Il capitolo presenta contenuti espliciti 🔞.
James
Che cazzo ho fatto?!
Come ho potuto?
Come diavolo mi è venuto in mente di zittire Elizabeth con un bacio?!
Io che non mi sono mai lasciato abbindolare da una ragazza prima d'ora, perchè l'affetto, o peggio, l'amore, mi avrebbero distolto dalla mia vendetta.
Maledizione! Che io sia dannato!
Se potessi mi prenderei a pugni da solo, ma siccome non mi è possibile, ne tiro uno al volante dell'auto che condivido con mio fratello e in cui sono corso, dopo essere uscito in fretta e furia di casa, visto che stava iniziando a piovere.
Sono così disperato, che mentre mi sfioro le nocche arrossate, una lacrima amara mi solca la guancia.
Io, che nel corso della mia vita, ho pianto solo in occasione del funerale dei miei genitori.
E dannazione! Proprio non riesco a darmi pace!
Perché Liz ancora non lo sa, ma quel bacio è stato solo il culmine.
Un momento di sana follia, giunto dopo ore di profonda riflessione.
Ore in cui, invece che dirigermi ad affrontare suo padre, ho girato senza sosta per la città, realizzando, kilometro dopo kilometro, di non sentirmi tradito per la loro tresca, ma invidioso perché quello che provano, vorrei viverlo anche io.
Solo che mai, nemmeno per un secondo, ho creduto di volerlo con lei...
Finché, quando sono rincasato e me la sono ritrovata di fronte, dopo aver tentato di ignorare - invano - le sue domande, vista la sua ostinazione, non ce l'ho più fatta, ho afferrato il suo polso, l'ho voltata verso di me, fino a fare collidere i nostri corpi e nel tentativo di zittirla, ho schiantato le mie labbra sulle sue e il mio cuore è scoppiato come un fuoco d'artificio.
Ma ora, mentre il cielo plumbeo riflette il mio stato interiore, non posso fare altro che pentirmene.
N
on avrei mai dovuto permettere a quella ragazza di distogliermi dalla mia vendetta, né consentirle di frapporsi tra me e il mio fratellino.
Che dico?!
Non è stata lei, è colpa mia!
Non avrei mai dovuto permettermi di affezionarmi.
Ma proprio quando sto per mettere in moto, intenzionato, sta volta, ad andare dove potrò dimenticare tutto, sento picchiettare sul finestrino e mi accorgo, nonostante sia appannato, che si tratta proprio di Liz.
Perciò le apro e più duramente di quanto dovrei, esclamo «Che ci fai qui?».
Ma lei, invece che rispondermi a parole, abbozza un sorriso, si sporge oltre il sedile, fino a fare collimare i nostri volti e adagia dolcemente le sue labbra sulle mie.
Al che, dopo un attimo di sconvolgimento, visto che mai e poi mai me lo sarei aspettato, io avvolgo il suo volto con i miei palmi e ricambio.
Il bacio si fa via via più passionale, io la attiro a me stringendola per la vita e lei, senza pensarci due volte, supera il cambio e si siede sul mio bacino, portando i nostri corpi a scontrarsi pericolosamente.
Più ci baciamo, più io però non faccio che chiedermi, tra me e me, cosa diavolo stia facendo e se questa non sia tutta un illusione.
Al che, seppur con dispiacere, mi distacco ed esclamo «As...aspetta... Liz, ti prego, aspetta.
Che diavolo stiamo facendo?».
«Beh, Jamie, mi sembra piuttosto evidente... vuoi forse dirmi che non lo vuoi anche tu?».
Si, i ruoli si sono decisamente scambiati.
Ora, in ostaggio, mi ci sento io.
«N..no, non ho detto questo, è solo che mi ero ripromesso che il mio unico obiettivo sarebbe stata la vendetta e che mai e poi mai avrei permesso a qualcuno di distogliermi dalle mie idee, senza contare che mio fratello...».
«Oh sta zitto» mi zittisce, schiantando nuovamente le sue labbra sulle mie.
Quella labbra soffici e perfettamente disegnate, come se fosse stata dipinta da qualche pittore rinascimentale.
E a quel punto, mi arrendo, getto la spugna, la voglia che ho di lei é troppo forte, una sensazione viscerale che non posso più ignorare, soprattutto non ora che ha preso in mano la situazione.
Non ora che è lei a dettare le regole.
Sexy come mai nessuna donna mi è apparsa.
I gemiti rieccheggiano nell'abitacolo, la pioggia picchietta sempre più forte sul tettuccio e le impronte delle nostre mani segnano i finestrini appannati.
Dopodichè, sapendo di esser ben protetti dalle siepi che circondano la villa, io mi levo il chiodo di ecopelle, mentre lei si slaccia i bottoni del cardigan e lo lascia scivolare a terra.
L'elettricità imperversa tra di noi e se lei mi accarezza il petto scolpito da sotto la t-shirt, io le bacio e mordicchio prima il delicato collo e poi il lobo dell'orecchio, punto che intuisco essere particolarmente sensibile.
Ormai non ce la facciamo più, il bisogno di unirci è insopportabile, perciò, non potendo spogliarci totalmente, dopo aver inclinato il sedile, lei mi slaccia la cerniera dei jeans e me li abbassa assieme ai boxer, mentre io le alzo la gonna e indosso frettolosamente il preservativo, tenendone sempre uno nel portafoglio, per ogni evenienza.
Anche se in realtà erano mesi che non ne facevo uso.
E l'unione dei nostri corpi (e delle nostre anime), è quanto di più inaspettato e indescrivibile possa esistere, è qualcosa che mai avrei immaginato possibile, ma di cui non potrò più fare a meno.
E dopo qualche minuto di adattamento, prendo a spingere, sempre più forte, sempre più intensamente, finché non raggiungiamo il culmine assieme.
Angolo Autrice
Ciao ragazzi e ragazze e benvenuti in questo nuovo capitolo, in cui Liz ha messo da parte ogni preconcetto e ha deciso di seguire il suo cuore, lasciandosi andare anche con Jamie, che nel frattempo ha, a sua volta, accantonato i limiti che si era imposto e compreso quanto spesso il confine tra odio e amore sia labile.
Che dire, spero vi sia piaciuto e se vi va stellinate e fatemi sapere che ne pensate.
Inoltre ricordatevi che questo mercoledì inizierò a pubblicare "Dribbling d'amore" mentre la pubblicazione di "Rapita" tornerà - si spera stabilmente, impegni permettendo - la domenica, un bacio ♥😘
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RAPITA
RandomElizabeth Queen, detta Liz, ha tutto ciò che un'adolescente, prossima all'età adulta, potrebbe desiderare: vive in un enorme e spettacolare attico nel centro di Chicago, con il suo adorato padre, che la vizia in ogni cosa, frequenta una scuola costo...
