XXXIII

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Città del Vaticano.
La più piccola, e allo stesso tempo la più importante istituzione dell'intero pianeta terra.
Un luogo dove vi sono presenti le persone più importanti di uno dei culti più importanti del mondo.
Il Cristianesimo.
O "Chiesa di Roma", sono solo alcuni dei nomi che questo culto adotta per identificarsi fra i suoi fedeli.
Al vertice di tale istituzione, una, se non forse La persona più influente del mondo: il Papa.
Chiamato così poiché esso è considerato il Padre spirituale di tutti i fratelli. E fratello, è il termine con il quale si identificano tutti coloro che fanno parte del culto.
Una enorme famiglia, con le stesse regole, gli stessi principi, gli stessi privilegi e con in cuore la speranza di raggiungere, una volta morti, la terra dei cieli.
Un luogo spirituale dove ci si può accedere solo attraverso la propria anima.
Un luogo dove il riposo eterno, è l'equivalente della pace eterna, senza disturbi, interruzioni, o problemi.
Una vera e propria pace per i sensi.

Il Camerlengo, il segretario privato del Papa, si trova nel proprio ufficio intenzionato a leggere i giornali con le notizie del giorno. Accompagnandosi nella lettura, con sorsi di un buon The nero.
Non li ci vuole molto per leggere i titoli che sovrastano le prime pagine. E così come i titoli, anche le immagini lo lasciano senza parole.
La prima reazione è sputare il The che tiene in bocca, scioccato per ciò che sta leggendo.
"È della scorse notte la notizia, secondo la quale questo pericoloso assassino, sfregia i cadaveri delle sue vittime, con versi della Bibbia".
Poi un altro.
"Il Killer della Bibbia, così è stato rinominato dell'Interpole, semina morte per l'Italia. Che vi sia un messaggio nascosto nei suoi versi?".
Un altro ancora.
"Assassino devoto alla chiesa, o pazzo pericolo?".
Al Camerlengo bastano leggere queste prime righe degli articoli per comprendere che tutta la faccenda è sfuggita di mano al Maestro.
Un piano ben congegnato per sistemare tutti i vari casini commessi dalla chiesa negli ultimi secoli, e rimettere tutte le cose al posto giusto, riuscendo anche a riprendere il proprio posto che gli spetta di diritto. Tornare ad essere una potenza mondiale come lo si era in passato.
Forse un sogno, una utopia. Ma il desiderio del Maestro è questo. E sono in molti a volerlo realizzare.
Il Camerlengo, è solo uno di questi molti. Ma è forse uno dei più importanti, essendo che è il braccio destro del Papa, è sempre informato su tutte le sue mosse, idee e pensieri. È così molto facile poterlo precedere e farsi trovare pronti nell' affrontarlo e vincerlo.
Ma gli sviluppi del quale è stato appena messo al corrente dai giornali, lo lasciano molto scioccato.
Non aveva idea che il Maestro fosse disposto ad uccidere persone per raggiungere lo scopo ultimo.

Il Camerlengo ha però un compito preciso, e, malgrado in questo momento necessiterebbe di risposte, deve prime compiere i suoi doveri per la causa: sapere cosa il Papa pensa di ciò che sta accadendo.
Ed è quindi ciò che fa.
Abbandona il proprio ufficio, e, tenendo con se i giornali, si dirige fino alle stanze private del Santo Padre.
Bussa alla porta, ma nessuno vi risponde.
Bussa una seconda volta, ma anche questa volta, nessuna risposta.
Bussa una terza, ed ultima volta, ma ancora niente.
Sta per bussare una quarta volta, quando sente dall'interno il suono di un pesante tonfo.
Preso dal panico, apre la porta e, come il suo sguardo vi entra nella stanza, nota il Santo Padre a terra che fatica a respirare.
Il Camerlengo grida aiuto, per poi lanciarsi sul Papa per cercare di aiutarlo. Ma la forza dell'uomo non basta. Troppo esile e magro per riuscire a fare la differenza, ci pensa una delle guardie svizzere a compiere l'impresa.
Questa riesce a mettere il Papa seduto, e spingendo sul suo petto nel punto corretto, riesce a farli sputare il pezzo di pastiera che era finito di traverso all'anziano uomo.
Il Camerlengo quasi svieni per lo spavento subito.
Il terrore di vedere il Papa fare questa fine prima del tempo stabilito, lo fa completamente sbiancare.
<Non preoccuparti figliolo. Il Signore non mi ha ancora chiamato fra i suoi>, lo rassicura il Papa, non sapendo il reale motivo per il quale il segretario ha reagito in tale maniera.
La guardia svizzera aiuta il Santo Padre a rimettersi seduto, per poi andarsene dalla stanza, richiudendo la porta.
Lasciando così i suoi uomini nella totale privacy.
<Santo Padre. Ho purtroppo cattive notizie da comunicarle>, commenta l'uomo riprendendo un po' di colorito.
<Non ti allarmare buon Marco, sii tranquillo ed esponimi tutto con chiarezza>, cerca di rassicurarlo l'anziano uomo.
Il Camerlengo porge i giornali al Papa.
Questo legge i titoli, e, con molta flemma, torna a guardare il segretario.
<Non trovo alcun problema. Solo l'ennesimo folle>, commenta esso con disinvoltura.
<Ma Santo Padre. Se quest'uomo minaccia la nostra istituzione...>, Marco Astri cerca di esporre le sue finte paure, ma il Papa lo ferma prima che esso possa terminare la propria frase.
<E in che modo lo farebbe? Uccidendo persone a caso, per poi marchiarle con versi della Bibbia? Perché un tale gesto dovrebbe risultare una minaccia per noi?> domanda l'anziano, tranquillo.
<Ma Santo Padre. Non ha riconosciuto i versi utilizzati dall'assassinio?>, domanda il Camerlengo, ponendo l'attenzione su di essi.
<Certo che li conosco... Il famoso Cifrario di Nicea>, risponde lui.
<E non teme che questo assassino possa rivelarlo?>.
<Figlio Mio, se questo assassino pensa di mettere paura a me, la persona più importante, di una delle istituzioni più potenti, utilizzando qualche semplice verso della Bibbia, interpretabile in ulteriori versioni, è proprio un povero pazzo>.
Le parole calme del Papa, mettono il Camerlengo in allarme. Lui necessità che il Papa sia preoccupato per la cosa. Che si senta in trappola o al massimo in difficoltà. E non così tranquillo come se nulla di rischiasse.
<Ma Santo Padre. Io non prenderei alla leggera questa minaccia. E se riuscisse a rivelare al mondo intero il Cifrario? Come ne usciremmo noi?>.
<Illesi> risponde pacatamente l'anziano.
<Illesi?> ripete Marco perplesso.
<Esattamente. Illesi>.
<Ma come illesi?> domanda l'uomo stordito, è quasi infastidito per tanta superficialità.
<Pensaci bene. Oltre a noi, che abbiamo dedicato la nostra vita a seguirne gli insegnamenti, chi altri può dire di aver mai letto la Bibbia per intero? Chi può vantarsi di conoscerne ogni insegnamento? Chi oltre a noi che l'abbiamo studiata per anni, può dire cosa essa realmente racconta per filo e per segno? Nessuno>.
<Ma Santo...> il Camerlengo tenta di ribattere, ma il Papa lo interrompe nuovamente.
<È quindi inutile dare credito a tali avvertimenti. Poiché essi sono solo stupide illazioni. Anche ai credenti, basterebbe modificare un po' il racconto, smussandolo quando troppo cruento, e ad essi andrebbe bene la nuova versione. Non rischiamo niente>.
<Lei è completamente certo di ciò che sta dicendo?> domanda Marco Astri, terrorizzato dal fatto che il Papa non prenda minimamente in considerazione la minaccia che il Maestro dovrebbe rappresentare.
Il Papa resta in silenzio per qualche istante.
<Posso capire la paura che ti attanaglia. E allora voglio alleviarla dal tuo spirito. Farò chiamare gli agenti dell'Interpole che lavorano al caso. E farò in modo che siano loro a tranquillizzare le tue fobie>.
Il Camerlengo, colpito da tale spiegazione, sta per abbandonare la stanza, quando il Papa lo ferma per porli un quesito.
<Come procedono i preparativi per il concerto?>, domanda l'anziano, mantenendo il suo fare calmo.
<Molto bene Vostra Santità. Siete però certi che l'opera da voi scelta sia adeguata?>.
<Certamente. Con essa si da un punto finale a questa era di corruzione e mafie. Da quel concerto in avanti, tutto cambierà ed inizierà una nuova era per questa istituzione>.
<E non mi può spiegare in anticipo che cosa prevede questa nuova era?> domanda il Camerlengo, volenteroso di avere nuove informazioni importanti per il Maestro.
<Saprai tutto, a tempo debito>.

Il Camerlengo non sa come reagire a ciò che il Santo Padre ha spiegato. Ma una cosa è certa. Ora deve solo fare rapporto al Maestro. Al resto, ci penserà in un secondo momento.

Il Cifrario di NiceaLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora