"Oh, ci è appena giunta notizia che il sergente Barnes è appena deceduto".
Dopo quelle parole non sono più in grado di ascoltare un'altra parola. Quasi non mi reggo in piedi. Gli occhi rimangono incollati allo schermo dove mostrano una foto di Bucky. Inizio a lacrimare cercando di soffocare il mio pianto difronte a centinaia di persone e prima di andare a trovarlo il giornalista annuncia un'ultima notizia che richiama la mia attenzione. "È stato richiesto dalle autorità anche la collaborazione da parte dei cittadini. Se qualcuno incontrasse o sapesse qualcosa, qualunque cosa in merito all'assassino, alias Grace Collins, ha il dovere di riferirlo alla polizia. Qualunque informazione può rivelarsi necessaria. Ma chi riesce a consegnarla viva o morta ci sarà una lauda ricompensa in denaro. Si parla di 500.000 dollari" avverte gli spettatori ponendo accanto alla foto di Bucky la mia.
Inizio a sentire lo sguardo delle persone intorno su di me, squadrandomi dall'alto verso il basso. Cominciano a sussurrarsi "Ma è lei?" gli uni agli altri. Mi sollevo il cappuccio e cerco di allontanarmi il più velocemente possibile a passo svelto senza dare troppo nell'occhio. Entro in un vicolo e cerco di riprendere fiato e respirare. Sto avendo un attacco di panico. Riprendo a piangere per quello che è successo a Bucky calciando un bidone della spazzatura rovesciando tutto il contenuto e urlando per la frustazione cadendo in ginocchio. Inizia poi a mancarmi il respiro e cerco di calmarmi. Sento avvicinarsi qualcuno mi risollevo, dandogli le spalle, immediatamente gli lanciando contro un coltello. "AHI. Sono io, sono io" dice Wade avvicinandosi sempre più. Il coltello è conficcato nella parte destra del petto ma lui la estrae riponendo il coltello nell'arsenale. "Che ci fai qui?" chiedo tra un affanno e l'altro. "Non appena abbiamo saputo la notizia sono venuto a cercarti" mi spiega. "Come mi hai trovata?" chiedo. "Oh e d'accordo, ti ho seguita va bene? Il barone era preoccupato per te. Non te la prendere con me è stata un'idea sua" mi confessa. "Al momento non m'importa" dico riprendendo a piangere. "So benissimo cosa si prova. Ma adesso dobbiamo andare. Ora ti cercano tutti. Avrai tempo di disperarti a casa" mi dice.
"Non dirmi che sai quello che si prova. Ho perso tutti. Tutti. Tutti quelli che amo. Farai meglio ad allontanarti da me o il prossimo potresti essere tu" gli dico. "Infondo l'ho sempre saputo che mi amavi, era evidente che avevi un debole per me" ironizza. "Sai cosa intendo" puntualizzo. "Lo so, ma non può succedermi niente. Niente e nessuno può uccidermi ricordi? Se c'è qualcuno che può restarti accanto in questo momento sono io" mi fa riflettere. "Al momento voglio rimanere sola" ribatto. "Non posso lasciarti sola. Quegli agenti hanno messo una taglia sulla tua testa. Questo significa che anche la gente più pericolosa ti sta cercando. Dobbiamo andare" insiste.
Ma prima di seguirlo "Ma che fortuna" esclama un uomo la cui voce deriva dall'uscita del vicolo. Voltando la testa intravediamo delle figure avvicinarsi. "Allora vieni con noi in centrale o preferisci morire? Ci pagheranno ugualmente" esordisce un altro uomo del gruppo. "Vedi era di questo che ti parlavo" mi fa presente Wade. "Non vi conviene. L'ho trovata per primo. È mia" continua Wade. "Possiamo aiutarti e divideremo la grana" propone un altro. "Dividere? Non se ne parla neanche" risponde Wade. "Allora vorrà dire che uccideremo anche te" minaccia l'uomo. "Ve la siete cercata" commenta prima di aggredirli mettendoli fuorigioco.
Io non riesco a muovere neanche un muscolo. Sono paralizzata. Non ho ancora elaborato quello che è successo. "Adesso andiamo" mi dice Wade prendendomi per mano riuscendo a portarmi alla realtà. Rimaniamo ben nascosti agli occhi di tutti fino ad arrivare, sicuri di non essere seguiti da nessuno, all'appartamento di Zemo, dove ci attendeva preoccupato. "State bene per fortuna. Mi dispiace per quello che è accaduto" mi dice Zemo. Io rimango in silenzio a fissare il vuoto per un po', per poi chiudermi in bagno. Riprendo a piangere disperatamente. È stata tutta colpa mia. L'ho ucciso. E rivivendo quella scena in mente più e più volte mi fa star male anche a livello fisico tanto da arrivare a vomitare. Cerco di riprendere fiato e calmarmi sedendomi sul pavimento sollevando la testa e appoggiando la schiena alle mattonelle gelide della parete. Ritrovo le forze per alzarmi e rinfrescarmi il viso al lavandino. Provo ribrezzo nel guardare il mio riflesso difronte a me tanto da colpirlo con un pugno. Frantumo lo specchio ferendomi, ma non sento alcun dolore per la ferita. Speravo di riuscire a concentrarmi su un altro tipo di dolore, ma la mia mente non me lo permetteva.
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WHITE WOLF AND BLACK FOX
FanfictionArchiviata la battaglia contro i Flag-Smasher, Sam Wilson e Bucky Barnes tornano in azione al fianco dell'FBI per dare la caccia a una nuova, letale minaccia: il serial killer noto come Black Mamba. Durante le indagini entra in gioco Grace Collins...
