{ la musa astratta }

184 11 6
                                    


I giorni di malattia passarono in fretta, anche grazie all'aiuto di Marta, la manager, che era venuta a dare una mano alle due ragazze.
Non avevano inciso niente in quel periodo, quindi dovevano riprendersi il prima possibile per poter dare una svolta all'album ancora quasi incompleto.
I tre ragazzi si portavano dietro gli strascichi della febbre senza curarsene troppo; Ethan e Thomas tornarono a fare il bagno in piscina anche sotto la pioggia leggera, bevendo le loro birre ghiacciate.

≪ È tutto 'n cazzo che so' guariti ≫ fece notare Damiano, il quale girava per casa coperto dalla testa ai piedi.

Giudith non s'era sbagliata quella mattina: anche Victoria stava male, ma non aveva la febbre, si era solo un po' indebolita. In quel periodo stava bevendo di più e stavano uscendo più spesso del solito, quindi il suo corpo non riusciva a riprendere il ritmo. Anche quando se ne stavano alla villa, lei non trovava pace.
Mentre gli altri erano guariti, lei ancora non voleva ammettere che avesse bisogno di riposo.
Ogni tanto Giudith doveva obbligarla a starsene a letto, anche se non dormiva. Lei le stava sempre accanto, la intratteneva, si raccontavano storie del passato e si rivelavano segreti.
Il loro rapporto si intensificò molto in quei giorni, poiché si spiegarono a vicenda il loro concetta di vita, le volontà per il futuro e tutto quello che avrebbero sicuramente voluto fare e non fare.

≪ Io continuerò a suonare per i Måneskin per tutta la mia vita ≫.

≪ E io ti seguirò in capo al mondo per vederti suonare per tutta la vita ≫.

Andavano d'accordo su moltissime cose, raramente non la pensavano allo stesso modo. Quando i discorsi si fecero più profondi e determinanti, avevano sempre paura di dire qualcosa di sbagliato e quindi rispiegavano le cose migliaia di volte per non ferire l'altra quando questa sembrava essere in disaccordo.

≪ Di certo mi sposerò tardi ≫.

≪ Tardi? Quanto tardi? ≫ le chiese Giudith.

≪ Un po' tardi, cioè voglio vivere prima del matrimonio ≫.

≪ Si vive anche dopo il matrimonio ≫.

≪ Si, certo ≫.

≪ Certo! Se le due persone sono d'accordo nel fare insieme certe esperienze, viaggi, serate fuori... beh, si ≫ cominciò ad infuriarsi.

≪ E gli amici? ≫.

≪ Si invitano a casa, ci si esce... insieme, quando capita, da sole e per conto vostro in qualsiasi momento vorrete ≫.

≪ Perché ti rivolgi ad un "voi"? ≫ chiese Victoria con un sorriso di sfida.

≪ Che ne so... ≫ disse infastidita.

≪ Giudy... ≫.

Sospirò, poi rispose alzando le spalle.
≪ Che ne so se mi vuoi sposare ≫.
Quando pronunciò quelle parole divenne tutta rossa in viso. Si guardò le mani mentre le torturava dall'imbarazzo.

Victoria le sorrise, ma poi cominciò direttamente a ridere. Si avvicinò a lei con gli occhi che brillavano e le stampò un bacio sulle labbra.
≪ Certo che ti sposo ≫.

≪ E se me lo chiede prima qualcun'altra? ≫ la
sfidò lei.

Ridacchiò amaramente, poi tornò sei.
≪ Te lo chiedo prima io ≫.
≪ Se non potrò averti io, non ti avrà nessuna ≫.

A quelle parole, Giudith si sentì ardere dentro. Victoria le sembrò cento volte più attraente, cento volte più sua. La baciò d'istinto, con tutte le forze che aveva; la avvicinò a sé dai fianchi, le accarezzava il viso. Divetterò riprendere fiato poco dopo per tutta quella passione condivisa.
il cantante del gruppo le chiamò da sotto, lasciarono contro voglia il loro covo d'amore e andarono a controllare cosa fosse successo stavolta.

Era qualche pomeriggio che non pioveva, ma il cielo rimaneva comunque coperto di nuvole. La sala registrazioni tornò ad affollarsi, i ragazzi a discutere riguardo i pezzi. Ma c'era una novità: Damiano aveva finito di scrivere la canzone lasciata in sospeso per troppo tempo.
L'aveva chiamata "Le parole lontane" e avrebbero girato il video da un momento all'altro. Poiché era stata oggetto di scrittura e di ispirazione, Giudith avrebbe fatto parte della clip della canzone. Nessuno oppose resistenza a quella decisione.
Quella ragazza, infatti, era diventata essenziale per il gruppo e non volevano escluderla da nessuna delle cose che facessero.

Il front man aveva chiamato entrambe le ragazze perché il regista e i collaboratori per le riprese erano lì alla villa con le loro vetture.

≪ I costumisti hanno portato i vestiti e c'è un van vuoto solo pe' noi, così ce portano all'altra villa ≫.

≪ Che villa? ≫.

≪ Villa Beatrice, Beatrice d'Este... boh ≫.
≪ Vabbè, e... prendere le cose più importanti e andiamo prima che piove ≫.

Le due ragazze si affrettarono per prendere i loro telefoni, poiché il resto ce l'avevano i collaboratori, dai trucchi, agli accessori, alle scarpe.
Victoria, ormai, era abituata ad essere ripresa, al fatto che qualcun altro scegliesse al posto suo cosa indossare e che decine di uomini erano lì solo per lei ed i suoi amici.
Giudith, al contrario, non l'aveva mai fatto e per questo cercava continuamente la mano della sua ragazza per conforto.
Si chiedeva se fosse carina abbastanza da poter essere immortalata in un video che sarebbe durato per sempre, oppure se fosse capace di recitare o di eseguire tutto ciò che le avrebbero chiesto.

Arrivati a Villa Beatrice, ebbero il tempo di fare un giro fuori e dentro la struttura. Era diversa dalla loro, eppure c'era qualcosa di familiare.
Dopo qualche minuto vennero chiamati tutti all'interno per cambiarsi.
Damiano amava spogliarsi davanti agli altri, quindi si vestì nella sala al piano di sotto davanti al cameramen, mentre Thomas ed Ethan uscirono poco dopo da una stanza riservata ai camerini per andarsi a truccare.
Giudith venne portata al piano di sopra, in un altro camerino, dove avrebbero girato le prime scene. Indossò una vestaglia color panna di seta, più stretta in vita e larga nella parte inferiore, mentre le bretelle le cadevano continuamente dalle spalle. Venne lasciata scalza e le arricciarono i capelli, raccolti poi in uno chignon basso con la frangia e i dei ciuffi fuori.
Le fecero aspettare in una stanza l'entrata dei quattro ragazzi in giacca e pantaloni. La band si distese su un grande letto, l'uno sopra l'altro, e cominciarono a scherzare tra di loro perché stavano scomodi, ma la scena doveva durare qualche minuto in modo da catturare i momenti più belli.
Victoria riuscì a prestare alla sua ragazza qualche attimo di attenzioni e le strizzò l'occhio.

≪ Ok, ragazzi. Mi serviranno... tu... e tu ≫.
Uno dei collaboratori indicò Damiano e Giudith.
Li condussero in una stanza e li fecero sedere su una panca di legno. C'erano cuscini e luci soffuse. Tutti dietro le telecamere osservavano con attenzione.
Diedero un rossetto a lei e chiesero a lui di sciogliere i capelli. La prima avrebbe dovuto passare del trucco sulle labbra del cantante.
≪ Non vi preoccupate, è solo per il video, fate i professionali ≫.
In che senso non dobbiamo preoccuparci?

I due si guardarono confusi, ma eseguirono quanto richiesto. Partì la musica della loro canzone e il regista puntò la camera sulla parte inferiore del viso di Giudith; in quel video rappresentava Marlena, l'ispirazione artistica, la musa del gruppo, quindi non poteva essere riconoscibile, anzi, quasi astratta.

≪ Damiano, passa una mano tra i capelli ≫ urlò il regista.
Il cantante obbedì, mentre fissava le labbra della ragazza di fronte a lui. Quando si sentì pronta, Giudith passò un po' di rossetto sul labbro inferiore di Damiano e sistemò la sbavatura con il pollice.

≪ Perfetto così ≫ continuò il regista.
≪ Ora baciatevi ≫.

{ Lontana da me }Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora