Capitolo 38 ~ In guerra e in amore

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Elizabeth

«Seconda lezione da fuggitivi: sapersi difendere».

E' passato qualche giorno da quando siamo fuggiti da Chicago e anche se abbiamo cambiato cittadina e con essa, motel, così da non rimanere troppo tempo nello stesso luogo, a causa di alcuni impedimenti, legati ai falsi documenti che un contatto di Jamie ci deve far avere, siamo ancora in Indiana, per cui abbiamo deciso di approfittarne, non solo per camuffarci, cambiando radicalmente i nostri look - cosa che all'inizio mi ha leggermente sconvolta ma a cui ormai ho fatto l'abitudine - ma anche per iniziare il mio addestramento, così che io possa difendermi, nel malaugurato caso ve ne fosse il bisogno.

Perciò, questa mattina, sul presto, Jesse è andato ad acquistare un paio di guantoni e dei bendaggi, utili per la lotta, mentre Jamie ha preparato alcune armi, anche se per ora dovrò solo imparare a maneggiarle....

E si, non nascondo di essere piuttosto gasata.

Non che io approvi la violenza o l'uso delle armi, ma in determinati casi, è necessario sapersi difendere e so che con gli uomini di mio padre non si scherza affatto, perciò mi tocca...
Farei questo e altro per continuare a ricevere l'amore che solo Jamie e Jesse sanno donarmi.

Vengo però distolta dai miei pensieri, proprio dal più giovane dei due, il quale esclama «Partiamo da un semplice calcio alto.
Sta dritta, busto fermo, gambe larghe...» indicandomi, nel mentre, che posizione assumere «...Si così e ora calcia».
Ed io lo faccio, colpendolo all'altezza del petto, anche se, essendo lui molto più robusto, non lo sposto di un centimetro.
«Brava! E ora un bel gancio destro... Aspetta, non così... piega bene il gomito, ecco si e mira dove puoi far male... occhi e naso sono perfetti» mi incoraggia poi e nuovamente, io seguo il suo insegnamento, anche se vengo, ovviamente, bloccata, prima di entrare a contatto con il suo naso «Ottimo!» si complimenta perciò, quasi sorpreso dalle mie abilità.

Al che, pavoneggiandomi e saltellando sul posto dalla contentezza, io rispondo «Lo so, modestamente sono una grande».

Peccato che Jamie, adorando provocarmi, interviene esclamando «Una grande? Ma se stai affrontando un principiante! Vieni dal maestro».

Un guanto di sfida, quello che mi lancia, che mi elettrizza, tanto che lo raccolgo all'istante, non avendo alcuna intenzione di lasciargliela passare liscia.

Inizialmente quindi gli tiro un pugno, all'altezza della mascella, ma lui, più forte e possente, mi blocca, afferrandomi la mano e mi volta, portando così la mia schiena ad impattare con il suo petto muscoloso.

«Mhh, ti sei già arresa?» sussurra poi, gongolando già, fra sé e sé.

«Credi sia il tipo?
Allora mi sa che non mi conosci per niente» rispondo però io, sorridendo furbamente e tirandogli un calcio, leggero ma preciso, sulla caviglia, che lo porta a piegarsi a terra, essendo preso in contropiede.

Dopodiché mi volto e saltellando nuovamente sul posto, esclamo «Sii, ti ho atterrato, ti ho atterrato!» per poi porgergli, in segno di pace, la mano, così da aiutarlo a rialzarsi.

«Ma così non vale, mi hai provocato!» ribatte però lui, irritato, rialzandosi senza afferrarla.

Al che, con fierezza, io rispondo «In guerra e in amore, è tutto concesso tesoro, ricordatelo».

Angolo Autrice
Ciao ragazzi e ragazze, buona domenica e benvenuti in questo nuovo capitolo, in cui i ragazzi, tra una provocazione e l'altra, hanno insegnato a Liz a battersi e a lottare corpo a corpo, nell'ipotetico caso in cui ve ne sia bisogno.
Spero che vi sia piaciuto e se vi va, ditemi che ne pensate.
Inoltre ricordatevi che mercoledì pubblicherò un nuovo capitolo di "Dribbling d'amore".
Ci vediamo tra una settimana, con il prossimo, un bacio, ciao ♥😘

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