e prendendo delle décolleté nere, poi disse "Grazie per aver preso il cappotto anche a me dalla stanza da letto".
Senza risponderle salì velocemente le scale ed entrò in quella che fu la sua vecchia stanza; rapidamente aprì il cassetto del comodino vicino al letto ed ebbe davanti la scatola in latta rossa a cui venne tolto il coperchio: la collana rifletteva la poca luce della luna che entrava dalla finestra: l'argento del cordoncino, formato da foglie, brillò, ma ciò che più catturò la luce fu quel piccolo smeraldo al centro. In un attimo pensò a quanto avesse risparmiato da giovane per comprarla: esattamente tre anni.
Prese la collanina tra le mani e lanciò un incantesimo di pulizia, affinché fosse pulita per Hermione la leggera ossidazione. La strinse in un pugno: definitivamente si convinse.
Tornò al pieno inferiore: la Granger, con già le scarpe ed il cappotto, si osservò accuratamente allo specchio appeso sul mobile all'ingresso.
"Cosa hai fatto di sopra?"
Le si avvicinò lentamente fino a raggiungerla e a posizionarsi dietro le sue spalle: ancora una volta vide l'immagine riflessa allo specchio di loro due.
"Chiudi gli occhi" le disse all'orecchio.
"Severus non ci scambieremo i regali ora"
"Non è un regalo di Natale"
La donna lo guardò interrogativa, ciononostante chiuse gli occhi. Quando il freddo argento entrò a contatto con la calda pelle della giovane, sentì la pelle d'oca dell'altra sotto i polpastrelli.
"Penso che ci stia benissimo con questo vestito" pronunciò lui.
La vide aprire gli occhi e subito un'espressione di stupore la colpì, istintivamente si portò una mano sul gioiello.
"Ma, Severus..."
"Voglio che la indossi tu"
"Ma Lily...no, Severus, io non posso"
"Ti prego, Hermione. Lily l'ha indossata poco e l'ha tolta subito dopo il nostro litigio; ci sono affezionato, è vero, ma voglio che la tenga tu: ti amo e voglio che abbellisca il tuo collo"
Probabilmente solo in quel momento sentì, indistintamente, quel brandello che ancora collegava il suo cuore ad un sentimento per la donna defunta staccarsi: l'amò tanto, tantissimo, ossessionatamene, quasi alla pazzia...mai nessuno amò due donne, di conseguenza anche Severus Piton dovette fare la sua scelta, e scelse Hermione. Avrebbe conservato il ricordo di Lily nel cuore, ma non più di questo.
Quando alzò gli occhi verso quelli di Hermione li trovò già lucidi, sul procinto di piangere.
"Granger non volevo farti piangere, su!" le disse con ironia.
Lei si voltò e si sporse per baciarlo.
"Ah no, non osare: mi attaccherai quel colore sulle labbra!"
"Che noia!" esclamò ella baciandolo.

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