Li aspettava un letto dalle lenzuola bianche, sul quale giaceva Giudith già pronta per registrare.
Era sdraiata a pancia in su, con un braccio steso accanto al viso e lo sguardo fisso sul soffitto cassettonato.Lei era cosciente del fatto che non avesse potuto scegliere se accettare quel bacio o meno. Il regista si era accordato con Marta riguardo cosa attirasse di più gli spettatori e ciò era sicuramente il contatto fisico e la passione scambiata tra i membri. Questo fomentava le ragazzine che creavano le coppie immaginarie e impossibili tra quei quattro ragazzi.
Ma era molto più importante il parere di Victoria, la sua ragazza, la sua amata bassista che sognava da così tanto tempo e ora la stava facendo ingelosire contro voglia.
Io non volevo, giuro.A distrarla dei suoi pensieri fu l'arrivo del batterista, un po' più serio del solito.
Prima che entrassero tutti gli altri, Ethan si sdraiò accanto a lei e posò le sue masi sul ventre.
≪ Giudith? ≫.≪ Mh? ≫.
≪ Pvenditi del tempo con Vic dopo le vegistvazioni, ok? ≫ le suggerì a cuore aperto.
≪ Anche tutta una vita ≫.
Vennero interrotti a loro volta dal registra, causa di tanto scompiglio. Questo rilesse un foglietto sul quale aveva gettato qualche idea e annuì con la testa come se sapesse cosa stesse facendo.
Molti altri uomini invasero la camera da letto e sistemarono gli attrezzi.≪ Ragazzi, voglio qualcosa di innocente, ma comunque intimo ≫ fece il direttore principale.
I due si guardarono con occhi pieni di sollievo e si fecero cenno che non ci sarebbero stati problemi.
Vennero chiuse le persiane e la musica di sottofondo partì più lenta delle altre volte.≪ Posso accavezzavti? ≫.
L'altra gli diede il consenso.
Ethan le sfiorò inizialmente il viso, quasi per paura di farle male, e le sue mani sembravano essere grandi quanto l'intera faccia di Giudith.
Si osservavano con attenzione, scoprendo per la prima volta i particolari dei reciproci visi.
I loro occhi erano dello stesso colore e quello fu decisivamente uno sguardo più tranquillo rispetto a quello di qualche minuto prima scambiato col cantante.
Quando sembrò prendere confidenza con la soffice pelle di lei, il batterista le concesse delle carezze e le passò le dita sulle labbra più di una volta.
Sorridevano come bambini tra le coperte candide.≪ Perfetto, bravissimi, questa mi è piaciuta ≫.
Che bella sensazione che era quella che provavano entrambi i ragazzi stesi. Non si erano ancora mossi da quella posizione perché si sentivano a loro agio. Parlavano tra di loro, si scambiavano scherzi e confidenze, ma non si erano mai concessi del tempo così per avvicinarsi e conoscersi meglio.
Le riprese si spostarono in una sala da pranzo leggermente buia e ad aspettare, stavolta, fu Thomas, seduto su una sedia a capotavola con una chitarra acustica sulle gambe.
Stava intonando la melodia de "Le parole lontane" in solitudine e quando vide arrivare l'intera troupe sembrò spaventarsi come fosse stato sorpreso a fare qualcosa di sbagliato. Ma era quello il bello di quei ragazzi; erano innamorati così tanto dei loro strumenti e si immergevano nella musica come fosse una filosofia di vita.≪ Giudith, ti divertirai adesso ≫.
Parlò il regista e le prese una mano, la fece salire su una sedia e poi sul lungo tavolo di legno scuro. Sopra vi erano ceste di frutta e bicchieri di vino.
Le avevano chiesto di ballare un po', di avvicinarsi al chitarrista e muoversi a piacere.L'ingresso si aprì e si mostrò una lunga ombra sul pavimento che precedette la chiusura della porta. Non poteva che essere lei.
Giudith, che stava già provando il suo pezzo, si bloccò di colpo.
Victoria si avvicinava a quel tavolo con le mani e guardava la ragazza dal basso verso l'alto. Non sembrava essere arrabbiata, solo pensierosa. L'altra, però, avvertì quel forte odore di tabacco che ricordava aver percepito solo nella stanza di Damiano.
Non poteva rimproverarla, magari non aveva neanche fumato e comunque quegli occhi fissi su di lei le impedivano di parlare.
La bionda, con uno scatto, salì sul tavolo - nonostante le lamentele del regista - e si allacciò subito al corpo di Giudith. Le prese una mano, poi le strinse la vita e cominciò a ballare un lento lì sopra, sotto l'occhio attento degli altri ragazzi, dei collaboratori e di Marta.La manager, al corrente del poco tempo rimasto per le riprese, richiamò la bassista e la condusse in un'altra stanza come le maestre furiose con i loro alunni.
Il regista tornò ad occuparsi della camera, delle posizioni e delle luci, mentre Thomas ricominciava a suonare per la ventunesima volta la stessa canzone.Diedero il segnale. Giudith si muoveva a zigzag tra i candelabri accesi ed evitava di rovesciare il vino rimanendo sulle punte nel modo più stabile possibile. Si fece sempre più vicina al ragazzo seduto, il quale dovette rivolgerle uno sguardo sincero, perché < non c'è da scordarsi che lei è la sua ispirazione e lui deve accoglierla nella sua mente >.
Insomma, tutta roba filosofica che urlava il regista dalla sua sedia scricchiolante.
Dovettero tagliare qualche scena e cercare un vestito nuovo per Giudith, poiché fece un passo falso e bruciò il lembo della veste. Marta rideva inconsolabilmente, forse perché Victoria aveva lanciato il vino da uno dei bicchieri per spegnere la stoffa in fiamme o perché Ethan ripeteva imprecazioni senza sosta, ma perone di erre, con le mani tra i capelli.Alla fine non c'erano più vestiti a disposizione, ma fortunatamente c'era solo da girare la scena nella vasca da bagno con Victoria.
La bionda aveva indosso un completo intimo nero e s'era immersa nell'acqua calda. Giudith, invece, fu spogliata quasi completamente.
Quello era il loro momento. Si amavano, si conoscevano da un po', si vivevano tutti i giorni tutto il giorno da qualche settimana, eppure si vergognavano a stare l'una di fronte all'altra.
La bassista abbracciava la ragazza nuda nella parte superiore del corpo e le lasciava delle carezze con le sue dita, scopriva per una seconda volta il suo volto. Voleva baciarla, voleva rubarle il sapore delle labbra di Damiano, ma non lo fece. Tornava il discorso dell'inizio.
Giudith si alzò dalla vasca e uscì verso il corridoio, coperta dall'asciugamano che le avevano appena passato.
Victoria rimase lì dentro e sorrise tra sé e sé.
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{ Lontana da me }
FanfictionAppena maggiorenne, Giudith perde la famiglia in un tragico incidente stradale e, con questo, anche il senso della vita. Per festeggiare la fine dell'anno scolastico, si reca contro voglia in un locale con i suoi "amici", ma presto le manca l'aria e...