CAPITOLO 26

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Sono nella mia camera.

È tutta buia.

Solo una piccola candela, posizionata sulla scrivania, illumina l'ambiente.

Il letto è in ordine con le tende del baldacchino legate.

Sto sognando?

Pare di sì.

L'atmosfera ha un non so che di inquietante.

La piccola fiamma crea giochi di ombre sinistri.

Ho un brutto presentimento.

C'è un silenzio strano.

Uno di quei silenzi che ti rimbomba nelle orecchie.

Uno di quei silenzi che precedono il dramma.

La scrivania è vuota.

Niente libri, niente fogli di pergamena, niente forcine o gingilli vari...

Solo quel dannato foglietto bianco.

Mi avvicino con cautela.

Piano.

Il legno sotto ai miei piedi scricchiola, creando cigolii terrificanti.

Arrivo alla scrivania.

Il cuore accelera.

Un forte senso di inquietudine mi attanaglia le membra.

Lettere scarlatte compaiono sul foglio.

Sembrano scritte col sangue.

La cicatrice sul mio braccio comincia a bruciare.

Brucia forte.

Fortissimo.

Mi alzo la manica della camicia.

È estremamente arrossata.

Il bruciore si fa sempre più intenso.

Comincia a sanguinare.

Dai solchi creati con quel maledetto pugnale, dai contorni delle lettere che formano questa orrenda parola, comincia ad uscire del sangue.

"Sanguemarcio"

Il sangue cola sul braccio.

Sgocciola sul pavimento.

Rivolgo il mio sguardo al foglio sulla scrivania.

Continuano ad apparire delle lettere.

Sempre più scarlatte.

È il mio sangue...

Il mio sangue sta componendo quelle maledette parole!

Ma come diavolo è possibile?

La cicatrice brucia sempre di più.

Mi piego in ginocchio dal dolore.

Urlo.

Urlo disperatamente.

Un potente mal di testa mi comprime le tempie.

"Hermione.."

No!

Quella voce!

No!

No!

No!

Balzo a sedere sul letto.

Madida di sudore.

Il cuore batte ad un ritmo innaturale.

LA FENICE - SNAMIONE Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora