Capitolo 4 - Macarena's POV

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qualche ora prima

"Ora con permesso vado a vedere di aiutare a organizzare il funerale di Yolanda in questo posto di merda" poi mi volto e me ne vado a passo svelto e con i pugni chiusi con tanta violenza che le nocche sono bianche e le unghie mi tagliano la pelle dei palmi. Le sento bisbigliare qualcosa in lontananza, forse ho esagerato, ma devono capire che sono debole, ma non stupida. Non voglio farmi mettere i piedi in testa, non voglio nella maniera più assoluta. Devo resistere qui dentro, almeno fino al processo. Mentre cammino lungo il cortile sento lo sguardo di Zulema perforarmi la schiena uscendo dal mio petto, non riesco a capirla quella donna, mi attrae la sua mente contorta, ma allo stesso tempo ho paura di lei, una paura fottuta. Credo che siano state loro, credo che abbiano ucciso loro Yolanda in quel bagno, forse per i soldi, forse per regolare qualche conto in sospeso, non lo so, ma credo che siano state Zulema e Saray. E la cosa che più mi stupisce è che nei loro confronti provo paura, sì, non mi è mai piaciuta la violenza, però allo stesso tempo c'è qualcosa di loro, di Zulema in particolare, che non riesco a comprendere, ma che come una calamita mi porta a voler sapere ancora di più.
Con questi pensieri che mi confondono, corro verso la cappella, ma vedo un grande trambusto nei corridoi. Stanno portando Sole in braccio verso l'infermeria. Entro in cappella senza capire che cosa sia successo.
"Si è sentita male" mi dice una detenuta.
"È il cuore, è il cuore" esclama un'altra.
Vorrei correre verso l'infermeria, Sole è stata molto gentile con me, mi ha dato subito un'ottima impressione, mi dispiacerebbe se accadesse qualcosa anche a lei, già, anche a lei. La morte di Yolanda mi ha scossa, non avevo mai visto qualcosa di così brutale, è come se improvvisamente io avessi realizzato che siamo in un carcere e che in quanto tale, dentro ci sono anche persone violente, assassine. Mi volto per uscire, ma un secondino mi ferma.
"Ferreiro, seduta - esclama - sta iniziando la commemorazione" conclude addolcendo il tono. Palacios mi sembra il più buono fra queste guardie, non pensavo che quello che si vede nei film fosse vero, ma certi secóndini sono veramente delle bestie.
"Maca ti devo parlare" mi dice Tere. Che tipa strana, ieri le ho fatto pipì nel vasetto per il test della droga, non so perché io abbia accettato sinceramente, ero in infermeria per chiedere al medico di darmi qualcosa per calmarmi perché sto avendo troppa ansia qui dentro, lei è comparsa e mi ha chiesto questa cosa. Forse mi ha fatto quasi tenerezza. Ho chiesto al medico anche una crema per l'irritazione che mi sta procurando la biancheria in poliestere, gli ho detto che sono allergica da sempre e che mia mamma è un'infermiera e ha sempre usato quella crema. Mi ha risposto che conferma l'allergia, ma che il trattamento lo deve decidere lui. Non mi ha fatto una buona impressione questo medico, toccava troppo e mi fissava.
"Maca" mi ridice Tere scuotendomi per le spalle.
"Dimmi, scusa stavo pensando" mi giustifico.
"Devi fare di nuovo pipì nel vasetto" mi dice.
"No" scuoto la testa.
"Sì, sono incinta e devono confermarlo solo che se chiedo a un'altra poi non è incinta" mi sento mancare l'aria e i polmoni mi bruciano. Incinta. Se Tere ha usato la mia pipì, vuol dire che sono io che sono incinta.
"Non può essere" sussurro.
"Maca ti prego, se mi sbattono in isolamento io impazzisco, ti prego" Tere sta tremando.
"Okay" dico confusa e lei mi sorride trotterellando via. Non sto nemmeno più pensando alla sua richiesta.
Sono incinta. Sono incinta del bastardo che mi ha buttata in carcere senza porsi il minimo quesito. Sono incinta di un figlio di puttana. Sono incinta in carcere e sono sola. Voglio chiamare i miei genitori, devo dirgli la verità. Ho bisogno di aiuto. E credo di dover abortire. Guardo la direttrice chiedendomi se lei potrebbe aiutarmi, è una donna, forse è più sensibile. La vedo parlare con Sandoval, il medico. Indicano Tere che sta cantando nel coro, è iniziata la celebrazione e nemmeno me ne sono accorta. Appena il coro tace, c'è un attimo di silenzio in cui sento la direttrice parlare con il dottore a bassa voce, per fortuna ho un buon udito perché quello che si dicono mi interessa.
"L'hanno lasciata affogare, era piena d'acqua nei polmoni" dice Sandoval.
"Credi che Zahir c'entri qualcosa?" gli domanda la direttrice, quando sento il nome di Zulema mi viene un conato di vomito. Perché sospettano tutti di lei? Cosa c'è sotto.
"Non lo so Miranda - le risponde lui - è vero che ha già ucciso in passato, però erano amiche, se così si può dire. Zulema è cattiva, ma se tiene a qualcuno diventa estremamente protettiva, come con Vargas" continua riferendosi a Saray.
"Carlos, è Zulema. La detenuta più pericolosa del carcere. Quella a cui non mettiamo nessuno in cella perché abbiamo paura che possa succedere qualcosa, visto che in passato ha rovinato la vita di ogni persona che ha condiviso quel buco con lei. E poi non erano così amiche. Speriamo solo che non accada nulla alla nuova stando lì dentro" dice voltandosi verso di me e io sposto subito lo sguardo su Zulema che sta intanto salendo a parlare per ricordare Yolanda. La guardo con ribrezzo e sposto gli occhi.
Chi è Zulema Zahir?
Ma soprattutto, perché c'è una parte di me che è così profondamente attratta dal conoscerla pur sapendo che non dovrei fidarmi?

Iguales o nadaLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora