-10- "i ricordi sono l'unica cosa che mi tiene in vita"

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Presente

Sbatto più volte il pugno sulla porta di casa di Ryan finché una figura esile con dei lunghi capelli biondi mi apre.

<< Anastasia cosa- >> la interrompo entrando in casa.
<< dove cazzo è Ryan?! >> chiedo un po' alterata.

<< nel suo studio, ma... è successo qualcosa? >> chiede preoccupata ma non le rispondo, salgo velocemente le scale ed entro nel suo studio che un tempo era di mio padre.

<< brutto figlio di puttana! >> urlo spalancando la porta.

<< cosa ho fatto? >> chiede confuso.

<< e me lo chiedi anche?! Perché non mi hai detto che mi aveva lasciato una lettera eh? Perché devi sempre essere tu a decidere per me? >> urlo, e questo sembra anche spaventarlo.

<< come sai della lettera? >> chiede sorpreso.

<< non importa come lo so, voglio sapere perché cazzo non me lo hai detto! >>

Lui si alza e viene verso di me fermandosi a pochi centimetri di distanza.

<< eri distrutta, se te l'avessi data saresti stata solo peggio. Non so cosa ci sia scritto, ma so che saresti ricaduta di nuovo nelle vecchie abitudini! >> esclama.

<< ci sono ricaduta comunque! Avevo smesso di mangiare, di parlare e di dormire! E ovviamente non ve ne siete mai accorti, o meglio, ve ne siete accorti e avete lasciato stare pensando che sarei riuscita a superarlo, ma a quanto pare mi avete sopravvalutata troppo. >> dico con gli occhi lucidi.

<< non credevo che la situazione fosse così grave, non mi hai mai detto niente >> dice dispiaciuto.
Oh, ora è anche dispiaciuto... stronzo.

<< non ti ho detto nulla perché per la prima volta eri felice, stavi vivendo la tua relazione e non volevo essere un peso, perciò ho sofferto in silenzio >> mi asciugo le lacrime.

Ormai è inutile discutere di questo, non cambierà nulla sapere che in realtà sono stata male.

<< ce l'hai ancora? >> chiedo speranzosa.

<< si ma...che utilità avrebbe? Ormai se n'è andato >> mormora afflitto.

<< dammela >> ringhio, lo vedo tentennare.
<< Ryan dammela o giuro che ti distruggo casa >> va alla scrivania e tira fuori una busta che poi mi porge.

<< non puoi rimanere ancorata al passato Anastasia, ti stai solo distruggendo >> è preoccupato, ora è preoccupato, forse doveva preoccuparsi un po' prima.
Ora è troppo tardi.

<< i ricordi sono l'unica cosa che mi tiene in vita >> dico facendo per uscire, perché in effetti se non fosse per la missione che devo portare a termine mi sarei già tolta la vita anni fa, ma prima di uscire mi fermo sullo stipite della porta, mi volto verso mio fratello che è rimasto fermo al centro della stanza e mi incammino verso di lui, una volta arrivata alla vicinanza giusta gli tiro un pugno proprio sul naso << questo è per avermi mentito >> ringhio per poi uscire di corsa dalla casa.

Devo tornare da Margaret, perciò metto in moto e con ancora le lacrime che mi scivolano sul volto arrivo a destinazione, me le asciugo e entro in casa.

<< è stata veramente tanto male >> la sento sussurrare a suo nipote.

<< nonna te l'ho già detto, l'ho fatto solo per il suo bene >> risponde lui e in quel momento vorrei rimanere qui ad origliare ma sono costretta a raggiungerli in cucina, e nel vedermi entrare smettono subito di parlare.

<< tieni il tuo telefono >> glielo porgo, sono passata a prenderlo prima di tornare qui.

<< se a Margaret va bene puoi restare qui altrimenti puoi venire a stare da me, solo finché non ti trovi un posto dove stare >> mi rivolgo ad entrambi.

<< oh mi piacerebbe ospitarlo qui, ma purtroppo il suo letto non viene usato da anni probabilmente l'avranno mangiato le blatte >> dice la vecchietta e capisco che si è appena inventata una scusa.
Il suo letto è stato tenuto benissimo, proprio in caso fosse tornato un giorno.

<< d'accordo vuoi rimanere un'altro po'? Posso passarti a prendere tra poco >> mi rivolgo a Josh.

<< no >> dice, probabilmente non vuole continuare il discorso con la nonna.

<< andiamo ora >> mormora, si alza dalla sedia e esce da casa.
Margaret mi fa l'occhiolino e poi lo seguo in macchina.

Parto in direzione di casa e ogni tanto lascio qualche occhiata a Josh che sta guardando fuori dal finestrino, si sporge verso la radio e la accende, parte "when i was your man" di Bruno Mars e comincia a canticchiarla sottovoce, e quando finisce ne comincia un'altra "perfect" di Ed Sheeran.

Nel sentirla mi sembra di avere un deja-vu e lui sembra pensare la stessa cosa quando si gira verso di me.

Per non far trasparire nessuna emozione spengo la radio, e torno a concentrarmi sulla strada.

Una volta arrivati davanti al cancello spingo il bottone per farlo aprire, ma non parcheggio nel garage dato che probabilmente ci sarà ancora la macchina di Logan che di solito lascia qui quando va a trovare suo padre o quando va a Seattle solo per poco tempo, come questa volta.

<< entra >> dico brusca aprendo la porta, lui entra e mi segue lungo i vari corridoi per poi fermarmi davanti alla porta di una stanza.

<< puoi stare qui finché non ti trovi una sistemazione, il frigo è pieno se hai fame. Io dovrei tornare domani mattina, ti passo a prendere e discutiamo dell'accordo >> dico aprendogli la porta della stanza.

<< dove vai? >> chiede, forse ha capito che non passerò la notte a casa.

<< non sono cazzi tuoi >> comincio a innervosirmi, devo uscire il prima possibile di qui.

Esco di casa di corsa e raggiungo Mark al locale prestabilito.

<< novità su Eris? >> chiedo entrando nel privet.

<< sembra abbia abusato di molte ragazze >> dice versando del vino in due bicchieri, mi siedo sul divano accanto a lui, schifata dalla sua rivelazione, ma non sorpresa.

<< e che fine hanno fatto le ragazze? >> chiedo.

<< tutte morte, nessuno può testimoniare >> veramente astuto questo Eris.

<< voglio sapere nomi e cognomi di tutte le ragazze >> dico prima di bere il bicchiere di vino, a cui successero almeno altri cinque cocktail facendomi dimenticare tutto lo stress della giornata.

Ciao a tutti!
Fatemi sapere se il capitolo vi è piaciuto e cosa ne pensate.

Quale sarà la "missione" che Stacy dovrà portare a termine?

-A <3

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