Capitolo Quattro

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22 aprile 2003

La dottoressa si voltò verso Piton e sussurrò "A noi due, Severus".

"Granger chi ti ha dato il consenso di darmi del tu e addirittura chiamarmi per nome?" sibilò piano Piton.
"Non penso che sia il momento di pensare a tali sciocchezze" gli rispose la donna guardandolo diritto negli occhi.
Da quando Hermione Granger, la ragazzina dai denti sporgenti e dai capelli cespugliosi, era diventata così? Piton ricordava che, sì, era stata coraggiosa durante la guerra ma non l'aveva mai vista con le sembianze di una...donna. I capelli color biondo cenere, prima crespi, erano ondulati e lunghi fino al seno. Di certo la trovava più ingrassata rispetto ai tempi della guerra, ma non tanto da poterla definire grassa, solo più formosa. Il viso era maturo ormai, con gli zigomi alti e la mandibola più pronunciata, le labbra piene e rosee, ma quello che più interessava all'uomo erano gli occhi ambrati: non aveva mai guardato bene la Granger, come giusto che fosse, ma in quella stanza di ospedale gli occhi della donna gli sembrarono completamente diversi dalla prima volta che la incontrò. Avevano una scintilla diversa, ma non sapeva decifrarla.
"Quindi Piton è giunto il momento di parlare" pronunciò ella prendendo una sedia e ponendola accanto al letto.
"E di cosa dovremmo parlare, di grazia?" le domandò inarcando il sopracciglio destro e osservando ogni movimento. Anche le gambe, che ora si accavallavano, erano formose al punto giusto.
"Del tuo stato di salute, mi sembra ovvio"
"So di essere stato in coma per cinque anni e mi basta, grazie"
"I suoi valori sono del tutto alterati, ma questo è normale dopo..."
"Granger sta' zitta; di queste futilità mi interessa veramente niente. Piuttosto -quest'ultima parola venne pronunciata lentamente*- parlerei del fatto che dovrò stabilirmi in casa tua" obbiettò l'uomo voltandosi a guardarla e serrando forte la mascella.
"C'è ben poco da dire. Questa è la legge ed io la rispetto. Nè io e né tanto meno tu possiamo avere voce in capitolo, quindi..." fece una pausa "tu verrai a casa mia. Per tua fortuna ho una stanza per gli ho ospiti"
"Se continui a darmi del tu e a rivolgerti a me in questo modo, non ci arrivi viva a casa stasera" la sfidò Piton guardandola intensamente.
"Cosa pensi di fare? La tua bacchetta è in mio possesso" gli disse sorridendo la dottoressa.
"Quindi sei tu ad averla..."
"Non solo ti ho portato io qui quando eri quasi morto, quanto sono il tuo medico...quindi sì, ho io la tua bacchetta"
"Devi ridarmela"
"Potrò ridartela solo quando avrai una forza magica sufficiente. Ora, evidentemente, non la hai"
Dalle labbra dell'uomo provenì un ringhio. Come osava quella ragazzina rivolgersi a lui in quel modo? Con chi credeva di parlare?
"Granger, ti ho detto di abbassare i toni" continuò a sfidarla sporgendo il capo un poco dal letto.
"Altrimenti?" gli chiese alzandosi dalla sedia e raggiungendolo, poi continuò "Senti voglio iniziare col piede giusto, senza essere maledetta ogni volta che cerco di essere gentile con te. So che ora è difficile, ma se non collaborerai lo sarà ancora di più. Ti chiedo solo di essere umano, ti prego. Non voglio che ti affezioni a me, ma quantomeno avere una relazione civile"
Piton scrutò la donna che gli stava davanti: la scintilla negli occhi era la sicurezza che mancava all'acerba ragazza che conosceva prima.
Venne distratto da un movimento della mano di lei: gliela stava porgendo.
L'uomo la guardò disgustato e si decise a parlare "Non vedo come poter stringere  la mano se sono immobile e anche se potessi non lo farei. Granger vai a parlare con quei due stupidi che pensano di essere Auror". Mentre pronunciò questa frase notò qualcosa cambiare nello sguardo dell'altra: non si aspettava quella reazione da lui.
Sarebbe stata una lunga convivenza quella.

Severus stava leggendo quel mediocre libro** che aveva chiesto ad una tirocinante poche ore prima, quando la sua lettura venne interrotta dall'arrivo del medico seguita da un corteo di altre persone.
"Signor Piton, siamo arrivati ad una conclusione" iniziò l'Auror Carter.
Lo sguardo dell'uomo sfrecciò sulla Granger, era serena.
"Verrai a casa mia, oggi stesso. Prima devo presentarti tre collaboratori: Emma Begum, logopedista; Vincent Powell, fisioterapista; Anastasia Mason, psicologa" la Granger indicò ognuno dei tre e al loro turno fecero un passo in avanti, poi continuò "Emma verrà ogni due giorni, Vincent ogni giorno e Anastasia una volta a settimana. In quanto a me...mi è stato dato un congedo per assisterti tutto il giorno".
"Sarà un piacere" sussurrò Piton ghignando.
Powell fece entrare una sedia a rotelle e iniziò ad avvicinarsi a Piton. Cosa voleva fare quell'imbecille? Non sarebbe salito su quell'affare, mai.
"Non mi metterò su questa cosa" sputò furiosamente Severus.
"Non fare storie, Piton. Il tempo scorre"

Severus Piton, eccolo: sull'uscio dell'appartamento della Granger, seduto su quella sedia con delle rotelle e con addosso dei vestiti che non erano i suoi.
Quando sembrava ridicolo in quel momento? E quanto era squallida la sua vita ora?
Si guardò in torno: appena entrato si trovava sulla destra un mobile in legno di abete con delle scarpe, un'appendiabiti e un'immagine di Londra sulla parete.
Subito davanti all'entrata c'erano delle scale e una porta. A sinistra un arco che portava ad un salotto,
Quell'ingresso gli sembrò ordinatissimo, quasi maniacale. Tutto era abbinato ed arredato con gusto. Per non parlare dell'aroma di cocco che proveniva dal profumatore per ambienti...delizioso, dovette ammettere Piton.
La Granger finì di parlare con gli Auror ed entrò in casa. Poggiò le mani sui manici della sedia per spostare l'uomo dall'uscio.
"Faccio da solo, Granger! Non ho bisogno del tuo aiuto" disse stizzito cercando di agguantare i sostegni alle ruote per rigirarsi, ma non ci riuscì. Non riusciva a muovere nulla se non la testa.
"Severus, è già troppo che tu sia su questa sedia. Dovresti essere a letto"
Piton la guardò furioso e rivolse lo sguardo alle scale.
Hermione avvicinò Piton ai gradini e disse: "Abbiamo stregato la sedia: si attiverà un Levicorpus quando vorrà scendere e salire la scale. Solo col pensiero. Per quanto riguarda il movimento, deve solo pensare alla direzione e si muoverà con la magia".
L'uomo e la sua sedia cominciarono ad elevarsi in aria ed ecco che in 40 secondi era già sul pianerottolo del piano superiore.
"Cos'hai da guardare, Granger? Doveva funzionare ed ha funzionato. Vuoi un elogio per aver inventato questa cosa? Sempre in cerca di complimenti, voi Grifondoro"
"Io non..." venne interrotta da un miagolio "Lui è Godric, il mio gatto".
"Due Grifondoro in una casa...come farò?"
La ragazza gli sorrise e lo raggiunse mostrandogli la camera.
"Per i... -fece una pausa guardando altrove- bisogni, basterà pensare di sedersi sulla sedia che ti porterà al bagno e poi...farà tutto la magia"
"Bene, Granger, ora che hai finito di fare la badante andrò in quella che sembra la mia camera".

*quel piuttosto leggetelo come il tuttavia pronunciato da Piton nella scena della Pietra Filosofale quando tiene la prima lezione.

**il libro che leggeva volteggia in aria, in quanto Piton non può muovere niente se non la testa.

Spazio Autrice
Eccoci con un altro capitolo di passaggio, se posso permettermi.
La storia sta prendendo via via forma ed ho già tantissime idee, spero solo di saperle scrivere.
Mi dispiace molto che questa storia non stia raggiungendo così tante persone come le precedenti, eppure ci sto mettendo il massimo; l'importante è che io ne vada fiera e che mi soddisfi abbastanza.
Vedremo un inizio di convivenza fra Severus ed Hermione, nel prossimo capitolo. Quindi: continuate a leggere per saperne di più.
Alla prossima, ciao!

P.s Stavo pensando: vi piacerebbe se allegassi delle foto di punti delle casa di Hermione che compaiono nei capitoli? Ho sempre la costante ansia di non descrivere al meglio quello che immagino, ma vi avverto: saranno stanze progettate con The Sims 4, quindi la grafica non sono è un granché. Fatemi sapere se vi sembra una cattiva idea (mi rendo conto che potrebbe appesantire un po' il capitolo) o se vi piace.

Annullamento -Snamione-La tua prossima ossessione. Scoprilo ora