CAPITOLO 21

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Sono seduta sul divano di Kilian, mentre lui sta prendendo due piatti e della panna spray per la torta. Non so cosa gli stia passando per la testa in questo momento, sicuramente non si aspettava una mia visita. Conoscendolo, immaginerà che si successo qualcosa, per questo non ha detto ancora nulla.

«Eccomi», annuncia prima di appoggiare il tutto sul tavolino e sedersi affianco a me. Gli sorrido, per poi tirare fuori i due pezzi di torta e posizionarli sui piatti.

«Vuoi anche tu la panna?», chiedo.

«Ovvio, che gusto c'è mangiare una torta così senza?»

«Scusami, pensavo che per tenerti in forma non la mangiassi».

«Non preoccuparti per i miei muscoli, se la cavano anche con un pò di panna in corpo», rido.

Aggiungo la panna in entrambi i piatti e poi gli passo il suo.

«Mi dispiace essere venuta qui, senza nessun preavviso».

«Tranquilla, immagino sia successo qualcosa di sgradevole».

«Come fai a saperlo?»

«La tua faccia parla per te. Inoltre, se vogliamo buttarla sul ridere, sei senza scarpe», oh cazzo, nella fretta mi sono dimenticata di rimetterle sù.

«Molto simpatico, comunque hai ragione, ma non ho molta voglia di parlarne».

«Ti capisco, tranquilla», dice iniziando a mangiare la torta.

«E' buonissima, non quanto quella di "Barbara", ma è ottima», addento anche io un pezzo e wow, è davvero fantastica.

«Mmm, è davvero ottima».

«Ti piace così tanto, che ti è rimasta un po di crema nell'angolo della bocca».

«Qui?», chiedo, mentre con la lingua, passo sopra l'angolo destro della bocca. Dove incontro il dolce sapore della crema, che entra in contatto con la mia bocca.

«Si, esattamente lì», i suoi occhi non lasciano nemmeno per un istante le mie labbra.

«Ottimo», dico continuando a mangiare la torta.

«Lo stai facendo apposta, vero?»

«Cosa?», faccio la finta innocente. So esattamente di cosa sta parlando, forse sto tirando un pò troppo la corda, ma mi piace giocare con lui.

«Non fare la finta tonta con me».

«Ti riferisci a questo?», e lecco le labbra che ho casualmente sporcato.

«Esattamente».

«Ok, allora smetto», mi accomodo meglio sul divano «Guardiamo qualcosa in tv?»

«Sei terribile, sai?», mi si avvicina.

«Perchè? Ho anche smesso», gli sorrido.

«Perchè, primo ti presenti a casa mia vestita così...», mi indica «...secondo perché mi istighi e terzo...».

«E cosa c'è di male...nel mio vestito?»

«Nulla, anzi sei bellissima. Lo sei sempre, ma cazzo, questo vestito ti fascia le forme alla perfezione», si ferma a osservarmi «E io non voglio rovinare tutto, siamo solo all'inizio...».

«Non rovinerai tutto. Neanche io voglio correre, ma questo non toglie, che siamo entrambi attratti l'uno dall'altro».

«Vieni qua», mi dice.

Mi avvicino e salgo a cavalcioni sopra di lui, per poi avvicinare le mie mani al suo volto.

«Sei davvero bello, sai?»

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