Passarono mesi, la scuola finì ed io fui promossa con buoni voti. Stranamente non sentii più parlare di Luke e Jason e finalmente, dopo un'intensa estate giunse Ferragosto.
Le cose con Shawn andavano molto bene e diventammo migliori amici.
"Allora sorellina che cosa hai detto di fare oggi?" Mi chiese Nathan incuriosito.
"Sono con Jessica , il suo ragazzo Andrew, Shawn ed altri amici in spiaggia" risposi felice , cercando di trovare degli stecconi per fare i marshmallow.
"Passerai la notte li?"
"Yep!" Risposi entusiasta, dopo aver trovato quelle specie di stuzzicadenti più lunghi.
"E papà vuole?" Chiese preoccupato. Nell mentre il mio sguardo si incupì. "Non me ne frega nulla di lui. Se vuole bene , altrimenti me ne fotto." Nathan rimase in silenzio , sbalordito dopo aver sentito quelle parole "sorellina , anche se Karter non è un vero padre , bisogna considerarlo.. " a queste parole andai su tutte le furie, cercavo di controllarmi e fare silenzio , ma era tutto inutile. "Tu lo vedi? È forse qui ad aiutarci? No! È sempre fuori per lavoro e rientra a tarda ora. E quando è in casa sai benissimo che mi rinchiudo in camera mia oppure esco! E lo stesso nostra madre. Lavora e non si preoccupa mai di nessuno , solo di quel coglione del suo marito!"
Le lacrime a quel punto iniziarono a cadere da sole. Nathan non sapeva nulla del rapporto che avevo con Karter e perché odiassi tanto sia lui che nostra madre... era una situazione difficile.
Guardai l'ora per non pensare "merda sono le 11!" E con questa frase corsi in camera mia sotto il triste sguardo di Nath.
Scegliere cosa mettere era la cosa più difficile da fare. Dovevo ancora trovare un costume carino.Poi mi ricordai di quello regalatomi da Jess, "Eccolo!" Esultai felice per poi indossarlo. Era un costume a brasiliana, blu con i bordini rossi: il mio preferito. Poi sopra indossai dei pantaloncini di jeans e un top viola e cosa più importante, non dimenticai il foular azzurro attorno al polso.
Dopo circa 10 minuti il cellulare iniziò a squillare ... era Jessica "Ehi amore!" La salutai felice "Gioia mia! L'orario l'abbiamo cambiato. Sarà alle 12 in spiaggia da me. Mi raccomando, non tardare come sempre " a queste parole feci la finta offesa. Io non ero una ritardataria . "Tranquilla. Ci vediamo tra poco allora! Baci " dissi e lei rispose con un tenero ciao.
Poi afferrai una borsa Desigual, dove misi una felpa nel caso che dovessi avere freddo e i famosi stecconi. Portai con me anche quell'oggetto che mi faceva sfogare... non so il perche , ma fu un gesto automatico.
Adesso ero pronta. Aspettavo soltanto l'arrivo di Shawn e per ingannare il tempo iniziai a leggere un libro.
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Rosso dolore, amore
RomanceMa se tutto questo in realtà non fosse altro che un sogno? Se un giorno ci svegliassimo e scoprissimo che in realtà quello che vivevamo era solo un sogno in confronto alla realtà?
