CAPITOLO 43

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Mi trovo davanti alla porta di Kilian. Dovrei bussare, ma non trovo il coraggio, perciò faccio un respiro profondo e contro ogni mia aspettativa busso alla porta. La paura che lui non sia in casa si annida dentro di me. Non ho controllato se la sua macchina è nel parcheggio, quindi potrebbe non esserci, ma nemmeno due minuti dopo la porta si apre. Un Kilian in tenuta da casa mi si para davanti, indossa semplicemente una t-shirt bianca e dei pantaloni grigi della tuta, ma è una delle cose migliori che i miei occhi abbiano visto nelle ultime ventiquattro ore. «Ashley?», il mio nome esce dalle sue labbra in modo del tutto sorpreso ma il suo sguardo invece è del tutto spaesato. «Ehi», sussurro in risposta mentre noto le occhiaie che gli contornano gli occhi, «Posso entrare? Vorrei parlarti se è possibile...», lo supplico con lo sguardo ma non ricevo una risposta. Continuiamo a guardarci senza dirci una parola, fino a quando non si sposta di lato. Prendo il gesto come un invito ad entrare, perciò supero l'ingresso e mi avvio verso il soggiorno. Sento lo sguardo di Kilian bruciarmi sulla schiena. Questa situazione non è affatto piacevole visto come è finita la nostra ultima conversazione. Appoggio sul tavolino del soggiorno i biscotti assieme al mio cellulare e mi volto verso di lui.
«Ho portato i cookies, sperando...», mi arrotolo una ciocca di capelli tra le dita, «...sperando tu abbia fame», sputo dal nervosismo la prima scusa stupida.
«Oh, ok grazie. Vuoi qualcosa da bere?», annuisco,
«Ho solo acqua se per te va bene, non ho avuto tempo per fare la spesa in questi giorni».
«Va benissimo non ti preoccupare», gli dico mentre lo aspetto in piedi vicino all'angolo del divano.
«Eccoti», mi passa il mio bicchiere, mentre il suo lo appoggia sul tavolino. «Grazie», gli dico per poi bere un sorso d'acqua per via della bocca impastata.«Allora perchè sei qui?», mi chiede mentre si accomoda sul divano e mi osserva dal basso.
«Per parlare di noi o almeno di quello che c'era e di tutta questa situazione», sussurro.
«Ok, puoi sederti Ashley non mordo», faccio come mi dice e mi siedo.
Formulo nella mia testa le parole da dirgli. Esprimere i miei sentimenti non è mai stato semplice per me, ho come un blocco che me lo impedisce, ma oggi devo farcela.
«Beh», inizio a torturarmi le mani. Kilian deve notarlo, perchè appoggia la sua mano sulla mia facendomi smettere. Il calore che sento appena le nostre mani si toccano si irradia in tutto il mio corpo. Purtroppo dura per poco, poiché Kilian toglie la sua mano dalla mia.
«Dopo il nostro ultimo incontro, ho avuto modo di pensare a tutto questo casino», faccio una pausa per poi continuare, «Mi sono comportata come una stronza ipocrita e mi dispiace», abbasso lo sguardo, «non ho pensato alle conseguenze delle mie azioni e me ne pento. L'altra sera, parlando con Xavier, ho scoperto che è felice che tu sia a capo del caso su J perchè lui si fida di te. All'inizio sono rimasta sorpresa delle sue parole, anche perché lui odia i poliziotti», lo guardo per capire se mi sta ascoltando e noto che mi sta guardando.
«Poi prima di venire qua, gli ho raccontato di noi. Non volevo più mentirgli, perchè non se lo merita. Perciò gli ho raccontato quello che ho fatto e lui non ne è rimasto sorpreso, anzi mi ha detto: capisco perchè non sono al fresco», faccio un pausa prendendo un lungo sospiro, «Non è stato quello il momento in cui ho capito che tu non centravi niente, in cuor mio l'ho sempre saputo, ma probabilmente mi serviva sentirlo», finisco di parlare mentre una lacrima bagna la mia guancia. Kilian non dice ancora niente e questa cosa mi fa impazzire, perchè non parla?
Il silenzio ci circonda fino a quando non allunga il braccio e mi attira verso di se. La mia faccia finisce sul suo petto mentre le sue braccia mi circondano la vita.
«Mi dispiace di essere stato uno stronzo con te l'altro giorno in ospedale», mi sussurra all'orecchio. Mi stacco da lui cosi da poterlo guardare in faccia.
«Non devi scusarti, sono stata una stronza e me lo sono meritato», gli dico mentre i miei occhi finiscono sulle sue labbra. Vorrei tanto baciarlo ma so che non è il momento esatto per farlo o almeno è quello che pensavo.
«Ti prego Ashley, fallo», non capisco immediatamente cosa mi dice. Deve ripetermelo ma appena risento quelle parole, senza pensarci un attimo, attacco le mie labbra alle sue. Il bacio è famelico, le nostre bocche si stanno divorando. Per stare più comoda mi siedo sulle sue gambe e allaccio le mie mani dietro al suo collo. Kilian si stacca dalla mia bocca per iniziarmi a baciare il collo e un piccolo gemito esce dalle mie labbra.
«Quanto mi era mancato tutto questo», mi dice mentre succhia un lembo della mia pelle. Annuisco incapace di dare qualsiasi risposta.
«Devo fermarmi?», mi chiede, so perchè lo fa ma voglio sentirlo dentro di me, ne ho bisogno.
«No ti prego, ho bisogno di te».
«Ok piccola», e torna a riattaccare le sue labbra alle mie mentre inizio a strusciarmi su di lui. Le sue mani vagano lungo il mio corpo fino a quando non trovano l'orlo della mia maglietta, che inizia a tirare su. Mi stacco da lui quel poco che serve per far si che la t-shirt sparisca e poi mi ributto su di lui.
«Mmm piccola», mugola sulla mia bocca mentre mi prende su per il sedere e mi fa distendere sul divano. Adesso sono sotto di lui e posso vederlo in tutta la sua magnificenza. Si toglie la maglietta e i pantaloni, rimanendo in mutande.
«Ti piace quello che vedi?»
«Si», gli dico mentre inizia a lasciarmi una scia di baci in mezzo al seno scendendo sempre più in basso.
«Questi sono di troppo», mi dice mentre inizia a togliermi i pantaloncini assieme alle mutandine, «adesso si che si ragiona».Un brivido di freddo mi attraversa il corpo, ma viene subito contrastato dal corpo caldo di Kilian che si posa sopra al mio. Porto le mie mani sul suo petto e con la sinistra traccio una linea immaginaria,fino ad arrivare all'elastico dei boxer.
«Mi sa che questi non ti servono», gli sussurro sulle labbra mentre glieli sfilo con il suo aiuto.
«Hai ragione», mi dice per poi tornare a baciarmi. Il resto succede molto in fretta, sento giusto il rumore della bustina del preservativo rompersi e poi Kilian è dentro di me.
«Oddio», gemo mentre inizia a muoversi. Mi aggrappo alla sua schiena e getto la testa all'indietro, cosa che lo fa impazzire essendo che grugnisce sopra al mio collo.
«Mi sei mancata cosi tanto piccola, non so quanto durerò ancora», mi dice mentre affonda sempre di più dentro di me.«Anche tu mi sei mancato da morire», riesco a dire mentre sento che l'orgasmo è vicino.
«Sto per venire Kil».
«Vieni piccola, vieni», mi incita baciandomi il collo e infatti poco dopo vengo.
Kilian esce da me, distendendosi al mio fianco e facendomi girare verso di lui.«Dio, sei fantastica», mi dice affondando la testa nella mia spalla.
«Ti amo», gli dico di getto ricordandomi delle sue parole all'ospedale. Tira su la testa e mi guarda negli occhi prima di rispondermi.
«Ti amo anche io».

N/A: ogni volta mi scuso per il ritardo e anche questa volta lo faccio, ma il lavoro mi prende troppe ore e quando riesco mi metto a scrivere, spero che il capitolo vi piaccia spero di aggiornare il prima possibile, un bacio ❤️

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