"Noto che non perdi mai il vizio di non aspettare" afferma la direttrice quando mi vede entrare senza aver atteso la risposta dopo che ho bussato.
"Le buone abitudini sono dure a morire" rispondo fredda.
"Come stai?" mi chiede lei.
"Una meraviglia, non si vede?" il mio tono è sarcastico, la divisa mi sta grande nonostante sia la taglia più piccola e il mio viso è scavato, pallido, grigio.
"Hai ucciso una persona" mi dice.
"Che ne ha uccisa un'altra completamente innocente" il mio tono è tagliente.
"Non c'è giustificazione, dovevo prendere provvedimenti. Per quanto Anabel non piacesse a nessuno, l'hai uccisa e non avresti dovuto farlo" continua lei.
"Lo rifarei, ma non sono qui per parlare di questo" cambio argomento, lei mi guarda scuotendo la testa e ridendo fra i denti. In fondo so che Anabel qui dentro non manca a nessuno, probabilmente ho fatto un favore anche a loro levandola dalla piazza.
"Dimmi pure" mi sorride con un tono esageratamente gentile.
"Voglio cambiare cella" affermo sicura della mia decisione.
"Zulema..." il suo viso si incupisce.
"Non sono qui per chiederti un consiglio o un'opinione, voglio cambiare cella" continuo io.
"Non ci sono letti" mi dice.
"C'è quello di Anabel" alzo le spalle.
"È già stato occupato, non ci sono letti, ripeto" risponde.
"Posso chiedere un cambio con Rizos? Sono sicura che starebbe volentieri in cella con Saray" tento. Non so nemmeno se sia vero e sono io che non starei bene senza la mia gitana, ma non mi interessa, ho bisogno di stare il minimo indispensabile con Macarena. La sua presenza mi innervosisce e mi altera.
"Zulema, perché stai allontanando Maca così?" mi chiede, so che sa che è questo il motivo, deve averlo capito dalle mie reazioni incontrollate in isolamento.
"Voglio solo cambiare cella" la ignoro sperando che si accontenti di non avere una motivazione per questa mia decisione. Ma è Miranda e Miranda non molla davanti a nulla, nemmeno a Zulema Zahir.
"Sei in quella cella da quando sei arrivata qui. Lì dentro c'è la tua migliore amica e anche la donna che ami..." io porto i miei occhi nei suoi e la zittisco.
"Io non la amo" scandisco le parole che risuonano nella stanza rumorose come tuoni e pesanti come macigni.
"Macarena ti ha resa una persona migliore, amarla ti rende migliore. Da quando c'è lei persino Cruz del Sur è un posto migliore, non perdere l'occasione di lasciarti amare perché credo che nessuno al mondo abbia mai amato qualcuno tanto quanto lei ama te" non appena sento quest'ultima frase sollevo lo sguardo e lo riporto ancora una volta in quello della direttrice.
"Amarmi le ha portato via suo figlio" il mio tono gela la stanza nonostante le temperature calde di giugno.
"No Zulema, è qui che sbagli: amarti l'ha fatta sopravvivere a quella perdita. - il silenzio cala dopo le sue parole, rimaniamo così per qualche minuto, poi riprende - Non hai idea di ciò che ha passato quella ragazza in ospedale, l'infezione la stava mangiando dall'interno, le urla strazianti per il dolore fisico erano quasi più forti di quelle per la perdita di León. Ha trascorso le notti a gridare il tuo nome e durante la terapia che la faceva soffrire come un cane mi guardava e mi diceva 'devo tornare da lei'. Sei stata la sua forza, la ragione per cui ha combattuto per rimanere attaccata a questa vita a cui era appesa solo per un filo sottilissimo. E quando è tornata qui dentro ti ha cercata e non c'è stato giorno in cui non mi abbia chiesto come stessi. Zulema, se quella ragazza così innocente si è innamorata di te c'è un motivo, non sei solo il mostro che vuoi far credere di essere, forse nessuno oltre a Saray se n'era mai accorto, ma Maca sì, lasciati andare" mi dice tutto d'un fiato, quel fiato che invece a me ora manca. Mi manca lei, credevo che avrei fatto in tempo a portarla fuori di qui, per un attimo ho persino pensato che l'avrei aiutata a crescere quel bambino. Mi manca ma non posso, amarmi l'ha quasi uccisa. E amare lei ha quasi ucciso me.
"È troppo tardi, troppo tardi" digrigno i denti alzandomi.
"Zulema, so cosa mi hai detto in isolamento, ma sai anche tu che è solo una scusa per convincerti a odiarla. Tu la ami, non continuare a nasconderti" mi dice poco prima che io esca dalla porta sbattendola alle mie spalle tanto forte da far tremare il pavimento. So a cosa si riferisce.
"Macarena sta molto meglio, il suo corpo si è ripreso quasi completamente e..." la direttrice mi parla, ma io tutto ciò che riesco a pensare è che lei si è ripresa mentre io sto morendo in questa topaia.
"BASTA! BASTA! NON ME NE FREGA NULLA DI COME STA, NON MI INTERESSA SE È VIVA O MORTA. PER CAUSA SUA STO VIVENDO QUESTO INFERNO, SONO IN GABBIA, ABUSATA, UMILIATA, PRIVATA DELLA MIA DIGNITÀ. MACARENA MI È COSTATA LA MIA DIGNITÀ E IO NON VOGLIO SAPERE NULLA DI LEI" urlo sentendo l'aria bruciarmi i polmoni. La odio, odio essere finita in questa situazione per lei, odio essere stata tanto debole da esternare con qualcuno ciò che provavo per Macarena, odio aver avuto un punto debole e odio che qualcuno abbia compassione di me per ciò che è successo. Ma ciò che odio più di ogni altra cosa al mondo è il non riuscire ad odiare per davvero lei. Mi si è attaccata alle ossa, ai muscoli, alla pelle. Ha invaso il mio cuore e la mia mente e per quanto io mi sforzi di odiarla per ciò che sto vivendo ora, l'unica persona che odio sono io per aver causato tutto quanto.
"Zulema, la donna che ami e che ha rischiato di morire ora sta bene, non può non interessarti" appena sento queste parole urlo, il mio è un urlo di dolore di quelli che lacerano il cuore di chi li sente. Mi sento morire, mi sento soffocare. Poi però il fuoco si accende nel mio sguardo e lo strazio nella mia voce lascia spazio alla rabbia. Afferro con due mani il vassoio del pranzo (o era della cena? Non so più niente) che ancora giaceva a terra sul pavimento freddo e umido della cella in cui sono rinchiusa e con una forza disumana lo scaravento contro la porta accanto alla direttrice.
"MACARENA FERREIRO PER ME È MORTA, NON VOGLIO SAPERE PIÙ NIENTE DI LEI" e così dicendo crollo a terra in un pianto soffocato. Non posso più permettere che corra alcun rischio a causa mia, anche se questo significa distruggere me.
STAI LEGGENDO
Iguales o nada
FanfictionAvete presente l'attimo in cui ci si trova di fronte a un bivio? Sì o no. Giusto o sbagliato. Vero o falso. Amiche o nemiche. Cosa sarebbe successo nel carcere di Cruz del Sur se Macarena, il suo primo giorno, fosse davvero stata assegnata alla cel...
