La cerimonia✅

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Ingrid's POV
Lui doveva essere mio! Lo amavo con ogni singola fibra del mio essere! Avevo sacrificato la mia intera esistenza per lui... E lui come mi ripagava? Amando una miserabile umana che non era nemmeno degna di respirare la sua stessa aria!
Lo odiavo. Lo odiavo con tutta l'anima!
E odiavo lei. Quella piccola e insulsa mocciosa che aveva avuto l'ardire di insinuarsi nella sua vita, colei che un giorno avrebbe portato in grembo una creatura destinata a suggellare la loro unione e a rovinare per sempre i miei piani!
«Signora...?» azzardò una voce tremante alle mie spalle.
«COSA VUOI?!» urlai, scattando verso di lui con gli occhi iniettati di sangue. «NON PERMETTERTI MAI PIÙ DI INTERROMPERMI QUANDO STO PENSANDO!»
Senza dargli il minimo tempo di replicare, gli fui addosso e gli spezzai il collo con un solo, fulmineo movimento. Dopotutto, a chi importava della vita di un insignificante essere umano? Bleah, mi facevano solo un immenso schifo.
«Signora...» provò a parlare un altro, rannicchiato in un angolo della stanza.
«A quanto pare oggi hanno tutti una gran voglia di morire,» soffiai con un sorriso mefistofelico. «Parla, e vedi di fare in fretta, o raggiungerai il tuo amichetto all'inferno.»
Il mercenario iniziò a tremare come una foglia. Quanto adoravo quella vista: vederli tremare di puro terrore mi ricordava quanto fossero patetici, poco più di fastidiosi insettini da schiacciare sotto i tacchi.
Quando avrò fatto fuori quei due, sterminerò l'intero branco e ogni singolo umano che oserà intralciarmi...
«La... la ragazza è stata marchiata!» balbettò il disgraziato con il fiato corto. «E... e domani si terrà la cerimonia ufficiale.»
Rimasi immobile per un istante. Poi, un suono stridolo e agghiacciante ruppe il silenzio della stanza: scoppiai a ridere. Una risata folle, incontrollabile, che rimbombò tra le pareti di pietra.
«Bene, benissimo...» mormorai, con gli occhi che brillavano di pura malvagità. «Così la piccoletta è diventata una vera Luna, eh? Miei cari Jonathan e Aaron, temo proprio che non potrete salvarla ancora per molto. Il mese prossimo... lei morirà.»
Ripresi a ridere con ferocia, mentre i cacciatori intorno a me arretravano, terrorizzati da quella furia cieca.
Indicai una delle donne tra di loro, che si fece avanti con le spalle curve e la testa china.
«Tu,» le ordinai con voce gelida. «Brava cagna. Manda a quei due il mio regalo. Vedrai che lo apprezzeranno moltissimo.»
Lei annuì in silenzio, tremante, mentre le consegnavo il pacco.
«Vi divertirete un mondo...» sussurrai, lasciando che un ghigno crudele si allargasse sul mio volto.

Luna's POV
Aiden mi aveva chiesto di sposarlo!
E ovviamente, la mia risposta non poteva che essere una sola...
Sì! Mille volte sì!
Ripensando a quell'istante, il cuore mi batteva ancora all'impazzata nel petto, come se volesse scoppiargli fuori.

                 Flashback

"Sposami, Luna," mi aveva sussurrato.
Ero scattata a sedere, allontanandomi quel tanto che bastava per guardarlo negli occhi, mentre lui faceva altrettanto, appoggiando le spalle alla testiera del letto. Ero completamente sotto shock: l'uomo della mia vita, il mio compagno, l'Alpha che aveva spazzato via tutte le mie paure, mi stava davvero chiedendo di diventare sua moglie?!
«C-Cosa... ?» ero riuscita a balbettare con la voce spezzata dall'emozione.
«Sposami, Luna. Diventa mia moglie,» aveva ripetuto lui con una dolcezza disarmante, allungando un braccio verso il comodino alla sua destra.
Da lì aveva estratto una scatoletta di velluto rosso, dall'aspetto antico e prezioso. Con un movimento lento, quasi solenne, l'aveva aperta. All'interno brillava un anello a dir poco mozzafiato: al centro custodiva una pietra straordinaria, capace di riflettere sfumature cangianti dal rosa più delicato all'azzurro del cielo, circondata da una corona di minuscoli diamantini scintillanti. Era un capolavoro.
Io ero rimasta immobile, incapace di pronunciare anche solo una sillaba, mentre le lacrime di pura felicità cominciavano a rigarmi il viso.

Io ero rimasta immobile, incapace di pronunciare anche solo una sillaba, mentre le lacrime di pura felicità cominciavano a rigarmi il viso

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