Capitolo 14 - Macarena's POV

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Non sono stati mesi facili quelli appena trascorsi, quando mi sono svegliata dal coma ho realizzato tutto ciò che è successo. So di aver istintivamente cercato Zulema, ma lei non era lì. Ero in una sterile stanza di ospedale ammanettata a un letto come se potessi scappare, che poi perché avrei dovuto farlo se tutto ciò che mi era rimasto stava dentro questo carcere? Le mie amiche, la persona del quale ho capito di essere innamorata e la mia vendetta. Questo è ciò che mi è rimasto quando mi sono svegliata dal coma sentendomi completamente svuotata. Ho provato un dolore straziante mentre Anabel mi torturava, ma nessun dolore fisico è stato paragonabile a come il mio cuore si è lacerato quando le sue tirapiedi hanno iniziato a colpire le persone più importanti della mia vita: mio figlio e Zulema. In quel momento non mi interessava di me, io ero preoccupata solo per loro. È incredibile come sia vero che ci si accorge di quanto qualcuno sia importante solo quando si rischia di perderlo. Sapevo che mio figlio fosse fondamentale per me, sapevo già di amarlo più di quanto io abbia mai amato me stessa, ma Zulema...è stato quando l'ho vista offrire la sua vita in cambio della nostra che mi sono resa conto di quanto io mi sia legata a lei, è un legame morboso, quasi tossico, posso esistere solo se ho lei. E in quella lavanderia io non sapevo cosa mi avrebbe fatto più male: perdere il mio bambino o perdere lei. E la risposta, per quanto mi possa rendere insensibile agli occhi del mondo, io la so. È come se quando ho capito che per il mio piccolo non ci sarebbe stato nulla da fare il mio cervello mi abbia dato una scossa, in un attimo ho avuto la consapevolezza che con Zulema accanto io posso combattere qualunque battaglia. Il dolore di perdere León mi ha distrutta, si è portato via una parte di me che non ritornerà mai, ma so che posso sopravvivere perché non sono sola. O almeno questo è quello che credevo. A Zulema però io non sarei sopravvissuta.
Mi hanno riaccompagnata in carcere credo una settimana dopo il mio risveglio e io l'ho cercata, l'ho cercata ovunque, ma lei non c'era. Mi sono accorta subito che c'era qualcosa di diverso nell'aria, a Cruz del Sur era tutto stranamente tranquillo, troppo. Ricordo che mi sono sentita stringere lo stomaco e ho vomitato: ero terrorizzata all'idea che le fosse successo qualcosa. Nonostante il dolore logorante per il mio piccolo angelo, la paura di perdere lei mi stava uccidendo. Poi sono entrata in cella e il suo letto era senza lenzuola, è stato lì che sono esplosa in un pianto straziante. Non so per quanto tempo ho soffocato le mie urla nel cuscino, ma abbastanza per crollare in un sonno profondo e senza sogni. Al mio risveglio accanto a me avevo Saray. È stata lei a raccontarmi di come Zulema si sia preoccupata per me e di ciò che ha scelto di fare per vendicarci. "Ha ucciso Anabel" mi ha detto Saray ed è come se io in quel momento fossi tornata a respirare. Poi però mi sono sentita soffocare di nuovo. Ho chiesto a Saray dove fosse e ciò che mi ha risposto mi ha fatto perdere un battito, è bastata una parola e la consapevolezza di ciò che Zulema stava passando per me. "Isolamento" ha risposto la gitana. E da quel momento non ho più saputo nulla, il silenzio più assoluto. Non sapevamo se l'avremmo rivista, non sapevamo se fosse viva. Zulema è stata come una presenza costante che incombeva su tutte noi, ma il suo nome non è mai stato pronunciato, un po' come quello di Voldemort. "Sapete dove sia?", "come starà?", "ha avuto fegato", "ci ha tolto un peso", "doveva essere innamorata", "tornerà". Tante domande, preoccupazioni e ipotesi, ma mai il suo nome.
Io e Saray non abbiamo mai parlato di Zulema in questi mesi, è stato un tacito accordo che hanno fatto i nostri occhi. Sarebbe stato troppo doloroso per entrambe. C'è stato solo un giorno di un paio di settimane fa in cui, sdraiate sul suo letto come ogni sera per sentirla più vicina, abbiamo invece percepito la sua assenza più che mai.

"Mi manca" mi dice Saray fissando il soffitto. Non c'è bisogno di dire altro, sappiamo entrambe che si tratta di lei.
"Anche a me, in ogni momento" le rispondo sincera. Una lacrima scivola lungo la mia guancia e mi appresto ad asciugarla con il polso.
"Tu hai avuto troppo poco tempo con lei, ma Zulema ha un cuore immenso che non è per tutti. Sembra di ghiaccio, ma il suo passato l'ha indurita. Credimi Maca, mai avrebbe fatto per qualcuno ciò che ha fatto per te, forse solo per me" parla con la malinconia nella voce, come se le lacrime fossero pronte per abbandonare i suoi occhi.
"Saray io sono innamorata di lei"  lo sguardo della gitana si posa su di me. Lo dico ad alta voce per la prima volta e sono sicura che se non fossi sdraiata le gambe non mi sorreggerebbero.
"Lo so" mi dice con un sorriso dolce.
"E penso che mi ami anche lei - aggiungo, i suoi occhi restano su di me - non so se l'ho sognato, se è uno scherzo della mia mente o se è la verità, ma ricordo vagamente un bacio e un suo 'ti amo, perdonami' sussurrato sulle mie labbra quando mi stavano portando via" continuo, ho bisogno di una risposta. So che lei non era lì, ma io lo devo sapere. Saray però non parla, i suoi occhi si riempiono di lacrime e le sue braccia mi circondano in una stretta così forte che quasi non riesco a respirare. Quando si separa da me, prende un grosso respiro e parla.
"C'è stato, non è stato un sogno, lo ha raccontato Palacios durante gli interrogatori per i verbali" mi dice.
"Ha offerto ad Anabel la sua vita in cambio di quella di León, le ha offerto la schiavitù o la vita. Le ha detto che stavamo insieme, che ci amavamo, pensavo mentisse, non sapevo ciò che provava, non riconoscevo nemmeno ciò che provavo io, ma ci amavamo davvero." la freddo io, lei ha un sussulto.
"Macarena, lei non è una persona per tutti, ha ucciso Anabel per vendicarti, ha messo a repentaglio la sua vita, sono più di due mesi che è chiusa in quel buco sempre se è ancora qui. Solo un amore profondo e vero poteva spingerla a fare ciò che ha fatto. Io ho visto Zulema vendicarsi in passato, ma l'ha sempre fatto per orgoglio, questa volta nei suoi occhi c'era tutto il dolore che non ha mai esternato" e io in un attimo realizzo che un filo invisibile mi lega a lei, mi terrà sempre legata a lei. Siamo come il sole e la luna, opposti ma inesistenti l'uno senza l'altra.

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