Capitolo Otto

2.1K 94 6
                                        

30 aprile 2003

Erano passati ormai otto giorni da quando Piton aveva varcato la soglia della casa di Hermione e la sua presenza era quasi del tutto assente: l'uomo se ne stava la maggior parte del tempo nella sua stanza e usciva a stento, non sempre, per i pasti. Nelle rare volte in cui mangiavano insieme, poiché erano gli unici momenti in cui si incontravano, non parlavano. Il silenzio era tombale, palpabile. Hermione cercava di intavolare una conversazione riguardante un qualsiasi argomento, ma non sapeva mai cosa dire.
Era oltremodo difficile quella convivenza.
Almeno Piton aveva cominciato le sessioni di fisioterapia e di logopedia, anche se la dottoressa Emma Bugum aveva ritenuto inutili queste ultime dopo un primo incontro con il paziente. Riteneva che Piton non ne avesse alcun bisogno. Non era uno di quei paziente che stentava a parlare dopo il coma.
Hermione si alzò da tavola, aveva appena finito di fare colazione, da sola. Diede uno sguardo all'orologio da parete: erano le 10:30 e fra un'ora sarebbe arrivato Vincent Powell, il fisioterapista.
Doveva prepararsi poiché versava in condizioni pietose e per di più indossava ancora il pigiama.
Si diresse al bagno del piano superiore, dove aveva tutto il necessario. La porta era chiusa, ne dedusse che Piton fosse ancora dentro.
Bussò leggermente alla porta e lo chiamò, ma ebbe come risposta un violento tonfo.
"Per Merlino! Piton cosa stai facendo?" pronunciò allarmata la ragazza.
Nessuna risposta.
"Severus!" urlò, questa volta colpendo più forte.
"Granger!" tuonò l'uomo dall'altra parte della porta.
Hermione fu davvero sollevata di aver ricevuto una risposta, poi chiese "Severus tutto bene? Cos'era quel rumore?"
"Era il mio corpo che cadeva"
La strega si spaventò non poco e l'istinto di entrare in bagno fu forte; doveva però chiedere se potesse. L'idea di ritrovarsi Piton nudo non la faceva impazzire.
"Posso entrare?"
"Sono in mutande, Granger! No, non puoi entrare"
"Severus...devo entrare! Sei ferito, per caso?"
Non le rispose; Piton le consentiva all'accesso.
La ragazza entrò e vide la scena: Piton quasi del tutto nudo e con un taglio sulla spalla. Era disteso a terra, con le spalle appoggiate alla vasca e la sedia a rotelle capovolta.
"Oh Santo Godric! Ma cosa ha fatto?" esclamò ella fiondandosi a soccorrerlo.
"Tutta colpa tua, Granger! Io stavo facendo un bagno e stavo per mettere i pantaloni. tu hai bussato ed il mio pensiero si è interrotto, facendomi cadere! Per fortuna che ho fatto in tempo a mettere le mutande".
Hermione si inginocchiò accanto a lui e cercò l'oggetto che aveva causato il graffio: il contenitore in vetro dei sali da bagno che teneva sul bordo della vasca ora era in due pezzi a terra. Durante la caduta Piton l'aveva colpito.
La ragazza toccò la pelle intorno alla ferita e chiese "Ti fa male?"
"Sento solo un pizzicore sulla spalla"
"Vado a prendere qualcosa per la ferita e un cerotto. Stai fermo, va bene?"
"Granger vuoi fare la simpatica?" sibilò lentamente Piton lanciandole fulmini con lo sguardo.
La strega si rese conto di quello che disse e sussurrò delle scuse prima di uscire dalla stanza.
Ritornò dopo poco con una valigetta; estrasse da questa quello che Piton riconobbe come Essenza di Dittamo e un comune cerotto babbano.
Hermione ritornò ad inginocchiarsi accanto all'uomo; questo aveva i capelli lunghi sino alle spalle e ostacolavano il lavoro della dottoressa che delicatamente li spostò dietro all'orecchio. Appoggiò con grazia una mano sulla guancia dell'uomo facendolo voltare dall'altra parte; con la mano destra fece cadere due gocce dell'essenza sulla ferita.
"Beh, almeno non senti il bruciore del Dittamo" gli disse passando a guardarlo negli occhi.
Piton aveva una ciocca di capelli davanti al volto che la Granger con premura gli sistemò dietro l'orecchio.
"Chi ti ha dato il permesso di toccarmi, Granger?" le disse sprezzante
La ragazza lo ignorò completamente e rivolse l'attenzione alla ferita: quelle poche gocce bastavano per far risanare il graffi subito. Prese il cerotto adesivo e lo pose sulla zona interessata.
"Non serve quello" le fece notare acido Piton.
"Vuoi saperlo meglio di un Medimago?"
"Ho un master in pozioni curative ed affermo che il Dittamo non ha bisogno di garze dopo l'applicazione"
"Facciamo finta che io ti abbia svelato un trucco del mestiere, va bene?"
Sentì l'uomo emanare un suono gutturale.
"Se pensi a ritornare sulla sedia, l'incantesimo funziona?"
"Evidentemente no, Granger! Non starei nudo sul pavimento a farmi toccare da te"
Quell'ultima affermazione suonò alla ragazza così...anomala.
La Granger posizionò la sedia a rotelle ed elevò Piton lasciandolo su di essa. Con un incantesimo non verbale riparò il contenitore dei sali da bagno e si voltò verso l'uomo nuovamente: ora aveva una visione completa del petto.
Tutto sommato il mago portava bene i suoi anni: era piuttosto ossuto a dire la verità, probabilmente la scarsa assunzione di cibo nell'ultimo periodo dava i suoi frutti. Non era molto peloso ma di certo non era quello ad attirare l'attenzione della strega: c'erano tante cicatrici sparse per tutto il corpo*. Alcune rotonde da Cruciatus, altre argentee e traslucide sicuramente inflette da Magia Nera...una che catturò la sua l'attenzione fu sicuramente quella più profonda e rosea tra i due pettorali. Non aveva mai visto quel tipo di cicatrici in vita sua.
"Hai finito di studiarmi o vuoi anche guardarmi la schiena?"
Hermione si avvicinò a lui tanto da poter sfiorare le gambe di Piton con le proprie.
"Tu parli così perché qui -posò leggermente una mano sul cuore dell'uomo- non è mai entrato un po' di calore, non è vero?" mormorò la ragazza, forse più a se stessa che al mago; poi schioccò le dita e Piton si ritrovò vestito a puntino.
"Ora ti porterò a letto e mentre aspetti Vincent io mi preparo"

Il fisioterapista arrivò con 20 minuti di ritardo.
"Scusami tanto Hermione, ma senza di te al primo piano non si capisce niente ed è difficile allontanarsi da lì" affermò con sincerità Vincent Powell all'ingresso della casa.
"Non preoccuparti, me ne rendo conto. Entra. Sai dov'è Piton, ma ti avverto oggi è particolarmente nervoso perché è caduto"
"Caduto?"
"L'ho trovato in bagno e si è tagliato con del vetro. Guarda, è stato terribile"

Erano già due ore che che Piton e Powell avevano iniziato il loro incontro.
Durante quel tempo Hermione si era dedicata alla scrittura della lettera per Harry che le aveva chiesto che avesse potuto vedere Piton.
Cercò di migliorare anche l'incantesimo della sedia a rotelle: evidentemente il colpo della caduta aveva azzerato l'incanto.
Sentì, poi, i passi di Vincent scendere le scale.
La Granger gli andò in contro e gli chiese "Allora, come lo trovi, Vincent?"
"Si è sbloccata la mano" le disse raggiante il fisioterapista.
"Davvero?" domandò incredula.
"Io penso una cosa, ma non vorrei trarre delle conclusioni affrettate"
La donna lo invitò a continuare.
"Molti studiosi affermano che l'acquisizione del movimento per i maghi sia dovuto alla propagazione di magia in quella determinata zona del corpo"
"Quindi, Vincent dove vuoi andare a parare?" gli chiese dubbiosa ella.
"Insomma, Hermione, la magia si riacquista in due modi: col tempo o con emozioni molto forti, come la rabbia. È un po' come se una parte del cervello si sbloccasse"
"Mi stai dicendo che..."
"Ti sto dicendo che Piton deve avere degli stimoli, stimoli di qualsiasi tipo. Fallo anche adirare se vuoi, ma quell'uomo non può permettersi di essere apatico"

* lo so che è molto comune nelle Fanfiction trovare Piton ricoperto da cicatrici, ma a me piace troppo questa idea.

Annullamento -Snamione-Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora