Can
-Quell'uomo è fuori di testa.-sbotto sulla via di ritorno.
-Io non ce la faccio Zaira, fingere fuori dal set non fa per me, domani stesso andrò da Omar.-
-Perché Can?-chiede indignata.
-Lo sai che Omar non rinuncerà mai a te e quella che verrà sbattuta fuori sarò io.-
-Cazzo Zaira mi hai atteso per così tanti anni ed ora preferisci un lavoro da quattro soldi a me?-chiedo parcheggiando l'auto sul vialetto di casa.
-Quattro soldi?-Zaira abbassa lo sguardo per un momento prima di tornare a parlarmi.
-Forse per te sono pochi spiccioli ma per me sono lo stipendio che prendevo in un anno facendo lavoretti di poco conto. I soldi che mi permettono di sistemare quel buco di casa che ho e che...-
-Puoi venire a vivere insieme a me.-mi lascio sfuggire senza pensare, lei si blocca, non parla più e mi guarda.
-E comunque darò le dimissioni così Omar non avrà nulla da ridire.-aggiungo scendendo poi dall'auto, apro la sua portiera e insieme entriamo in casa ma l'atmosfera è strana.
-Zaira hai perso la parola?-chiedo stufo.
-Ti sei reso conto di quello che hai detto?-chiede rimanendo in piedi davanti alla porta d'ingresso.
-Si, darò le dimissioni così tu non avrai nessun problema e...-
-No, prima, quello che hai detto prima.-
-Ah beh allora si, me ne sono reso conto. Voglio che tu venga a vivere con me ma...-mi fermo un attimo per dosare bene le parole.
-Voglio che entri in questa casa con l'abito bianco per non andare più via.-dico avvicinandomi, le accarezzo una guancia, lei sorride ma non parla.
-Mia madre ci ha invitati alla cena di Natale, pensi di poter venire?-chiedo cercando di metterla a suo agio.
-Certo, perché no?-si toglie finalmente il cappotto e va dritta in cucina per azionare il bollitore.
-Ci sarebbero parecchi motivi per non prendere parte alle cene di mia madre.-la afferro da dietro e le annuso il collo prima sfiorare la sua pelle col mio naso.
-Tipo?-
-Tipo il fatto che ogni anno invita così tante persone che più che una cena diventa un matrimonio, tipo che si inventa un balletto di tango madre figlio per mostrare quanto ancora è giovane dentro...-
-Quindi ti vedrò ballare il tango?-mi interrompe girandosi per attaccarmi le braccia al collo.
-Probabile, molto molto probabile.-confermo imbarazzato.
-Ed è anche probabile che ci metterà in imbarazzo.-confesso pensando al carattere esuberante di mia madre, ama esagerare sempre e comunque.
-Sopporterò tutto per una sera.-dice senza pensarci.
-Non avevo finito, tutto ciò si terra in un castello infestato da fantasmi e...-
-CAN SMETTILA!-mi rimprovera severamente, i ricordi di lei ragazzina si fanno sempre più vividi nella mia testa come quella volta che ci fu un blackout a scuola e io insieme ai miei compagni cominciammo a fare versi strani, Zaira urlava e piangeva terrorizzata.
-Ok i fantasmi non ci sono ma si terrà davvero in un castello, lo affitta apposta dando l'opportunità a chi ha alzato un po' troppo il gomito di rimanere a dormire.-spiego velocemente mentre lei ha smesso di abbracciarmi per preparare il the.
-Non mi piacciono i castelli, hanno un aria lugubre e spaventosa e poi...-
-Ma nei castelli ci abitano i principi azzurri.-la fermo io sollevandola per farla sedere sul bancone della cucina.
-L'unico principe che mi interessa abita in una villa moderna in mezzo alla campagna.-
-Beh si quello è proprio un bel principe.-commento sarcastico, le passo un dito sul volto e mi avvicino pronto a iniziare una guerra di baci.
-Fermati principe, il the si fredda.-scende con un saltello dal bancone e mi scivola via dalle braccia lasciandomi interdetto, questa ragazza mi porterà alla pazzia.
Raggiunge il salone con il suo bicchiere pieno di the e si siede a terra, con la schiena poggiata al divano e la gambe che arrivano al petto e non riesco a non osservarla, è sempre spontanea e naturale, un'altra al suo posto avrebbe preferito accomodarsi sul divano da millecinquecento euro ma lei no, a lei basta sedersi, non importa dove, come e quando.
Soffia sul liquido prima di portarsi il bicchiere alla bocca, lo stringe tra le mani e ripete il movimento, quelle labbra, ah quelle labbra sarebbero in grado di fammi commettere un omicidio se solo un'altro si azzardasse a toccarle.
Sospiro e mi affretto a bere il the prima di raggiungerla e sedermi accanto a lei che guarda un film Disney come una bambina di quattro anni.
-Amore ti piace? Io lo vedevo sempre da piccola.-dice indicando lo schermo davanti a noi.
-No, ho un film più bello in testa.-rispondo inclinando il busto all'indietro così da poggiare la testa sulle sue gambe, lei sorride e mi accarezza facendomi quasi addormentare in totale relax.
-Zaira, mi vuoi sposare?-chiedo in modo del tutto spontaneo.
In risposta sputa gran parte del the sulla mia faccia e comincia a tossire senza tregua.
-Devo portarti in ospedale?-chiedo cominciando a preoccuparmi, Zaira nega con la testa e dopo qualche altro colpo di tosse e un sorso di acqua prende un canovaccio e mi asciuga.
-Scusa, non era mia intenzione sputarti in faccia.-mormora rossa di vergogna facendomi solo una grande tenerezza.
-Non fa niente.-
-Perché non vai a cambiarti, il maglione si è bagnato e...-
-Zaira non adesso.-la blocco prendendo le sue braccia e intrecciando le nostre dita.
-Ma ti verrà un malanno.-borbotta ancora.
-Vuoi che mi tolgo il maglione?-chiedo, lei annuisce in risposta ed io me lo sfilo dalla testa restando a torso nudo.
-L'ho tolto, adesso mi dai una risposta?-dico, le sue guance sono ancora più rosse di prima ed io non riesco a trattenere un sorriso.
-Il malanno ti viene lo stesso così.-farfuglia alzando gli occhi per non guardarmi.
-Il riscaldamento è acceso e come puoi sentire...-faccio una pausa e gli prendo le mani portandole sul mio petto.
-Sono abbastanza caldo.-concludo chiudendo il suo viso nel palmo della mia mano in modo giocoso, lei mi morde un dito prima di tornare a scappare da me.
-Zaira, sei una bambina.-affermo cominciando a correre dietro di lei, la afferrò come un sacco di patate e la porto in camera bloccandola sul letto col mio corpo.
-Esigo una risposta.-
-Non ricordo la domanda.-
-Mi vuoi sposare?-chiedo di nuovo e improvvisamente smette di sorridere.
-Ma allora eri serio!-esclama sorpresa.
-Si, Zaira ma ora dammi una risposta o potrei non rispondere delle mie azioni, ti faccio presente che ho io il controllo adesso.-le ricordo stringendo ancora di più la presa delle mie gambe sui suoi fianchi.
-Si, Can.-risponde dopo qualche attimo di silenzio, la vedo piangere e so per certo che non è tristezza quella che vedo nei suoi occhi.
Angolo Autrice:
Finalmente ho trovato un'oretta per scrivere, mi scuso davvero per l'attesa interminabile ma purtroppo come ho già detto svariate volte non è facile gestire tre bambini, una casa, un marito, un progetto top secret (riguardante sempre il mondo dei libri eheheheh) e wattpad.
Faccio del mio meglio per conciliare tutto, spero lo capiate.
Detto ciò oggi capitolo shock! Che ne pensate? ❤️
Se vi va come sempre vi lascio il mio instangram qua sotto per qualsiasi informazione o semplicemente per quattro chiacchiere: candiall97
STAI LEGGENDO
Scordarmi Chi Ero
FanfictionCan, un giovane attore e modello di fama mondiale, era stato chiamato per un nuovo ruolo in una serie romanica. Avrebbe dovuto fingere ancora una volta di essere innamorato, avrebbe dovuto fingere ancora quel si al matrimonio finto e magari avrebbe...
