Capitolo 36 ~ Prima tappa

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James

Fort Wayne, Indiana: città di 200 Mila abitanti, famosa principalmente per il forte, risalente al 1800, da cui prende il nome.

Ecco qual é la prima tappa del viaggio che ci porterà, se tutto va bene, sino in Canada.
Nonché il primo luogo dove ci siamo fermati, da quando, ormai circa ventiquattro ore fa, siamo partiti.

Peccato solo che, considerando le ultime mosse di Queen, siamo stati costretti a fermarci in un motel piuttosto squallido, probabilmente frequentato per lo più da camionisti e coppie infedeli.
«E'... questo?» domanda infatti Liz, schifata dalla sua vista.

«Si piccola, proprio così.
So che non è il massimo, ma almeno passeremo inosservati» sono
quindi costretto a risponderle, tentando di indorarle la pillola.

Parole, le mie, che sembrano funzionare, poiché lei sospira e afferma «E va bene... tutto pur di star con voi».

«Sono totalmente d'accordo» annuisce invece Jesse, estraendo le chiavi dal blocco di accensione.

Al che raccomando loro di occuparsi dei bagagli e intanto mi dirigo verso l'ingresso per fare il check-in, trovandomi di fronte un ragazzo che pare un emo, con qualche nota punk e che si sta rollando quella che sembra proprio una canna «Salve, vorrei prenotare una stanza per qualche sera».

«Si, documento?» mi domanda, svogliatamente, alternando lo sguardo tra me e il drum.

Ottimo, proprio il tipo di receptionist che cercavo!

Tanto che lascivamente, giocando con alcune banconote, rispondo «Oh emh, potrei non averlo.
Ma se tu potessi, come dire, evitare di menzionare la mia prenotazione, io sarei disposto a pagare anche il doppio».

Al che, come previsto, lui si concentra su di me e risponde «In questo caso, la mia bocca è cucita» afferrando poi la mazzetta, da me offerta.
«Singola o doppia?».

«Doppia».

«Perfetto, ecco a te...
Si trova al secondo piano e affaccia su quella specie di cortile interno» afferma, passandomi le chiavi della camera, mentre proprio in quello stesso momento, vedo entrare mio fratello e la nostra ragazza «Oh eccovi, io ho fatto, andiamo?».

«Andiamo» annuiscono loro, abbozzando un sorriso.

Dopodiché ci dirigiamo a passo spedito verso le scale e subito dopo, verso la nostra stanza, tentando di evitare di scontrarci con qualche losco individuo.

«E così è questa» constata però Liz, una volta entrati nella piccola e piuttosto antiquata, camera, completa unicamente di moquette, un letto matrimoniale, una sottospecie di poltroncina, piuttosto rovinata e una cassettiera in legno, vecchia quasi sicuramente quanto il forte della città.

«Beh dai, pensavo peggio, per essere un motel, frequentato per lo più da criminali e infedeli» commenta invece Jesse, guardandosi attorno, ma non sono così certo sia sincero.

In ogni caso, io mi limito a dire «Diciamo che almeno il letto è comodo» sedendomi sul materasso scricchiolante ma morbido.

«E c'è anche una vasca» prosegue mio fratello, uscendo dal bagno, che era andato a perlustrare.

Al che io mi giro verso Liz, intenta a controllare la stabilità della cassettiera ed esclamo «Hai visto piccola? Tanti bagni rilassanti per te»

Ma lei mi stronca all'istante «Si... in compenso però la lampada è fulminata» gettandosi a peso morto sul letto, al mio fianco.

E per un attimo, il rumore che la struttura fa, mi porta a temere che si sia rotto, ma fortunatamente così non è... almeno un po' di riposo, questa notte potremo concedercelo.

Nel frattempo Jessie invece le dice «Tesoro, sei un po' troppo disfattista...
Ma ti prometto ugualmente che domani chiederò che venga cambiata».

Ma invece che ringraziarlo, lei si incupisce «Ma perché, ci rimarremo molto qui?».

Una preoccupazione, la sua, più che lecita, essendo abituata a ben altri standard di benessere.

Al che io mi affretto a tranquillizzarla «Qualche giorno...
Non possiamo ripartire già domani, ma dobbiamo arrivare in Canada il prima possibile» stringendo la sua minuta e curata mano nella mia.

«E poi saremo liberi» afferma invece il mio fratellino, sedendosi al suo fianco e abbracciandola lateralmente.

«Già» annuisco, speranzoso.

«Vi amo da impazzire».

«E noi te».

Angolo Autrice
Ciao ragazzi e ragazze, buona domenica e benvenuti in questo nuovo capitolo, in cui finalmente il trio ha raggiunto un motel in Indiana.
Se vi va stellinate e fatemi sapere che ne pensate.
Inoltre ricordatevi che mercoledì pubblicherò un nuovo capitolo di "Dribbling d'amore".
Ci vediamo tra una settimana, con il prossimo, un bacio, ciao ♥😘

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