Can, un giovane attore e modello di fama mondiale, era stato chiamato per un nuovo ruolo in una serie romanica. Avrebbe dovuto fingere ancora una volta di essere innamorato, avrebbe dovuto fingere ancora quel si al matrimonio finto e magari avrebbe...
Zaira A svegliarmi è l'improvviso canto degli uccellini, apro gli occhi lentamente e mi prendo alcuni minuti per elaborare quello che è successo.
Sospiro e alzo il busto in cerca dei miei vestiti tra questa baraonda fatta di vestiti e coperte.
-Dove credi di andare?-Can mi afferrà dai fianchi e mi fa stendere nuovamente baciandomi tra i capelli.
-Non voglio passare un'altra notte qua, quindi penso sia il momento giusto per togliere le tende.-spiego giocando con la sua barba folta.
-Beh direi che la notte non è andata poi così male.-ironizza alzando la coperta quanto basta per ricordarmi di essere nuda.
-Can!-lo rimprovero schiaffeggiando la sua mano.
-Comunque hai ragione, è il momento migliore per andarcene anche perché sto morendo di fame.-si alza senza alcuna vergogna facendomi arrossire per forse la centesima volta in meno di ventiquattr'ore.
-Tieni, questo è tuo.-mi passa il mio maglione prima di abbassarsi quanto basta per prendermi il mento tra due dita.
-Sei più bella appena sveglia.-dice lasciandomi un bacio a fior di labbra, io sorrido e mi rivesto raccogliendo poi tutte le nostre cose e seguendolo fuori dalla grotta.
-Siamo ancora in tempo per fare colazione e andare a lavoro.-mi informa guardando l'ora sullo schermo dello smartphone, io annuisco e mi limito a salire in macchina.
Forse avrei preferito non andare oggi, avrei preferito rimanere da sola con lui e parlare, parlare, parlare e ricordare, ricordare l'esatto momento in cui tanti anni prima ho capito di essermi innamorata di lui.
Ricordare come ogni mattina in quarta elementare lo aspettavo con la mia amichetta del cuore cercandolo tra la calca di studenti.
Ricordare come ogni San Valentino fino alla terza media gli lasciavo una barretta di cioccolato al caramello e di come ogni volta sorrideva trovandola li, sul suo banco legata ad un cartoncino a forma di cuore rosso, si guardava intorno cercando di capire chi l'avesse mandata.
-Zaira?-la sua voce mi riporta al presente.
-Ti sei persa nei tuoi pensieri?-chiede stringendomi una mano nella sua.
-Nei ricordi più che altro.-confido con un sorriso.
-E quale ricordo ti fa brillare gli occhi in questo modo?-
-Il ricordo di un gran figo che andava in classe con me.-gli faccio una linguaccia e mi metto a guardare fuori dal finestrino mentre lui continua a guidare fino ad arrivare in un caffè.
CAN -Non hai mangiato nulla.-dico uscendo dal bar col sacchettino contenente la colazione di Zaira.
-Ho lo stomaco chiuso.-ammette stringedosi nel giaccone.
-Che succede?-chiedo poggiandomi all'auto.
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