Capitolo Sette

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26 aprile 2003

Piton aprì gli occhi e venne investito da uno spiraglio di luce che filtrava dalla tenda. Voltò il viso verso la sveglia che la Granger gli aveva comprato: erano le 10 AM di sabato. Aveva preso l'abitudine di svegliarsi tardi, ormai.
Chiuse gli occhi e li riaprì. Che schifo, pensò.
Dopo 10 minuti si ritrovò a torso nudo dinanzi allo specchio. Non aveva mai avuto un fisico scolpito con muscoli in rilievo, ma era sempre stato asciutto e tonico*. Davanti allo specchio, però, gli sembrò troppo magro. Era meglio non pensarci.
La Magia iniziò ad infilargli e poi abbottonargli la camicia.
L'uomo raggiunse la finestra e si fece spazio fra i due lembi di stoffa che coprivano il vetro.
La Granger aveva comprato quella casa in un bella zona di Londra, ricca e verde, niente a che vedere con Spinner's End.
Osservava fuori dalla finestra: la schiera delle villette uguali si estendeva sino alla fine della strada e tutto sembrava perfetto in quel luogo. Non una foglia fuori posto, non un giardino malcurato, non una casa abbandonata o trascurata. Doveva costare una bella fortuna alla Granger quella casetta, ma sapeva che poteva permetterselo. I Medimaghi venivano pagati molto bene al San Mungo.
Due bambini, un maschietto ed una femminuccia, cominciarono a giocare tranquillamente sul marciapiede di fronte e Piton non poté fare altro che confrontare quell'immagine al ricordo di Lily.
Il ricordo della donna faceva divampare in lui un'immensa tristezza; i sensi di colpa logoravano l'animo suo ogni giorno e non ne passa uno in cui l'uomo non si maledicesse. Anche prima del coma.
La bambina alzò lo sguardo verso di lui muovendo la manina per salutarlo: non poteva crederci, aveva i capelli rossi e gli occhi verdi. Piton le accennò appena un sorriso.
"Severus" pronunciò una voce che doveva essere quella della Granger.
"Avanti" disse il mago allontanandosi subito dalla finestra
Hermione entrò nella stanza e chiese "Ciao, tutto bene?"
"Tutto bene" le rispose freddo.
"La colazione è pronta"
"Non ho fame, Granger"
"Questa cosa che non mangi non fa bene al tuo organismo, lo sai?"
"Ho passato anni con questo stile di vita e..."
"Smettila! Non puoi continuare a vivere nel passato, altrimenti non potrai mai vivere bene questo tempo. Il passato è passato e me, personalmente, non interessa niente di quello che facevi prima"
"E chi ha detto che io voglia vivere?"
"So che non la pensi davvero così, Piton"
"Tu dici?" le disse beffeggiando il mago.
Ci fu un momento di silenzio in cui si sentì solo il sospiro che Hermione si lasciò scappare, questa si fece forze e disse "Ad ogni modo, devo dirti una cosa".
Severus raggiunse sull'uscio la ragazza; magari voleva dirgli qualcosa di importante e veramente bello, tipo un trasferimento immediato ad Azkaban.
"Questa sera non ci sarò, quindi ti preparerò la cena ma dovrai mangiare prima che io esca, alle 7:30 PM"
"Posso anche non mangiare"
La donna neanche diede peso all'ultima affermazione ed uscì dalla stanza.

Il mago giaceva con gli occhi chiusi disteso sul letto, sopra le coperte e vestito; non stava dormendo, stava solo meditando e rimarginando sulla propria vita. Aveva sempre adorato quei momenti intimi fra sé e se stesso; aiutavano a farlo calmare, a controllare le emozioni e, quando era una spiare, a lavorare sulle barriere occlumatiche.
Il silenzio della venne distrutto dalla Granger che quasi urlava "Severus! La cena è pronta"
Per un momento nella mente dell'uomo si ricostruì una scena della propria infanzia in cui era la madre a chiamarlo per andare a tavola. Dove puntualmente trovava il padre Tobias già ubriaco.
La Magia lo elevò e si ritrovò sulla sedia. Scese il piano inferiore, superò il salotto e raggiunse la cucina.
Piton si sistemò meglio vicino alla tavola, stava per cominciare a mangiare, quando venne interrotto dall'entrata della ragazza in cucina.
Hermione aveva un vestito nero che arrivava a metà coscia, forse un po' troppo corto per i gusti di Piton. Le fasciava elegantemente il busto, restringendosi in vita, e poi allargandosi leggermente sui fianchi. La ragazza portava i capelli legati in uno chignon basso e disordinato. Il trucco sul viso era minimo, non ne aveva bisogno.
Era accettabile. O forse molto più che accettabile.
Il giudizio dell'uomo era sicuramente alterato: non vedeva una donna da anni e per la verità una donna così preparata non l'aveva mai vista. Prima della guerra si accompagnava solo a donne che per mestiere non portavano i vestiti.
Hermione gli sembrò quindi una vera visione.
"Io vado, Severus"

Dopo aver cenato si sistemò per il resto della serata dinanzi alla finestra del salotto che dava sulla strada.
Passò alcune ore nel silenzio tombale della casa. Si fermò dinanzi al vetro e chiuse per un attimo il libro.
La notte portava con sé del fascino, ma anche tanta angoscia.
Per anni Piton aveva vissuto di notte. Di notte aveva ucciso, di notte aveva servito Lord Voldemort, di notte era morta Lily...
La sua attenzione fu catturata da un bagliore che si avvicina sempre più alla casa: una motocicletta nera guidata da quello che sembrava un ragazzo e la Granger stretta a quest'ultimo.
Forse non doveva ficcanasare nelle questioni private della ragazza, ma ormai era lì e non poteva lasciarsi col dubbio.
Il veicolo venne spento, il ragazzo, ancora con il casco, scese dalla moto e aiutò la Granger a scendere. Quest'ultima aggiustò meglio il vestito sulle cosce e sul sedere. Piton forse indugiò un po' troppo su queste ultime parti del corpo della strega, ma era per sempre un essere umano, no?
Il ragazzo tolse il casco che nascondeva una corta, ma folta, capigliatura bionda.
I due si scambiarono due parole, poi la Granger gli diede un bacio sulla guancia e corse in casa.
L'uomo si scostò subito dalla finestra.
"Buonasera Severus; ancora sveglio?"
"Ti piacciano i tipi strong, Granger?" le chiese ghignando.
"Cosa?"
"Il ragazzo ha una motocicletta e un giubbotto in pelle. I babbani non definiscono così questi tipi?"
"Amanda? Amanda è una ragazza tenerissima. Può sembrare una scapestrata, ma in realtà ha un cuore d'oro" gli disse sorridendo.
Piton sollevò lo sguardo dal proprio libro e la fissò attentamente inarcando le sopracciglia.
"Cosa c'è, Severus, sei sconvolto dal fatto che io frequenti una ragazza?" gli chiese ella sedendosi sul divano disposto di fronte a lui.
"Devo ammetterlo: sì, non me lo sarei aspettato. E poi quella ragazza mi sembrava un maschio"
"Sì, Amanda spesso viene scambiata per un maschio. Perché non ti aspettavi che io potessi frequentare una donna?"
"Beh, Granger, non sembri omosessuale. Ho conosciuto un paio di donne con questo orientamento ed erano completamente diverse da te nel modo di vestire e di muoversi"
"Difatti non lo sono" affermò semplicemente sgranchendosi.
L'uomo la guardò con un'espressione interrogativa.
"Hai mai sentito parlare di bisessualità?"
"Sì. Fra i Mangiamorte era molto diffusa" disse freddo.
"Davvero? Come lo sai?" gli chiese assumendo un'aria curiosa.
"Diciamo che, gli incontri che si tenevano, spesso, non erano finalizzati solo allo scopo di uccidere o per organizzare piani. Prima si pianificava e poi si uccideva per il durante**" spostò lo sguardo verso un punto indefinito della stanza e continuò "Ho visto fare cose orribili, cose che potevano essere partorite solo dalla mente disgustosamente perversa di Voldemort".
"E tu hai mai..."
Piton fissò nuovamente lo sguardo in quello della ragazza e rispose deciso "No, quel tipo di cose no. Ero, piuttosto, scelto e preso in considerazione per altri ruoli, ecco. Solo una volta io ho..." si bloccò di scatto. Non voleva ricordare quell'episodio della sua vita.
Hermione si alzò e poi si curvò per osservarlo meglio. Gli sussurrò "Non ce n'è bisogno, Severus. Ho capito" mettendogli poi una mano sulla spalla.
L'uomo notò negli occhi della ragazza una certa compassione; non voleva essere oggetto di pena. Si voltò a guardare la mano della Granger e le rivolse una sguardo gelido.
"Togli la mano da lì" sibilò lentamente.

Piton era sdraiato sotto le coperte aspettando di riuscire a dormire.
Ripensava agli eventi che prima aveva accennato alla Granger: ricordava perfettamente la violenza e la brutalità di quelle notti.
Era sempre stato visto come il preferito del Signore Oscuro, ma non per questo era rispettato dai suoi "compagni", per niente.
Cose orribile successero a Villa Malfoy negli anni, cose che avrebbero portato all'isteria la piccola Granger. Se solo avesse saputo.

* Si deve dire che, nei film, il Piton interpretato da Alan Rickman ha un certo accenno di pancetta (che io adoro, personalmente), ma nei romanzi Piton viene descritto come un uomo alto e magro. Io l'ho sempre immaginato un pochino più tonico, se vogliamo, ma di certo non muscoloso come ho letto in qualche storia.
** Chi vuol capire, capisca.

Spazio Autrice
Ciao a tutt* ragazz*!
Sta uscendo fuori il mio Piton è, ovviamente, lo amo da impazzire. Anche se, devo dire, è molto difficile da gestire e da scrivere. Non so mai quando sfocio nell'esagerato, quindi se notate qualcosa di strano ditemelo.
La buona notizia (per voi birbantelle) è che Severus si è accorto che la nostra adorata Hermione è una donna.
Non mi dilungo più.
Alla prossima, ciao!

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