{ la presa della Bastiglia }

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È risaputo: Damiano odia le feste.
Ha dedicato una parte del suo corpo da riempire d'inchiostro per renderlo chiaro una volta per tutte: "I hate parties".
Quella sera l'intero gruppo era stato invitato per una riunione di liceo in una delle ville non molto lontane dalla loro.
Al contrario di quanto si possa credere, non fu il front man a fingersi malato per non andare, ma Thomas.

≪ Io pev educazione ci vengo, ma non conosco nessuno vagazzi, statemi vicini ≫.

≪ Ethan, tranquillo, ci sto io ≫ disse Damiano.
≪ Tanto se non c'ho voglia mo de socializza' non c'avrò voglia manco dopo ≫.

≪ Dai raga', non fate così sennò ve lascio tutti qua fori ≫ intervenne Victoria.

Si trovavano tutti e quattro fuori la porta di una grande struttura bianca classicheggiante.
Avevano parcheggiato la macchina del batterista al lato di una piccola fontana al centro del piazzale frontale.
Sicuramente qualcuno di loro si stava chiedendo se avessero potuto davvero farlo o meno, ma non era l'auto che li preoccupava.
Quell'insieme di ragazzi che stavano per incontrare era lo stesso che frequentava Victoria prima di formare il gruppo e dedicarsi interamente a questo.
Il loro problema era la tossicità che avevano portato alla bionda e il modo in cui riuscirono a cambiarla in poco tempo.
Nessuno la sopportava nel periodo che passò sotto la loro influenza.

Con sguardi complici i tre ragazzi fecero in modo che fosse proprio la bassista a suonare alla porta.
Passarono pochi secondi prima che un ragazzo tutto in tiro li facesse entrare.
Sorrideva senza smettere mai.
Ma non era stato un sorriso di accoglienza; piuttosto fu malizioso.

≪ Victoria! Non ci credo ≫.
Disse sfregiandosi le mani e aprendo le braccia per stringerla a sé.
≪ Pensavo arrivassi domani ≫.

≪ Eh sì, è colpa mia se abbiamo fatto tardi ≫.
Victoria lasciò l'abbraccio e si diresse in un'altra stanza, sparendo dietro l'angolo.

Mentre quel ragazzo, biondo e invadente, ironizzava sui "capelli indiani" di Ethan, Giudith e Damiano seguirono con ansia Victoria, per paura di rimanere indietro.

≪ Non pensavo fossi così spaventato dagli eventi sociali ≫ disse la ragazza al front man.

≪ Mi sento solo un po' a disagio senza qualcuno che rida continuamente alle mie battute e che capisca quando non ne posso più della gente ≫ disse lui.

≪ In pratica Victoria ≫.

≪ In pratica Victoria ≫ confermò.

Dopo poco si erano tutti riuniti al centro della grande sala vetrata della villa.
Sul divano c'erano un paio di coppie di amiche che si passavano qualche parola da un orecchio all'altro; un piccolo gruppo di ragazzi brindava insieme a Victoria riguardo il ritrovo che avevano organizzato; i tre che la bionda aveva portato con sé rimasero a lungo appiccicati a commentare la pesantezza che vi era nell'aria.

≪ Non sapevo che Thomas fosse una donna ≫ parlò una delle ragazze con un calice di champagne in mano.

≪ Uhm... no ≫ Victoria si fece strada tra le persone.
≪ Thomas è a casa, sta... ≫.

≪ Finendo di scviveve il suo pezzo stvumentale ≫ la aiutò Ethan.

≪ O forse non voleva venire? ≫ intervenne lo stesso ragazzo che aprì la porta.

≪ Era ancora molto impegnato quando siamo usciti, ma ha promesso di venire nel caso riuscisse a liberarsi ≫ mentì Giudith.
Nessuno voleva dare la vera spiegazione a quella gente: Thomas li odiava a morte, perché l'avevano sempre preso in giro per il suo aspetto e la sua passione per la musica, da loro considerata infantile.

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